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Lettere al direttore

“A Savona è il turno dei commercianti?”: le riflessioni di Danilo Bruno

Le domande al sindaco e all'assessore al commercio di Savona

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In queste ore a Savona si starebbe assistendo all’ennesimo attacco al commercio locale tra:

a) accese polemiche con i colleghi e colleghe ambulanti sulla sistemazione del mercato;

b) identificazione, a stare ai quotidiani, di presunti evasori della TARI,che poi si ridurrebbero a questioni di metraggio delle superfici e solo al 10% della categoria;

c) problemi sulla applicazione della tassa sulla pubblicità.

A tutta questa situazione si sta associano la continua apertura di nuovi centri commerciali a cui si dovrebbero associare quelli in previsione futura dall’area del porto turisitico di Levante (zona ex Funivie) a quelli in previsione a ponente.

Ci sono alcune domande da porre alla Sindaca e all’Assessora al commercio:

a) Esse ritengono il piccolo commercio ancora utile alla città o è meglio pochi negozi sfavillanti e vetrine chiuse o trasformate in sportelli finanziari in una città buia e spenta?

b) E’ possibile finalmente affrontare nuove misure per il rilancio del centro ottocentesco cittadino come, ad esempio,la progressiva chiusura al traffico automolistico?
Su quest’ultima misure ,secondo una recente idagine,i commercianti sarebbero favorevoli ed anche molte cittadine e cittadini poiche’ ne andrebbe di un miglioramento generale della qualità della vita e dell’aria.

Savona può cominciare a ragionare in tale senso pensando anche a mutare il ruolo delle aree di parcheggio,che possono assumere anche un ruolo di cintura,alla necessità di chi abita in centro di poter raggiungere il proprio mezzo in tempi veloci e soprattutto ad un nuovo ruolo del sistema di trasporto pubblico locale,che dovrebbe essere integrato con quello ferroviario in modo da portare le persone ad utilizzare il mezzo pubblico.

Sono solo alcune idee,che potrebbero migliorare la qualità della vita ed il commercio cittadino e che devono ovviamente essere sviluppate nei tempi e nei modi in un sistema partecipativo.

Se alla Sindaca e all’assessora al commercio paiono idee impossibili da realizzare hanno sempre una possibilità:dimettersi e lasciare la città tornare al voto perche’ oggi una credibile alternativa ecologista e civica esiste già e Savona non deve morire affondata nel cemento.

Danilo Bruno

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