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Piaggio, scatta l’ora “x” per l’incontro al Mise. Pasa (Cgil): “Serve chiarezza. In gioco il futuro del settore Difesa”

“Basta meline. In caso di nuovi giri di parole e rinvio, lavoratori e sindacati non staranno a guardare”

Villanova d’Albenga. Domani (26 febbraio 2019) sarà l’ennesima, ci si augura finalmente decisiva, giornata chiave per il futuro di Piaggio Aerospace, con l’incontro tra lavoratori, sindacati e alcuni rappresentanti politici del territorio e il Governo, fissato alle 10, al Ministero dello Sviluppo Economico.

All’incontro, al fianco di dipendenti e sigle sindacali, è prevista la presenza del presidente della Provincia Olivieri e dei sindaci di Albenga Giorgio Cangiano, di Villanova d’Albenga Pietro Balestra e di Finale Ligure Ugo Frascherelli. E per l’occasione, ai microfoni di Ivg.it, è intervenuto il segretario generale della Cgil Savona Andrea Pasa che, oltre a fornire un quadro completo sulla situazione e sulle richieste avanzate da sindacati e lavoratori, non ha risparmiato frecciate a attacchi a 360 gradi.

“Purtroppo partiamo dal presupposto che all’incontro di domani, al contrario di quanto richiesto da noi, non sarà presente LaerH, non invitata al Ministero. E ci si chiede sin da ora se si sia trattato di semplice dimenticanza o di una strategia ben precisa. Inoltre, appaiono in forte dubbio anche la presenza del ministro Luigi Di Maio e del governatore della Liguria Giovanni Toti, la cui presenza sarebbe ovviamente necessaria. Partirei, dunque, con un messaggio di sensibilizzazione rivolto al nostro intero territorio, perché il problema Piaggio coinvolge tutta la Regione e non solo una parte di essa”.

“Premesso ciò, – ha proseguito Pasa, – noi ci saremo, eccome, come sempre. E chiederemo risposte certe. L’ultimo incontro è avvenuto a metà dicembre 2018 e il Governo ci aveva fornito ampie garanzie: avevano detto che stavano lavorando per rilanciare l’azienda e il ministro Di Maio si era reso protagonista di interviste e interventi sui social per ribadire l’importanza strategica di Piaggio e la professionalità dei suoi dipendenti. Ci auguriamo, dunque, che alle parole di allora finalmente oggi seguano i fatti”.

“L’impegno, infatti, era quello di rivederci nei primi mesi del 2019 per far sì che il Governo ci presentasse le linee guida da intraprendere. Linee guida che prevedessero l’uscita dalla crisi per Piaggio e LaerH, il mantenimento dei 3 stabilimenti di Villanova, Genova e Albenga e la conferma degli attuali lavoratori oltre al reintegro della trentina attualmente in cassa integrazione. E il commissario straordinario ha tenuto fede, fino ad ora, ai suoi impegni, iniziando in parte a sbrogliare questa complicata matassa. Ma, inutile nascondersi, la decisione deve essere di stampo politico e spetta al Governo”.

“Per questo noi ci aspettiamo l’intervento diretto del premier Giuseppe Conte e del ministro Luigi Di Maio che devono dirci se il Governo intenda o no finanziare il settore della Difesa perché è su questo che si gioca la partita”, ha aggiunto Pasa.

Quindi, il segretario generale di Cgil Savona ha elencato quali, a detta delle sigle sindacali, sarebbero le azioni da intraprendere per rimettere l’azienda sui binari giusti.

Se il Governo dovesse confermare l’intenzione di investire del settore Difesa sarebbero tre i passaggi principali da affrontare, – ha specificato Pasa. – Autorizzare e finanziare la conclusione dell’iter certificativo per il P1HH velivolo senza pilota “dual use” ad uso civile (unico al mondo insieme a Israele e Stati Uniti); rilanciare finalmente, dopo anni di immobilismo, il settore dei velivoli civili, parlo del P180 che ha fatto la storia di Piaggio, commissionando la sostituzione dei velivoli attualmente in uso con nuovi modelli e la loro manutenzione; infine, serve l’autorizzazione del Governo anche per quanto riguarda il settore motori, per avviare e concludere accordi commerciali per commesse che riguardano manutenzione e produzione che clienti da tutto il mondo sarebbero interessati a discutere con Piaggio, ma non alle condizioni attuali”.

“Questi punti di certo non sarebbero una soluzione definitiva, ma rappresenterebbero quantomeno la volontà del Governo nel voler davvero risolvere la questione. La speranza è che non si mettano in atto nuove meline. A breve ci saranno anche le elezioni europee, ma ci auguriamo che la politica non pensi minimamente di trascinare la questione a fini elettorali fino alla chiamata alle urne. In caso di nuovo rinvio, lavoratori e sindacati non staranno di certo a guardare”, ha concluso Pasa.

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