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Coldiretti: “Tutelare i prodotti biologici made in Liguria, più controlli su importazioni dall’estero”

Il commento e la presa di posizione dopo la relazione speciale della Corte dei Conti Ue

Liguria. “3900 ettari di superficie coltivata per un totale di 400 operatori, più della metà produttori, che fanno biologico in Liguria: per difendere il loro lavoro occorre dare al più presto seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati, che sono arrivati al record di 3,4 miliardi di chili nel 2018, 415 milioni dei quali arrivano dalla Cina che è il principale fornitore”.

È quanto commenta Coldiretti Liguria in base alla relazione speciale della Corte dei Conti Ue su “Il sistema di controllo per i prodotti biologici” dove, pur rilevando miglioramenti sul fronte dei controlli, si segnala l’insufficienza delle verifiche sui prodotti bio che sbarcano nella Unione Europea da più di 100 diversi Paesi terzi. Da qui la raccomandazione alla Commissione Ue di migliorare la vigilanza sull’import anche attraverso una maggiore cooperazione con gli organismi di accreditamento e con le autorità competenti. La Corte dei Conti Ue invita anche a garantire la tracciabilità dei prodotti perché denuncia che per molti di questi “non è stato possibile risalire al produttore agricolo”.

In Italia si è registrato, nel 2018, un aumento del 10% negli acquisti di alimenti biologici che peraltro finiscono nel carrello del 64% degli cittadini del Belpaese, tra i quali un 22% li acquista regolarmente e un 42% qualche volta secondo l’indagine Coldiretti/Ixe. Ma l’Italia è anche leader europeo nel numero di imprese che coltivano biologico con quasi 65mila aziende (64.210) su 1.795.650 ettari di terreno che subiscono la concorrenza sleale delle importazioni extracomunitarie. È importante sia per consumatori che produttore controllare maggiormente le importazioni del biologico dal momento che aumentando l’interesse per il settore è cresciuto anche il rischio frodi, con le notizie di reato che sono quintuplicate rispetto all’anno precedente secondo un’analisi Coldiretti su dati Icqrf, con 88 notizie di reato nel 2018 rispetto alle 19 nel 2017.

“I nostri prodotti biologici – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – sono prodotti per i quali in tutto il ciclo produttivo è garantita, attraverso controlli, l’esclusione dell’utilizzo di prodotti chimici, in un’agricoltura totalmente green rispettosa dell’ambiente. Nella nostra regione una roccaforte del biologico è rappresentata dalla Val di vara dove addirittura 60 operatori portano avanti questo tipo di agricoltura, che le ha fatto conquistare anche il nome di Valle del Biologico. Ma a livello regionale le produzioni bio particolarmente affermate vanno da quelle derivanti dall’attività zootecnica (dal latte formaggi miele carne), olivicoltura, orticoltura e produzione di aromatiche. Per difendere quindi la produzione locale è necessario intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da paesi terzi anche con un maggiore coinvolgimento delle autorità doganali, al fine di garantire sia i consumatori finali rispetto alla qualità delle produzioni, sia una corretta concorrenza tra produttori intra ed extra Ue. Per essere comunque sicuri del prodotto acquistato si consiglia sempre di rivolgersi per i propri acquisti bio ai produttori locali certificati o scegliere, dove presenti, mercati dei produttori Campagna Amica Liguria”.

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