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Lettere al direttore

La storia di Gabriella… la storia di tante adolescenti…

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Ciao Gabriella sono lo specchio, è passato tanto tempo da quel giorno in cui riflettevo la tua immagine distorta,cupa…un corpo scarno(in)visibile sotto cumuli di vestiti… un viso perso nel vuoto, dentro ti logorava un terribile dolore troppo grande per alla tua tenera età.

Quante le corse a vomitare a infilarti quelle dita in gola per non ingrassare, quante volte a saltare i pasti con scuse inverosimili … quante le volte a pesare il cibo a diminuirlo sempre piú fino a quasi non essercene in quel freddo piatto bianco, a scansare i condimenti… eri arrivata a dilazionarti persino l’acqua a irritarti di non nulla…a piangere e piangere di nascosto…. quante quelle volte che instancabile facevi 1000/2000 addominali in modo compulsivo,correvi…eri folle cercavi di combattere il dolore ma ti annientavi da sola… ti stavi uccidendo!Eri un ossicino che nascondeva un dolore grande quanto il mondo.

Tu lottavi in silenzio contro te stessa e nessuno lo sapeva…nessuno poteva capire…solo tu.

Ti ricordi quando andasti dallo psicologo? Ricordi le sue precise parole?

Non fu semplice per te. Non fu affatto semplice fare i conti con il passato, quante lacrime e urla per rivivere quei momenti… e ci volle del tempo. Anni. Completamente posso dire di essere guarita 3 mesi fa e ora sono felice… ma la strada ha richiesto un viaggio alla riscoperta di un passato logorante e la riscoperta di me stessa. Una nuova me stessa più forte, piú matura e consapevole della bellezza della vita, del valore delle più piccole cose… del sorridere e correre.

Tutto tramutó un giorno di anni fà in Sicilia avevo 16 anni ero in vacanza, mia nonna che è come una mamma per me si fermó a parlare con me in disparte per lungo tempo e ricordo ancora le sue precise parole: “A volte basta ascoltare e parlare occhi ad occhi con amore …. e si arriva dritti al cuore. Io presi coscienza e iniziai la mia lotta per la vita.
Vi chiederete perché una ragazza già molto magra di costituzione abbia fatto tutto questo? Beh,i motivi sono molteplici e ci arriveremo…

Mia madre.
Essere abituata sempre a camminare sulle punte a portare sulla schiena i problemi di tutti accumulare e nascondere in un finto sorriso lacrime notturne… quante volte ti sei presa colpe che non avevi… nascere per esempio dal grembo di chi nel tempo hai compreso amasse un’altro e ti ha avuto per errore un suo errore e disprezzava al contempo te consciamente o inconsciamente non fà alcuna differenza. Spezza una vita.

Non ho mai avuto la fortuna di avere l’amore di una madre come tutti ma, di averne uno palliativo finto di circostanza agli occhi del pubblico, quante le urla e le lacrime isteriche da bambina/adolescente quanti i silenzi rinchiusi tra le mura casalinghe… subii bullismo alle elementari lei neanche se ne accorse, calze e occhiali perennemente rotti e lei non si domandó mai perchè… in realtà mi spingevano per farmi cadere. Umiliata. Per lei tutto normale routine.

All’età di 13 anni a una festa di compleanno a casa di un mio compagno delle medie avvenne quello che nessuno si aspetta… lui sapeva di piacermi… ci rinchiusero gli altri compagni a chiave nella sua stanza… lui tentò di stuprarmi e io presa dal terrore lo ricordo ancora sbattevo le mani alla porta e urlando chiedevo di aprire… dopo un po’ aprirono io corsi via prendendo la mia roba… mi cambiò la vita.

Mi ammalai…. prima di bulimia poi di anoressia… pian piano nel corso degl’anni mi portai dentro queste ferite con il cibo lottai per lungo tempo ma a 17 anni ripresi a cibarmi a cercare di non vomitare anche se mi ricapitarono episodi bulimici. Tanti. La strada fu parecchio in salita. Affrontare gli spettri un horror e io sono orgogliosa di dire di aver lottato e di esserne uscita completamente da SOLA. Il tentato stupro l’ho nascosto per lungo tempo la prima persona a cui lo dissi non fu mia madre non lo sa ancor’oggi… ma bensì lo psicologo… che accorgendosi della mia paura d’essere sfiorata affrontò con me il problema…. e a lui dico grazie… e poi le amiche più care le sorelle per la vita quella famiglia che ti scegli a cui puoi raccontare ogni cosa, a cui una mano ti viene tesa senza porre giudizio. All’inizio non andò bene nei rapporti umani soprattutto con l’altro sesso ebbi dei problemi nelle relazioni fino all’ultima ma, credo che nella vita ci voglia tempo quanto basta affinché un’anima rotta si aggiusti e per amarla devi saperla accettare a 360° e porre cura al suo dolore…. ora dopo tempo e tanto lavoro interiore quel mostro l’ho accantonato farà sempre parte della mia vita ovviamente ma, è sconfitto.

9 anni fa alla separazione dei miei genitori i o bensí mia madre che se ne andó di casa in quanto innamorata di un altro uomo quello del principio della vicenda, si verificarono crisi di ira, subire violenza psicologica a tratti fisica da parte di mio fratello. Ogni giorno sentirsi dire ripetutamente queste parole rimbombavano nella mia testa tante le corse a vomitare, altre in cui smettevo, sentendomi inadeguata per poi sbattere a terra… rischiando di ricadere in un tunnel nero che già conoscevo bene. Lo conoscevo piú che bene.

Poi ho tirato fuori tutto forse grazie al lungo periodo dovuto alle operazioni alle ginocchia al dolore alle lotte continue… mi hanno resa piú forte tanto da dire BASTA. Ho tagliato quei fili che forse andavano tagliati da lungo tempo.

Gabriella ora può tornare a vivere ora sta bene e non ha piú paura ne di avvicinarsi alle persone nè di mangiare nè di vivere.
Un consiglio che do a tutti voi adolescenti, non seguite canoni inverosimili non tenetevi dentro dolori logoranti, violenze, abusi, rischiare di perdere la vita per qualcosa che già vi ha segnati. La vita per quanto difficile, strana, è bellissima e una soltanto AMATEVI. Ogni giorno porgete un passo avanti all’altro e dite IO MI AMO. Siete la persona più importante al mondo.
AMATEVI.

-Gabriella Parisi-

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