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Legge sui parchi, M5S: “Va assolutamente modificata, Toti la rimandi in commissione”

Dai consiglieri pentastellati critiche alla Giunta Toti: "Se poi i Parchi non funzionano a dovere è perché Regione non li finanzia adeguatamente e non ne monitora l'operato"

Regione. “La maggioranza di centrodestra, alla luce delle nuove osservazioni del Club Alpino Italiano affiancato a Federparchi Liguria, raccolga il coro unanime degli appelli fin qui ricevuti a non procedere con il ddl 210, sospenda la votazione del disegno di legge, fermo in Consiglio da fine febbraio, e lo riporti in Commissione Territorio e Ambiente per rivederlo e ricostruirlo completamente, in chiave sostenibile”. L’appello arriva dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Marco De Ferrari.

Intanto, la petizione promossa dalle associazioni ambientaliste WWF Liguria ed Enpa Savona, in poche settimane ha superato già la notevole soglia delle 3100 firme, “segnale evidente che dal territorio arriva un inequivocabile grido di allarme” aggiunge De Ferrari.

Tra le varie criticità, il Cai evidenzia la carenza di vigilanza istituzionale e di guardie ecologiche sul territorio per contrastare ecoreati e bracconaggio, e punta il dito sulla trasformazione delle “Aree Contigue” – zone cuscinetto di protezione ai parchi previste dalla legge quadro nazionale – in zone di libera caccia.

“Forti preoccupazioni vengono espresse anche per il fatto che, in più casi, i limiti delle aree parco protette vengono ulteriormente arretrati nelle zone lungo i confini regionali – spiega il consigliere regionale Andrea Melis, che riprende un’altra parte della memoria del CAI -. Oltre a renderli molto meno riconoscibili, venendo meno la localizzazione precisa come rivi, crinali e sentieri, si vengono a generare corridoi indefinibili e privi di tutela”.

“Se poi i Parchi non funzionano a dovere è perché Regione non li finanzia adeguatamente e non ne monitora l’operato – afferma la capogruppo regionale Alice Salvatore -. La causa di ogni problema relativo ai Parchi va ricercato nella negligenza della Giunta. La smettano quindi di fare falsa propaganda contro Enti che loro stessi non mettono nella condizione di funzionare efficientemente, e dicano una volta per tutte che vogliono sfasciare i parchi semplicemente con fini elettorali: per favorire la lobby dei cacciatori e magari anche quella dei costruttori”.

“Insomma, nel disegno di legge 210 così come è uscito dalla Commissione a febbraio, sono previste sensibili riduzioni delle zone protette (1000 ettari in meno) e un drastico aumento delle zone dove svolgere la dannosa attività venatoria”, è il commento unanime dei consiglieri del Gruppo 5 Stelle in Regione.

“Il Cai nel suo documento ricorda anche che le aree protette rappresentano un grande valore ambientale, culturale e territoriale da portare a sistema e che la conoscenza e lo studio della montagna è fondamentale sia negli aspetti naturali come flora, fauna, idrogeologia sia negli aspetti antropici come cultura, storia e micro e medie attività produttive locali – spiega poi il consigliere De Ferrari -. La promozione delle attività economiche ecocompatibili e sostenibili permette alle popolazioni di permanere nei territori di residenza e quindi di aumentare la resilienza del territorio di contrastare lo spopolamento dilagante”.

“Dobbiamo pensare ai giovani e ai nostri figli – dichiara a sua volta il consigliere regionale Fabio Tosi -. In Liguria, per tutelare le generazioni future, c’è una grandissima opportunità ed è rappresentata dall’istituzione del Parco Nazionale di Portofino. I 15.000 ettari previsti, contro gli attuali 1.000, sarebbero una risposta chiara e immediata a quello che sta drammaticamente toccando tutte le nostre vite, vale a dire i cambiamenti climatici”.

“E sarebbe un’occasione di rilancio per tutti i 20 comuni coinvolti dal Comune di Genova a quello di Chiavari, passando per l’entroterra – ricorda De Ferrari -, considerato anche che il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, già dai primissimi giorni dall’insediamento del Governo del Cambiamento, sta lavorando proprio in questa direzione: far sì che i Comuni e i cittadini che vivono, lavorano o risiedono in un parco naturale, possano avere una serie di ulteriori vantaggi (infrastrutturali, burocratici, fiscali…) in modo che per loro sia sempre più appetibile e desiderabile rientrare nel perimetro di un’area tutelata”.

“Con i cambiamenti climatici in atto, la grave perdita trasversale di biodiversità, l’inquinamento diffuso e dilagante, ora più che mai è il momento di rivedere il modello di sviluppo di paese, in chiave davvero sostenibile, cercando di investire e captare più risorse possibili per rilanciare quel tessuto produttivo locale fatto di micro e piccole medie imprese agricole e artigianali che fanno dei nostri territori un’eccellenza unica al mondo” ricordano infine i consiglieri del Gruppo M5S.

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