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La riviera romagnola vieta il fumo in spiaggia, nel savonese è un coro di no: “Qui non è mai stato un problema”

Tra chi "ha altre priorità" e chi ritiene che ci siano già troppi divieti, in molti concordano: "Bella idea ma inapplicabile"

Provincia. “E’ un discorso che mi piacerebbe portare avanti, vista l’imperante inciviltà; ma, dal momento che non potrei garantire controlli adeguati, non credo che almeno nel breve periodo introdurrò il provvedimento. Lo vedo di difficile applicazione”. Sono le parole del sindaco di Borghetto Santo Spirito, Giancarlo Canepa, ma riassumono un po’ la posizione di gran parte dei sindaci della costa savonese: vietare il fumo in spiaggia sarebbe bello, ma è troppo complicato nella pratica. E sostanzialmente inutile, dato che qui da noi, a quanto pare, il fumo in spiaggia non è mai stato un problema.

Spiaggia, Bagnino, bagnanti

Una posizione ben diversa da quella assunta da alcune località venete e romagnole. In principio fu Bibione (tra le località balneari più frequentate in Italia) a sperimentare le spiagge “smoke free”: un’idea che da quelle parti ha attecchito e fatto proseliti, tanto che nel 2019 potrebbe essere applicata anche sulle spiagge di Rimini, dove l’assessore Jamil Sadegholvaad ha intenzione di creare sulla battigia delle aree dedicate ai fumatori. Un modo per eliminare anche un altro problema, ossia quello dei mozziconi abbandonati nella sabbia.

Nel savonese, invece, la questione sembra essere decisamente meno sentita. “In questi anni il problema da noi non è mai emerso”: lo dicono, con parole pressoché identiche, Pietro Santi (assessore di Savona alla fruizione delle aree demaniali), Gianluca Nasuti (sindaco di Albissola Marina) e Roberto Arboscello (Bergeggi). “Oltretutto non credo sia di competenza del Comune – aggiunge Santi, con un altro assessore savonese, Maurizio Scaramuzza, che conferma: “Spetta a Autorità Portuale”. “Sinceramente stiamo lavorando su altre cose, abbiamo altre priorità” taglia corto Monica Giuliano (Vado Ligure), mentre Renato Zunino (Celle Ligure) fa notare che “con i mandati in scadenza sarebbe inopportuno emanare ordinanze del genere. In ogni caso, da noi non si è mai fatto”.

Qualcuno è perplesso, il già citato Nasuti (Albissola Marina): “E’ un tema dibattuto, che potrei affrontare con gli stabilimenti balneari, però troverei un po’ discutibile vietare il fumo anche all’aria aperta… Premesso che non sono un fumatore e che ritengo che il divieto di fumo nei locali abbia migliorato la qualità della vita di tutti, penso però che queste cose vadano gestite con buonsenso”. Qualcun altro invece è contrario senza se e senza ma, come Alessandro Bozzano (Varazze): “Ci sono già troppi divieti, e oltretutto senza un adeguato numero di vigili è impossibile farli rispettare”.

Un concetto, quello della inapplicabilità, che ribadiscono quasi tutti i primi cittadini: non solo per la difficoltà di allestire eventuali controlli, ma anche per le incombenze che un provvedimento simile comporterebbe per gli stabilimenti. “E’ una bella idea ma molto difficile da attuare – è il parere di Santi (Savona) – E poi qui i bagni marini non hanno le dimensioni di quelli romagnoli, come si fa a creare un’area dedicata? Sarebbe un problema enorme per i titolari degli stabilimenti”. Parole pressoché identiche a quelle di Arboscello (Bergeggi): “Il tema mi sembra interessante, dal punto di vista ambientale e della salute non sarebbe male approfondire il discorso… vedo però l’applicazione difficoltosa, occorre creare aree apposite e non voglio creare ulteriori difficoltà alla categoria dei balneari che ha già molti problemi”.

Posizioni simili a quelle dei primi cittadini del Ponente. “L’idea mi piacerebbe anche, ma è impossibile applicare concretamente un provvedimento del genere – spiega Dario Valeriani (Pietra Ligure) – Noi ad esempio per risolvere il problema delle cicche abbiamo adottato ‘mini contenitori’, ma l’utenza li usa molto poco… Servono più educazione e civiltà”.

“Non abbiamo ancora affrontato questo tema in materia ufficiale e sicuramente merita un approfondimento. Ma appare complicato fin da ora far rispettare un divieto di questo tipo, mentre come Comune abbiamo intenzione di muoverci contro l’inquinamento delle spiagge, magari creando appositi luoghi o installando attrezzature ad hoc per evitare l’abbandono dei mozziconi sul litorale”, il commento di Giorgio Cangiano (Albenga).

Una tesi condivisa anche il primo cittadino Mauro Demichelis (Andora), che ha spiegato: “Pur comprendendo la bontà della proposta, la norma risulterebbe di difficile applicazione e controllo considerando anche l’esiguo organico di polizia locale a disposizione del Comune rispetto al grande numero di presenze turistiche. Negli anni scorsi abbiamo chiesto ai fumatori il rispetto delle normative già esistenti, posizionando su tutti i trespoli dei bagnini dei posaceneri. Anche i bagni marini hanno aderito all’iniziativa fornendo spegni sigarette portatili”.

“Condivido appieno l’idea di spiagge senza il fumo di sigaretta, è una questione di salute (penso al fumo passivo che altri respirano) e di pulizia dei nostri litorali spesso invasi dalle cicche lasciate sulla sabbia. Ritengo, anche, che sia una questione di educazione civica da parte dei fumatori, così come è vero che una ordinanza o un provvedimento non risolverebbe il problema e sarebbe di difficile attuazione (pensiamo alle ordinanze sui botti o sulle deiezioni canine). Sicuramente si può agire con posaceneri o altre installazioni, oltre ad una forte campagna di sensibilizzazione che investa i fruitori delle spiagge e gli stessi gestori” sottolinea Luigi Romano (Ceriale).

“Sarebbe bello avere spiagge completamente ‘no smoking’, da sindaco e da medico, soprattutto, penso sia una bella iniziativa e porterebbe anche vantaggi turistici. Ritengo che sia anche una questione di civiltà e di educazione, stesso discorso vale per le cicche di sigaretta buttate per la strada… Se dovessi invece ragionare in termini di provvedimenti e azioni di contrasto al fenomeno credo, come altri colleghi sindaci, che sarebbero di difficile attuazione concreta, salvo avere 50 vigili urbani a disposizione pronti a controllare tutto il litorale”, la posizione di Giuseppe Niccoli (Noli).

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