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Aree protette, appello delle promotrici della petizione “Salviamo le aree Protette e la legge istituiva del Parco del Finalese”

“Perchè la Liguria dovrebbe correre il rischio di pesanti multe procedendo alla cancellazione delle sue aree protette?”

Regione. Domani, martedì 19 marzo 2019, in programma il consiglio regionale in cui si parlerà delle aree protette savonesi. E arriva l’ultimo appello delle promotrici della petizione “Salviamo le aree Protette Liguri e la legge istituiva del Parco del Finalese”, che ha raccolto ben 3153 adesioni.

“La discussione, – hanno spiegato Marina Fasce e Ornella Rudellat, – avviene proprio mentre la confinante Regione Piemonte amplia la superficie delle sue Aree Protette ai confini con la Liguria (il nuovo Parco dell’Alta Val Borbera) e, a livello nazionale, il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa  firma i decreti per l’istituzione di 92 nuove Aree Protette, in ossequio alle norme dell’Unione Europea inserite negli accordi di Rete Natura 2000”.

“Perchè invece la Regione Liguria dovrebbe andare in direzione opposta nelle politiche ambientali? Anche Wwf, Enpa, Cai, Associazione Albergatori, Legambiente e Federparchi hanno più volte sottolineato  come le aree protette liguri rappresentino un grande valore ambientale, culturale e territoriale da portare a sistema, evitando l’attuale parcellizzazione, ed hanno ribadito che la creazione dell’area protetta del Finalese rivestirebbe grande importanza ambientale e turistica, già ampiamente manifestata dalle attività ‘outdoor’ che richiamano migliaia di persone in ogni stagione”.

“Perché non ascoltarli? Perchè la Liguria dovrebbe correre il rischio di pesanti multe procedendo alla cancellazione delle sue aree protette? Rinnoviamo l’appello al presidente Toti ed ai consiglieri regionali affinchè, nell’importante confronto di martedì 19 marzo, vengano accolti gli emendamenti migliorativi al testo, anche alla luce delle recenti manifestazioni in difesa dell’ambiente che hanno visto la partecipazione di un numero rilevante di giovani savonesi e genovesi”, hanno concluso Fasce e Rudellat.

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