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Aumentano i casi di disturbo del comportamento alimentare: “Il corpo come mezzo per manifestare il disagio”

Lo conferma Stefania Lanaro, psicologa e psicomotricista nonché presidente dell'associazione “Il Bucaneve”

Savona. Sono in aumento i giovani (ma non solo loro) affetti da disturbi del comportamento alimentare. Lo conferma Stefania Lanaro, psicologa e psicomotricista nonché delegata del presidente dell’associazione “Il Bucaneve”, che sostiene persone e famiglie che vivono una situazione problematica legata in particolare ai disturbi del comportamento alimentare, tramite l’ascolto, il supporto, l’orientamento, la collaborazione con enti, istituzioni ed altri soggetti pubblici e del privato sociale presenti nel territorio locale, provinciale, regionale e nazionale.

Disturbi alimentari

Quest’oggi Stefania Lanaro ha partecipato all’inaugurazione della 15^ edizione del Salone dell’Agroalimentare di Finalborgo, che quest’anno pone l’accento sull’importanza della sana alimentazione per condurre una vita in salute e contrastare il problemi causati dai disturbi del comportamento alimentare (Dca). E nell’ambito della giornata nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi del comportamento alimentare, l’associazione “Il Bucaneve” ha promosso presso il Salone la mostra fotografica dal titolo “Il corpo racconta”, a cura di Alessandro Gimelli e con opere di Marta Canepa, Elisa Bonucci e Davide Sciolti, e il convegno “Prima di aprire bocca”.

Come spiegato dall’esperta, i ragazzi che hanno un disturbo alimentare sono in aumento. E a soffrirne non sono solo ragazzi di giovane età, ma anche bambini, uomini e donne anche piuttosto avanti con gli anni (di 50 o 60 anni). Come ci tiene a precisare Stefania Lanaro, ciò che è importante dire loro è che non bisogna vergognarsene: “Quando si riscontrano i primi sintomi di disagio rispetto al proprio corpo, i primi accenni di ossessione rispetto alle proprie forme, è opportuno rivolgersi ai centri dedicati. A Pietra Ligure c’è un centro dedicato e su tutto il territorio operano associazioni di volontariato che si occupano di disturbi alimentari. L’associazione di secondo livello ‘Consulta Noi’, che comprende una ventina di associazioni di famigliari, ha effettuato controlli mirati su ogni centro ed ogni realtà e perciò presenta una mappa dettagliata di ogni struttura e ogni comunità di sostegno”.

Il problema è così sentito che lo scorso anno il ministero della salute ha dato il proprio riconoscimento ufficiale alla “Giornata nazionale dei disturbi alimentari”. Ciò in quanto “i disturbi del comportamento alimentare sono sempre più frequenti. Questo perché è cresciuto il disagio dei giovani. Il disagio dei giovani è sempre più forte e il corpo è diventato il mezzo privilegiato per mostrarlo. Attraverso l’anoressia, la bulimia, la vigoressia (per quanto riguarda il genere maschile) o nuovi disturbi come la drunkoressia o l’ortoressia, che è un eccessivo bisogno di mangiare sano e di essere sempre più rigidi rispetto ai livelli di qualità, origine e calorie degli alimenti, ed il binge-eating”.

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