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Aree protette, i Verdi: “Mentre la Regione Liguria le penalizza, il Piemonte le amplia con nuovi parchi”

"Il grande movimento di giovani non deve essere ignorato"

Provincia. “Il grande movimento di giovani, mobilitati oggi per una svolta autentica della politica, chiamata finalmente a promuovere uno sviluppo sostenibile rispettoso della natura, e in essa della specie umana che ne fa parte, non deve essere ignorato”. Lo sostiene il portavoce dei Verdi della provincia di Savona, Gabriello Castellazzi, commentando la politica ambientale della Regione Liguria in confronto con quanto avviene in Piemonte.

“Mentre la giunta Toti insiste su di una politica ambientale che penalizza fortemente le aree protette savonesi, la confinante Regione Piemonte amplia le stesse istituendo nuovi parchi – nota – Ecco cosa sta accadendo proprio in questi giorni di grande risveglio del movimento ecologista. Oggi il Comune di Urbe (incastonato tra le province di Savona-Genova e Alessandria) si vede negare dalla Regione Liguria, senza nessuna motivazione, la richiesta di entrare nel Parco del Beigua, mentre in un’area geografica poco distante, simile per tanti aspetti naturalistici, la Regione Piemonte istituisce il nuovo Parco dell’Alta Val Borbera: territorio di grande bellezza ambientale, teatro di importanti eventi storici, attraversato da quella Via del Sale che incrocia i Sentieri della Libertà, memoria dei Martiri della Benedicta”.

“Pochi giorni fa la Regione Piemonte ha istituito nuove aree protette per 10 mila ettari con il nuovo Parco Naturale dell’Alta Val Borbera, voluto fortemente dal Comune di Carrega Ligure e appoggiato dalla raccolta di mille firme di cittadini che credono veramente nell’importanza della tutela ambientale. E’ interessante mettere a confronto le due realtà: Urbe e Val Borbera. Queste appartengono allo stesso tratto di Appennini liguri: quei monti che hanno visto crescere nei secoli bellissimi boschi di faggi e castagni. Due realtà economiche destinate a sviluppare interessanti progetti di eco-turismo”.

E ancora: “Il consigliere della Regione Piemonte, Walter Ottria, promotore del progetto del Parco ha detto: ‘Questa legge istitutiva amplia, razionalizza e innova il sistema delle aree protette concentrando l’attenzione sulla tutela della natura e degli ecosistemi piemontesi, preservando il polmone verde, la flora e la fauna, in luoghi sempre più apprezzati da chi cerca bellezze naturali che possano diventare opportunità di sviluppo sostenibile’. Il confinante Piemonte fa evidentemente valutazioni diverse dalla giunta Toti sul valore delle aree protette. La dimostrazione è che questo provvedimento segue di poche settimane l’approvazione di un’altra legge piemontese in difesa delle tipicità agricole che contribuiranno al mantenimento della biodiversità, degli equilibri idrogeologici in zone marginali insieme alla valorizzazione del paesaggio. In provincia di Savona la proposta di cancellare le aree protette e la legge istitutiva del Parco del Finalese ha sollevato la giusta protesta di tante associazioni ambientaliste che hanno appoggiato una raccolta di 3200 di firme di cittadini indignati”.

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