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Savona, in mostra alla Banca Carige le riproduzioni delle cartoline d’epoca della carcarese Stefania Salvadori evento

L'artista: "Questa tecnica non si improvvisa ma richiede studio, precisione e pazienza"

Savona. Riscoprire un’epoca che fu, immortalarla e farla conoscere. È un po’ questa la filosofia che sta dietro al talento artistico di Stefania Salvadori, una giovane valbormidese con la passione per le cartoline antiche. Questa mattina si è aperta nella sede savonese di Banca Carige, in corso Italia, un’interessante esposizione delle sue riproduzioni di cartoline storiche raffiguranti diverse località del nostro territorio com’erano una volta. La mostra sarà visibile fino al 5 marzo negli orari di apertura della banca.

“Sono molto contenta che Carige ospiti questa mia mostra nella sua sede – dice l’artista – L’idea di riprodurre cartoline d’epoca è iniziata circa tre, quattro anni fa, quando mio padre aveva contribuito ad un progetto di digitalizzazione di tutta una serie di vecchi negativi che raffiguravano Carcare. Vedendoli ho deciso così di riprodurli”.

Stefania, infatti, è carcarese, diplomata al Liceo Artistico di Savona e in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Genova e ha conseguito anche una laurea in Storia dell’Arte. Ricercatrice raffinata, lavora con la matita ma principalmente con la penna a sfera e la china: in tal modo riesce a riprodurre graficamente l’atmosfera di molte cartoline d’epoca che il bianco e nero rendono sensibili, analizzate nei minimi particolari con un segno preciso, veritiero, molto personale.

Mostra arte Stefania Salvadori Val Bormida

“A livello esecutivo il primo strumento pratico che ho utilizzato è stata la penna a sfera, successivamente ho incluso nella mia tecnica acquerelli, matite e pastelli ma per lo più inchiostri – racconta – Tutto inizia comunque prendendo le misure delle cartoline adoperando strumenti di base come righe e squadre: proporzioni, inclinazioni, prospettive. Non è una cosa estemporanea che si improvvisa da un momento all’altro ma ci vuole prima una fase di studio e preparazione oltreché precisione e pazienza”.

“Per arrivare all’opera finita occorre parecchio tempo – rivela – le cartoline più complicate, soprattutto se riprodotte con la penna a sfera, richiedono almeno una settimana di impegno, lavorandoci due o tre ore al giorno. Si tratta di compiere un lavoro minuzioso di tratteggio stratificato che sembra non finire mai. Durante l’esecuzione quasi ‘ci si perde’ e non si finirebbe mai di ritoccare l’opera artistica, anche una volta che lo si è finita”.

La passione di Stefania cammina in parallelo con una meticolosa conoscenza tecnica, rafforzata dalla memoria di certi luoghi, scorci, città e paesi che rivivono grazie ad un tratto felice che riesce a dare valore al paesaggio, sentito come luogo della vita di ieri di molti uomini e donne che hanno scritto la storia del territorio. Del resto anche i suoi ritratti mettono in luce la sensibilità di questa artista ancora in gran parte da conoscere meglio, viste le sue notevoli e originali potenzialità.

Cartoline d'epoca Stefania Salvadori

Il ricordo delle gesta semplici, il racconto legato al costume o alle feste rivive attraverso la memoria delle vecchie cartoline e delle antiche fotografie di famiglia, che hanno una nuova vita grazie alla valorizzazione che la giovane valbormidese riesce a comunicare con i suoi lavori, sempre profondi e radicati nel tessuto culturale dei luoghi che rassetta (Cairo Montenotte, Carcare, Savona e altri) attraverso la sue minuziose ma mai pedanti, operazioni grafiche.

“Mi capita spesso di ritrovarmi nei luoghi che ho visto nelle cartoline e mi viene da pensare alla differenza tra com’erano in passato e come sono oggi. Le vedute sul mare sono sicuramente i miei scorci preferiti – afferma ancora Stefania – Oltre all’emozione trasmessa dalle cartoline, ossia quella di ‘ritrovarsi’ indietro nel tempo, queste cartoline sono importanti in quanto rappresentano le tecniche fotografiche usate in passato, che era assolutamente diversa da quella attuale, soprattutto per quanto riguarda la definizione dell’immagine e il chiaroscuro, e l’effetto finale era più armonico”.

Dunque l’esposizione delle riproduzioni di Stefania Salvadori, curata dall’Associazione Culturale “Renzo Aiolfi” di Savona, merita senz’altro di essere vista, non solo perché ospitata in un luogo ‘simbolo’ di Savona ma anche e soprattutto perché ci rende edotti di un tanto amato passato che (forse) non tornerà mai più.

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