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I Magazine di IVG.it - Rosso Pistacchio

Cenerentola e Towanda – ovvero: “Fenomenologia della stronza”

"Rosso Pistacchio" è la rubrica al femminile di IVG: ogni martedì si parla di donne con Marzia Pistacchio

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Ci sono donne che sono semplicemente splendide. Entrano nelle stanze (quasi sempre una provvidenziale folata di vento spalanca loro le porte) e l’aria si ferma.
Sono belle.
Senza trucco, senza tacchi, senza fronzoli.
Hanno quell’aria lì, da figlia appena partorita di Bambi, con gli occhioni umidi e l’aria impaurita e le gambe lunghe e secche un po’ instabili. Sono naturalmente belle.

Ma soprattutto: sono zitte.
Non hanno bisogno di dimostrare che hanno letto Jung e 50 sfumature di grigio, e che, sì, sono anche abbonate a La Cucina Italiana, a Topolino e a Caccia e Pesca. Non si tolgono le sopracciglia in macchina guidando per andare al lavoro. Non si colorano la ricrescita con l’uni-posca prima della riunione col capo. A loro i collant non scendono pericolosamente ad ogni passo verso le ginocchia facendole sembrare dei pinguini un po’ fessi. No. A loro non succede di piegarsi a raccogliere una penna e sentire una tetta che scapotta dal reggiseno. Mai. Non devono essere simpatiche, non devono essere accondiscendenti. Non devono far battute sagaci né saper disquisire di politica, religione, cultura e giardinaggio.

Sono semplicemente belle. Senza fatica. Come quella culona di Cenerentola.
E come quella culona di Cenerentola finiranno per essere amate e adorate dal mondo intero, con un Principe azzurro che le solleverà senza fatica, perchè ovviamente sono esili e leggere come Titti dopo l’alopecia.

Per le altre non c’è molta speranza. Abituate a combattere e a lottare per un centimetro di felicità e gioia, costrette a sudarsi tutto, a giocare nel mondo senza la importantissima carta della perfezione, eppur decise e determinate a prendere il proprio posto nel mondo.
Sono quelle donne che voi uomini definite “stronze”.
Non hanno figli, ma nidiate di gatti dai quali si fanno graffiare e sfigurare pur di nutrirli con le bustine di patè d’oca francese anallergiche più care sul mercato.
Se hanno figli, invece, li allattano poco o non li allattano affatto, parleranno loro da adulti sin dal concepimento, non abbandonandosi mai a nomignoli o vezzeggiativi imbarazzanti.
Sono donne che hanno la loro ferma visione sulla realtà, e che non comprerete mai con una scatola di cioccolatini e qualche rosa rossa.
Sono donne alle quali da piccole hanno insegnato a cucinare, ma hanno smesso di farlo per servire qualcuno, e lo fanno solo per piacere.
Sono donne che hanno studiato per ribellione, o che non hanno studiato per paura di ribellarsi e ora ne soffrono.
Sono donne che sanno godere e sanno far godere, benchè abbiano insegnato loro che il piacere per loro non sia affatto dovuto né pretendibile. Sanno far da sole, voi non siete affatto necessari.

Sono donne imperfette. Pelose, grassotte, troppo magre, rugose, eccessivamente sudate.
Come le sorellastre di quella culona di Cenerentola, hanno bisogno di una costante manutenzione ordinaria e straordinaria: la piega, la tinta, le sopracciglia, i baffi, la ceretta, lo smalto, lo scrub. E la crema idratante, antiage, illuminante e levigante. Ma non lo fanno certo per voi. Lo fanno per se stesse.

Sono stronze perché raramente stanno zitte, raramente vi daranno ragione, raramente abbasseranno la testa.
Sono donne granitiche e irraggiungibili, a volte sole, perennemente incazzate e in ricerca di rivalsa al barbarico grido di “Towanda”.
Forse avrebbero voglia di un Principe azzurro che le salvi. Forse. Ma non lo ammetteranno mai. Non ve lo diranno mai.
Dicono no, e vorrebbero tanto dire sì.

Non c’è nulla da fare. Non le avrete mai. Non le conquisterete mai. Loro corrono coi lupi.
Forse però potreste iniziare a correre loro accanto, impugnare un’ascia tribale pronti alla lotta, insieme, come compagni nelle difficoltà della vita, senza badare a quei chili di troppo e a tutti quei gatti, affrontando di petto il mondo, uniti e solidali, ululando insieme alla luna, ribelli e caparbi, al barbarico, primitivo, ancestrale grido di ‘TOWANDA’.

“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia Pistacchio, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Ogni martedì uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente. Clicca qui per leggere tutti gli articoli

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