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La morte del giovane Alessio Vinci: tra codici e misteri

"Nera-Mente" è la rubrica di Alice, appassionata di criminologia

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Questa è una di quelle storie che ti lasciano a bocca aperta. Storie di cui ascolti, leggi, cerchi notizie, ma uno strano senso di tenebroso mistero continua a pervaderti. E purtroppo è una storia vera: quella di Alessio Vinci, un diciottenne orfano di mamma che abita a Ventimiglia con il nonno, definito “un genio” da chi lo conosce. Si è da poco iscritto alla facoltà di ingegneria aereospaziale di Torino, a cui è riuscito ad accedere appena maggiorenne, dopo essersi diplomato facendo due anni in uno.

Un ragazzo con un quoziente intellettivo superiore alla media, apparentemente senza troppi grilli per la testa, che conduce una vita tranquilla. Finchè accade qualcosa di terribile.
Venerdi 18 gennaio 2019, il cadavere di Alessio viene ritrovato ai piedi di una gru, alta cinquanta metri, in un cantiere a Parigi.

La prima ipotesi è quella di un suicidio. Gli inquirenti francesi, ipotizzando un caso di “Blue Whale”, lo chiudono come tale. Gli atti relativi alla tragedia passano all’ufficio della Procura di Roma che si occupa dei delitti che coinvolgono italiani all’estero.
Ed è proprio qui, in Italia, che cominciano a spuntare diversi misteri.

Alessio, pochi giorni prima della sua morte, si trova a casa del nonno quando riceve una telefonata, gli dice che è stato contattato dalla segreteria del Politecnico, dove si deve recare per firmare dei fogli. In realtà, da quella segreteria non è partita nessuna telefonata e non c’è alcun foglio da firmare.

Successivamente, il giovane avrebbe rivelato al nonno e ad altre persone di aver vinto al casinò una ingente somma. Al nonno avrebbe poi mostrato l’estratto conto su cui erano accreditati poco meno di 150 mila euro. La notizia di una vincita viene smentita da chi realmente poche sere prima si trovava al casinò con Alessio, ma effettivamente i soldi ci sono ed il ragazzo mostra fiero parecchie banconote da 50 euro anche ad alcune persone in un locale a Torino, in cui si trova, a sua detta, proprio per festeggiare la vincita. Qui rivelerà di doversi recare a Parigi il giorno dopo “per incontrare una persona”.

Un ulteriore fatto inspiegabile è collegato ad un nome, Greta Haryson, che Alessio avrebbe comunicato ad un suo amico, specificandogli anche come scriverlo (“con una r sola”) ma persuadendolo a non cercarlo su internet perché “non esiste ancora”. Chi è Greta? Nessuno dei suoi amici sembra conoscerla, l’unica notizia da questi riportata è che una sera Alessio, un po’ brillo, per sbaglio, aveva chiamato una ragazza della compagnia con questo nome.

Il ragazzo si era anche informato, tramite il solito amico, chiedendogli se fosse possibile spedire una lettera che arrivasse al mittente un anno dopo. Alessio si reca poi a Parigi, all’insaputa del nonno. E non è finita qui, perché la sera della sua scomparsa lascia nella sua camera d’albergo (che aveva pagato per due notti, ma in cui ci è rimasto soltanto una, quella in cui poi è avvenuta la tragedia) una lettera in francese che riporta le seguenti parole: ”Non voglio dirvi perché ho fatto quel che ho fatto, ma voi potrete sapere che io sono solo una persona che è troppo stanca per andare avanti. Se mi ricordate come un giovane pazzo, me ne frego di quello che penserà la gente. Chiedo soltanto una cosa e io so che qualcuno lo farà. Fate vedere a tutti questo messaggio”. Seguito da una scritta al contrario, apparentemente in codice: “E.T.P. je sais CAM 381ASLCM”.

La prima sigla, “E.T.P.”, appare anche incisa sotto la sua scrivania. In merito a tale “enigma”, sono state avanzate diverse ipotesi: potrebbe riferirsi alla Electronic Communication Platform, la rete di telecamere della polizia stradale del Piemonte; se così fosse, il numero successivo con l’abbreviazione potrebbe indicare una telecamera.
La stessa abbreviazione, se digitata su internet, porta come primo risultato uno strumento di trading online (a ciò potrebbe ricollegarsi il denaro di cui improvvisamente il ragazzo disponeva).

La trasmissione “Chi l’ha visto?” ha dato ampia visibilità a questa storia, chiedendo il parere dei telespettatori riguardo il codice. Qualcuno ha addirittura ipotizzato un parallelismo tra Leonardo Da Vinci, che scriveva al contrario, e Alessio. I due, tra l’altro, portano lo stesso cognome.

Da alcune notizie emerse in rete (ma non confermate), pare che il diciottenne facesse parte del “Forum dei brutti” che in Italia è conosciuto come il ritrovo degli ‘incel’, che sta per “involuntary celibates” (“single non per scelta”). Poco dopo la notizia della sua morte, sul suo profilo Instagram sarebbero stati inviati (e poi cancellati) due commenti abbastanza inquietanti, in cui veniva salutato come “fratello incel, ucciso dalle donne”.
Anche questo fatto è abbastanza particolare, in quanto Alessio aveva avuto una fidanzata, da cui si era poi separato per motivi di studio.

Cosa è successo, dunque, a questo giovane ragazzo? Il suo comportamento ed atteggiamento, a detta del nonno, degli insegnanti e degli amici, non era quello di un ipotetico suicida. Certo, la sua vita non era stata semplice per via della prematura morte della mamma e del padre assente, ma con il nonno stava bene, era il suo punto di riferimento, avevano creato un rapporto speciale e le soddisfazioni non erano mancate.

Potrebbe essere finito in qualche strano complotto in rete? Potrebbe trattarsi davvero di un caso di Blue Whale, anche se alcuni dicono che non esista nulla di tutto ciò? Essersi fatto truffare? Oppure, c’entra davvero una donna, che magari si chiama Greta, o forse no? Attualmente sono in corso, a Roma, le perizie sul cellulare ed il pc del giovane, che potrebbero portare ad una svolta decisiva nelle indagini.

“Nera-mente” è una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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