IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Arrestato per due volte in 24 ore al convento dei Frati Cappuccini di Quiliano: prosegue il processo in tribunale

A giudizio c'è un 21enne nigeriano che è accusato di resistenza, violazione di domicilio e furto aggravato di un portafogli

Più informazioni su

Quiliano. E’ ripreso questa mattina il processo che vede a giudizio il ventunenne nigeriano Benjamin Promise in relazione all’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e violazione di domicilio. Visto che nella prima udienza era assente l’interprete, oggi, all’imputato sono state esposte le accuse mosse dalla Procura, compresa quella suplettiva di minaccia, che lui ha rifiutato.

Dopo la richiesta di termini a difesa, il processo è stato rinviato la prossimo 23 maggio. La scorsa settimana, lo straniero, che ora è in carcere, era stato arrestato due volte in meno di 24 ore per essere entrato all’interno del convento dei Frati Cappuccini di Quiliano e, in una delle due occasioni, per aver rubato un portafogli.

Dopo il primo arresto, il ventunenne era tornato in libertà senza nessuna misura cautelare dopo essere stato processato per direttissima in tribunale appunto con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e violazione di domicilio, ma qualche ora dopo era tornato nel convento. Poco dopo, quindi, i carabinieri gli avevano messo le manette ai polsi di nuovo dopo la richiesta di aiuto della signora che si occupa delle pulizie nella struttura religiosa. La donna aveva spiegato ai militari che Promise era nuovamente entrato nell’edificio e che le aveva rubato il portafogli. All’arrivo della pattuglia il giovane straniero si era nascosto in una camera del convento, ma era stato rapidamente trovato. A quel punto aveva aggredito i carabinieri che però lo avevano bloccato in pochi secondi. Nel borsello del ventunenne era stato effettivamente trovato il portafogli della vittima del furto.

In aula, Benjamin Promise aveva tentato di giustificare il suo comportamento spigando di “essere residente nel convento di Quiliano, dove andava a dormire”. L’imputato aveva anche dato una sua versione dei fatti negando di aver rubato il portafogli della collaboratrice dei custodi: “Ho rubato le chiavi per entrare nel convento, perché è la mia casa. E poi non ho aggredito i carabinieri, sono scappato per paura che mi facessero del male”. Una ricostruzione che, evidentemente, non aveva convinto il giudice che aveva convalidato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato (il magistrato aveva ritenuto invece che non sussistessero i presupposti per contestare la violazione di domicilio, ma solo perché è un reato già assorbito nell’accusa relativa al furto).

Il secondo processo riprenderà invece il prossimo 10 maggio.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.