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Si chiude il sipario sull’evento “Cengio in Lirica”: è polemica politica

Dure parole di Daniela Olivieri, ora consigliere di minoranza, che aveva promosso la manifestazione: "Un danno per la nostra comunità"

Cengio. “Proprio mentre alla Camera dei Deputati, Michele Nitti interviene sull’importanza della candidatura Unesco per l’Opera lirica italiana, a Cengio, la nuova amministrazione guidata da Francesco Dotta, dice stop a Cengio in Lirica. Pare che l’iniziativa culturale, che ha raggiunto la settima edizione nell’agosto scorso con la rappresentazione di Carmen di G. Bizet, non sia di interesse per gli abitanti e non abbia portato finora alcun beneficio al paese”. La denuncia arriva dalla consigliere di minoranza Daniela Olivieri.

“Sbigottiti gli organizzatori e tutto l’entourage tecnico e artistico, straniti forse anche coloro che hanno sinceramente “Cengio nel cuore”. L’ultima edizione, svoltasi il 27 luglio scorso nelle aree ex Acna, grazie alla collaborazione e al sostegno di Eni Syndial, proprietaria del sito, ha coinvolto, tra pubblico e staff, circa 700 persone. Negli ultimi anni, da Melbourne a San Pietroburgo, da Tokio a Madrid (perché da quei luoghi arrivano i cantanti della rassegna cengese) il nome di Cengio viaggiava abbinato alla Lirica, un piccolo paese ri-conosciuto nel mondo come una preziosa ed esemplare realtà culturale in continua crescita” aggiunge ancora Daniela Olivieri, ex consigliere di maggioranza con delega alla Cultura, organizzatore e promotrice dell’evento “Cengio in Lirica”.

“E se sinergia è una parola che va molto di moda negli ambienti politici, tanto più a livello locale, Cengio in Lirica aveva fatto di quella teoria una prassi consueta e consolidata nell’arco degli ultimi sette anni. L’iniziativa ha infatti coinvolto, fin dal suo nascere, il Borgo della Zucca di Rocchetta, rinomato Presidio Slow Food; il laboratorio teatrale Terzo Millennio che da più di vent’anni offre occasioni di intrattenimento al paese; tutti i ristoratori e commercianti locali che hanno saputo accogliere un’anomala ma probabilmente benefica affluenza di clienti multilingue, che hanno certamente sollecitato le potenzialità ricettive del territorio”.

“Viene troncato un collaudato percorso formativo di alternanza scuola lavoro (obbligo di legge) con gli studenti delle scuole superiori della Val Bormida, finisce l’esperienza entusiasmante e di crescita dei piccoli componenti del coro di voci bianche. E, guardando un po’ oltre, si interrompono gli appuntamenti con il concorso di canto lirico, che lo scorso anno ha portato un rappresentante di Cengio in Lirica (e, in assoluto, di Cengio) a Mosca per prendere parte alla giuria di audizioni internazionali. Si scioglie il gemellaggio con Opera Classica Europa di Francoforte, che ha fatto arrivare a Cengio decine di turisti tedeschi che di Cengio hanno apprezzato il verde, la cucina…e la lirica. E ancora, si interrompe il dialogo costruttivo con enti e istituzioni locali, provinciali e nazionali, ricordando che la Carmen del luglio scorso è stata inserita dal MIBAC (Ministero per i Beni Artistici e Culturali) nel calendario 2018 del Patrimonio Europeo della Cultura”.

“A crederci forse erano davvero in tanti. Eppure si chiude il sipario su Cengio in Lirica. Ma chissà che qualche ente o istituzione, magari in consorzio, non voglia adottare il progetto e, con esso, i benefici che comporta” conclude il consigliere Olivieri.

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