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Finale Ambiente scrive agli utenti “ribelli”: “Il porto è sicuro, i danni sono stati riparati e i servizi ci sono”

La replica dell'azienda al Comitato Porto, che ha annunciato un blocco dei pagamenti

Finale Ligure. “Al fine di fare chiarezza in merito alle errate informazioni diffuse in questi giorni sulle condizioni del Porto, riteniamo opportuno inviare una breve sintesi per spiegare come stanno realmente le cose. Innanzitutto ricordiamo che l’unico Ente che potrebbe dichiarare il porto non sicuro è l’Autorità Marittima. E ciò non è stato fatto”. Inizia così la comunicazione inviata oggi da Finale Ambiente agli utenti, in risposta alla decisione del Comitato Porto di interrompere i pagamenti dovuti per l’ormeggio delle imbarcazioni.

Una presa di posizione, quella del Comitato, in aperta polemica con Comune e Finale Ambiente: “Siamo stati ignorati – ha tuonato alcuni giorni fa la presidente Mariateresa La Ferla – non hanno fissato un incontro come abbiamo richiesto da diverso tempo, né hanno risposto alle nostre 10 richieste”. Il Comitato ha anche parlato di “sostanziale abbandono” dello scalo denunciando degrado e carenza di servizi.

Critiche a cui il presidente di Finale Ambiente, Fulvio Carzolio, risponde punto su punto. “Dal punto di vista strutturale, come già esposto dal Professionista incaricato dal Comune, la diga foranea non ha subito alcun danno e la scogliera, a protezione della stessa diga, è praticamente rimasta nello stato in cui si trovava precedentemente all’evento meteo straordinario. Si rileva anche il fatto che il frangiflutti di Capo San Donato sia una delle strutture a difesa portuale fra i più alti del circondario marittimo (quindi con maggiore effetto protettivo). Lo stesso Professionista è stato incaricato della progettazione per ridurre l’effetto di risacca nelle acque interne, per cui avendo ultimato il progetto è iniziato l’iter autorizzativo per l’esecuzione delle opere che dovrebbero essere realizzate entro il prossimo inverno”.

“La mareggiata del 29 ottobre ha comunque prodotto alcuni danni – confermano da Finale Ambiente – per la cui risistemazione è stata richiesta una perizia a professionisti di nostra fiducia e un indagine visiva e strumentale, eseguita da ditta specializzata.
In primo luogo sono stati ripristinati gli accessi ai pontili tramite l’acquisto e la messa in opera di nuove passerelle, in sostituzione a quelle andate distrutte e di nuovi portali, fino ad allora inesistenti, così da rendere le stesse passerelle più sicure rispetto a prima. Sia la fornitura che la messa in opera sono state affidate al fornitore dei pontili stessi, così da avere un unico referente per tutte le questioni legate alle garanzie. L’ispezione subacquea di tutti gli ormeggi immersi, come corpi morti, catenarie e trappe, è stata affidata, previa richiesta di tre preventivi, alla ditta Anfibia srl, che, a seguito di una settimana di immersioni, ha inviato relazione e video di quanto rilevato. Attualmente sono ancora in corso le sostituzioni di spezzoni di catena, il raddrizzamento e spostamento di corpi morti e l’inserimento di by-pass sulle trappe non sostituite, ma a cui si è ritenuto di dover dare maggiore sicurezza”.

“Sulla banchina sud, durante l’evento del 29 ottobre – prosegue la lettera – si è notato che alcuni ormeggi di imbarcazioni, avendo attacchi a banchina obbligati, non lavoravano perfettamente, sono così stati aggiunti 55 anelli di ormeggio, attraverso i quali è stata passata una catena, dando la possibilità di disporre le cime in qualsiasi posizione e nel contempo di avere un effetto ammortizzatore che limita strattoni e rotture. I pontili 1/2/3/4/5 sono stati interessati da fortissime sollecitazioni, dovute al movimento contrapposto delle imbarcazioni ormeggiate e delle ritenute che hanno prodotto rotture in alcuni spezzoni, soprattutto nelle zone di collegamento. Attualmente sono stati tutti riparati, smontando le parti ammalorate, mettendole in secca e saldando piastre di rinforzo dimensionate in modo da rendere maggiormente resistenti, rispetto allo stato precedente, le zone più sottoposte a sforzo. Le linee di alimentazione elettrica, di adduzione dell’acqua e l’illuminazione sono state tutte ripristinate al di fuori di tre ‘colonnine’, non più riparabili (per le quali si sta provvedendo all’ordine) e per parte dell’illuminazione della diga frangiflutti, per la quale essendoci un progetto di efficientamento energetico, si stanno acquisendo i preventivi per poter dare seguito agli ordini ed alla messa in opera. Nel contempo è stato avviato il cantiere per la ristrutturazione completa e l’ampliamento dei servizi igienici, il cui iter autorizzativo era cominciato nella scorsa primavera e che dovrebbe vedere la conclusione dell’opera entro il 25 maggio”.

“E’ volontà della Finale Ambiente S.p.A. acquisire la gestione del distributore di carburante, oramai non operante dalla primavera passata – annuncia Carzolio – per questo motivo non si sono mai fermati i contatti e le trattative con il Concessionario atte a valutare le possibili problematiche e gli oneri derivanti”.

“Quanto sopra, è la sintesi delle azioni fino ad oggi intraprese per portare il porto, da noi gestito, ad un livello di sicurezza maggiore rispetto a prima, avendo avuto modo di valutare, durante un evento eccezionale, le possibili migliorie apportabili. Rilevato che la prestazione contrattuale della società, nonostante i gravissimi eventi meteorici e le obiettive difficoltà che ne sono conseguite, è stata ed è tuttora pienamente fornita e garantita, si ritiene che il rifiuto di pagare la tariffa annuale (o la prima rata) non sia in alcun modo giustificato, per cui, nel caso in cui non dovessero essere onorati gli impegni contrattuali entro il termine del 31/03/2019, la società Finale Ambiente S.p.A. non potrà fare altro che attenersi alle norme previste dal regolamento e di conseguenza, procedere ad attivare l’iter previsto per la decadenza dall’assegnazione del posto barca dei soggetti inadempienti” conclude il presidente.

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