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I Magazine di IVG.it - Liguria del Gusto

Dario Enrico, uno degli ultimi “grandi vecchi” dell’enologia della Riviera

"Liguria del gusto e quant'altro" è la rubrica gastronomica di IVG, ogni lunedì e venerdì

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Dario Enrico, classe 1928, è uno degli ultimi “grandi vecchi” dell’enologia della Riviera, zona ingauna, un gruppo di visionari, da Aldo Calleri a Pippo Parodi, da Riccardo Bruna a Tommaso Lupi, da Flavio Maurizio a Umberto Calleri, da Luigi Anfossi ai Guglierame, che negli Anni ’60 si convinsero che Pigato, Rossese di Campochiesa, Vermentino, Ormeasco potevano diventare ambasciatori del gusto, della tradizione, del terroir (inteso come terreno, clima, cultura di chi coltiva la vite) ponentino. Dario, dicevo, è uno che il Pigato lo aveva nel sangue da sempre, ma non il Pigato da grandi numeri (si fa per dire, vista la produzione totale del vitigno), piuttosto un Pigato sincero, a volte forte, profumato e mai ruffiano.

Lo ricordo, inizi anni ’90, che a me pareva vecchio (aveva, allora, meno anni di quanti ne ho io oggi), forse per la faccia arsa dal riverbero del sole sugli acini, forse per quella sua Ape senza tempo con cui si spostava da Bastia ad Albenga. Mi portò, quasi per ripicca (avevo scritto di Pigato sulla Stampa, ma di Pigato per lui “industriale”) due bottiglie del suo vino: un nettare, una esplosione di profumi, mineralità, frutti rossi al palato, insomma, l’apertura su un mondo, quella del Pigato (sarebbe meglio dire dei Pigati) che, nel corso degli anni, non ho ancora terminato di esplorare.

Nel corso dei mesi imparai a conoscere Dario nel suo lato più ligure, poche parole, mai a sproposito, un amore quasi campanilistico nei confronti di Bastia, il “vero balcone di Albenga, non come Salea”, le cose della vita allontanano, trasferito per lavoro a Savona, le vicissitudini della vita. Ma nel ricordo Dario Enrico era rimasto (è lo è tutt’ora) una figura positiva e amicale. L’ho rivisto nella sua cantina in piazza a Bastia, orgoglioso di quel che ha seminato, del vino e dei vitigni, certo, ma anche delle nipoti, compresa Victoria, bisnipote di pochi mesi, già regina della cantina.

L’occasione è stata la piccola, ma simpatica ed elegante mostra, che La Biffi (mamma di Victoria, nipote di Dario, compagna di Andrea Masala, giovane e promettente chef da qualche tempo alla Locanda dell’Asino di Alassio), una delle Donne del Vino, ha allestito per la Festa della donna patrocinato dalle signore dell’enologia nazionale. Nascosti tra botti e tini i disegni, gli oggetti, le etichette firmate da Loris Bottello, giovane e promettente designer ingauno, che abbina oggetti di designer e idee futuristiche sul mondo del vino. In cantina, prò, protagonisti restano i vini, quelli che dal 1968 l’intuizione di Dario Enrico, sempre appoggiato dalla moglie Teresa, ha prodotto e oggi producono le nipoti: Pigato, Rossese di Campochiesa, Vermentino.

I vigneti, tra la piana e regione Marixe, una sorta di Eden per l’uva prodotta, danno vini con gusti fruttati, caldi, minerali, di grandi profumi e grande personalità, vini che hanno ottenuto premi ovunque, ma soprattutto prodotti come una volta, con grande attenzione in cantina e grande passione. Il re della cantina resta il Pigato, e accanto a quello tradizionale, da un paio d’anni si è aggiunto il Superiore, chiamato U Baletta, soprannome di famiglia, e da poco U Nelo, passato in barrique. Poi gli ultimi arrivati, il passito Amei e tra poco le bollicine Il Conte, 2 mila bottiglie da intenditori.

“Liguria del gusto e quant’altro” è il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni lunedì e venerdì: clicca qui per leggere tutti gli articoli.

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