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Coldiretti: “Bene le nuove regole UE per difendere agricoltori e pescatori da pratiche sleali”

"Basta speculazioni lungo la filiera produttiva vanno a danneggiare pesantemente le aziende agricole ed ittiche dei territori"

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Liguria. Plauso della Coldiretti alla nuova direttiva approvata dal Parlamento Europeo per porre un freno alle speculazioni lungo la filiera produttiva, causate dagli evidenti squilibri di potere contrattuale esistenti tra industria e agricoltori, ai quali arrivano appena 15 centesimi per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi. Non va meglio per il comparto ittico, dove il grossista prende il 20% del valore del pescato, a prescindere dalla quantità di venduto e del costo finale stabilito.

Per la Coldiretti ligure e savonese “un grande passo avanti compiuto con il nuovo provvedimento e che ora, dopo la formale approvazione da parte del Consiglio dell’UE, dovrà essere recepito dai Paesi membri, per permettere di difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive. La nuova normativa UE prevede, tra l’altro, la cancellazione delle condizioni capestro, dalle vendite last minute degli ordini ai ritardi di pagamento delle forniture alle modifiche non concordate dei contratti fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti e alle vendite sotto costo e doppie aste. È stato introdotto nel provvedimento anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle Associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci”.

“Si tratta di un passaggio fondamentale – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – per il futuro del settore agroalimentare europeo che riconosce e combatte azioni commerciali inique e immorali: le speculazioni lungo la filiera produttiva vanno a danneggiare pesantemente le aziende agricole ed ittiche dei territori e, in generale, l’intero settore. Nella nostra regione solo i prodotti a Denominazione d’Origine quali il Basilico Genovese DOP e l’olio DOP Riviera Ligure, permettono agli agricoltori che vendono il semilavorato all’industria, di avere un guadagno maggiore: il marchio tutela così il loro lavoro e il nostro territorio, e garantisce la competitività del prodotto sul mercato”.

“Il brand agricolo, in questi casi, ha un valore forte che non viene surclassato da quello industriale: per questo è importante che altri prodotti che identificano il territorio, quali l’oliva taggiasca, ricevano al più presto il riconoscimento della DOP per favorirne un commercio più onesto e trasparente per il coltivatore e il consumatore. In generale, comunque, lo stop alle speculazioni è un grande segno di civiltà e un passaggio fondamentale per favorire le produzioni locali e garantire una filiera agricola e alimentare più giusta, trasparente, equa e sostenibile in tutta l’Unione, dalla quale ogni operatore possa trarre beneficio” conclude Coldiretti.

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