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Alassio, impresa edile sconosciuta al Fisco e con lavoratori in nero: una denuncia

La guardia di finanza ha accertato redditi non dichiarati per mezzo milione di euro, mentre un cantiere in una villa non era segnalato e impiegava operai non in regola

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Albenga. Un’impresa edile completamente sconosciuta al Fisco che impiegava anche lavoratori in nero. E’ quella scoperta dai finanzieri della compagnia di Albenga nell’ambito della normale attività di controllo sul territorio.

Le irregolarità sono emerse nel corso di un controllo all’interno di un cantiere allestito all’interno di una villa alassina. Le Fiamme Gialle hanno accertato che, pur essendo in corso dei lavori di ristrutturazione, non era stato esposto l’apposito cartello. Inoltre, al momento del sopralluogo nel cantiere, la guardia di finanza ha trovato tre lavoratori risultati totalmente in nero e, di conseguenza, privi di qualsiasi copertura assicurativa. Una violazione per la quale, nei confronti dei titolari della ditta, è scattata la cosiddetta “Maxisanzione”.

L’attività investigativa dei finanzieri si è concentrata anche sulla verifica di eventuali irregolarità rispetto alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Anche su questo fronte, durante i controlli effettuati con la collaborazione del personale dell’Ispettorato, sono state riscontrate diverse inadempienze (alcune penalmente rilevanti visto che esponevano ad un rischio elevato i lavoratori) come cavi elettrici volanti e impalcature non protette.

Infine, oltre agli aspetti legati alla previdenza sociale ed alla sicurezza, le Fiamme Gialle hanno svolto una serie di accertamenti di natura fiscale nei confronti dell’impresa edile alassina che è risultata essere completamente sconosciuta al Fisco. Dalle indagini è infatti emerso che la società avesse incassato consistenti bonifici per “ristrutturazioni edilizie” da parte di privati e condomini, ma senza aver presentato una dichiarazione fiscale. Di qui l’accusa di aver evaso un importo di circa mezzo milione di euro, oltre alla relativa IVA, che è costata al legale rappresentante della ditta una denuncia per i reato di “omessa dichiarazione”.

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