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Tentò di rapinare ristorante cinese di Vado con pistola giocattolo: patteggia

Al responsabile, un 44enne, è stata contestata anche una rapina andata a buon fine alla sala slot sulla via Aurelia ed un altro colpo tentato nel bazar cinese cittadino

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Vado Ligure. Lo scorso 4 ottobre un quarantaquattrenne savonese, M.P., era finito in manette dopo aver tentato di rapinare il ristorante cinese “Shangri-la”, sulla via Aurelia a Vado Ligure, impugnando una pistola giocattolo. Grazie alle indagini dei carabinieri, tra l’altro, all’uomo erano stati contestati anche altri due colpi, uno tentato e uno andato a buon fine.

La rapina riuscita risaliva a qualche settimana prima dell’arresto quando M.P. era riuscito a farsi consegnare l’incasso (circa un migliaio di euro) della sala slot che si trova sulla via Aurelia a Vado, all’altezza di piazzale San Lorenzo. Quella tentata, invece, era avvenuta sempre il 4 ottobre a danno del bazar cinese “Shopping Jin”.

Episodi per i quali questa mattina il quarantaquattrenne, che era difeso dall’avvocato Antonio Falchero, ha patteggiato tre anni di reclusione davanti al giudice Alessia Ceccardi.

Nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, M.P. aveva le sue responsabilità ed aveva chiesto scusa per il suo comportamento: “Volevo prendere dei soldi per aiutare la mia famiglia. Ho sbagliato, non lo farò mai più. E’ stata una pazzia” aveva detto al gip Francesco Meloni che gli aveva poi concesso gli arresti domiciliari a casa insieme ai genitori.

Secondo quanto ricostruito dai militari, prima di essere bloccato dagli uomini dell’Arma, l’uomo aveva fatto irruzione nel ristorante col volto travisato ed in mano un’arma finta (che, come si vede dalla foto, poteva però sembrare vera).

rapina shangri-la

A quel punto aveva chiesto i soldi della cassa, ma, grazie alla reazione del titolare del ristorante, che lo aveva bloccato con l’aiuto di un dipendente, e al tempestivo arrivo dei carabinieri, l’uomo era stato arrestato con l’accusa di tentata rapina. Gli uomini dell’Arma, davanti al locale, avevano trovato anche lo scooter usato dal rapinatore che aveva la targa coperta con un sacchetto di plastica.

Sempre lo stesso giorno, ma nel pomeriggio, aveva commesso il tentativo di rapina a danno del bazar cinese “Shopping Jin”. Secondo la testimonianza del titolare (che era riuscito a metterlo in fuga),  M.P. era armato della stessa pistola giocattolo.

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