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“M’illumino di meno”, anche Spotorno aderisce alla giornata del risparmio energetico

La quindicesima edizione è dedicata all'economia circolare

Spotorno. “M’illumino di Meno” è la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 per chiedere ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili. Un’iniziativa simbolica e concreta che fa del bene al pianeta e ai suoi abitanti.

“M’illumino di Meno” torna quindi il primo marzo con la quindicesima edizione, dedicata all’economia circolare. L’imperativo è riutilizzare i materiali, ridurre gli sprechi, allontanare “il fine vita” delle cose. Perché le risorse finiscono, ma tutto si rigenera: bottiglie dell’acqua minerale che diventano maglioni, carta dei giornali che ritorna carta dei giornali, una cornetta del telefono diventa una lampada, fanghi che diventano biogas. Dall’inizio di “M’illumino di Meno”, in 15 anni, il mondo è cambiato. L’efficienza energetica è diventata un tema economico rilevante e le lampadine ad incandescenza che Caterpillar invitava a cambiare con quelle a risparmio energetico, adesso, semplicemente, non esistono più. Ma spegnere le luci e testimoniare il proprio interesse al futuro dell’umanità resta un’iniziativa concreta, non solo simbolica, e molto partecipata.

Si spengono sempre le piazze italiane, i monumenti (la Torre di Pisa, il Colosseo, l’Arena di Verona), i palazzi simbolo d’Italia (Quirinale, Senato e Camera) e tante case dei cittadini. Si sono spenti per “M’illumino di Meno” la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell’inquinamento luminoso.

Anche il Comune di Spotorno, l’istituto comprensivo e il micronido “Gli Orsetti” hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico, argomento ormai di interesse globale e trasversale. Interviene Gian Luca Giudice con la delega all’educazione ambientale del Comune di Spotorno: “La cura del pianeta è diventata sempre più impellente. Le sfide energetiche si rinnovano, così ‘M’illumino di Meno’ si rinnova grazie alla partecipazione di centinaia di migliaia di sostenitori che si mettono in gioco in prima persona con azioni concrete, come gli alunni delle nostre scuole, di qualsiasi grado. L’Amministrazione simbolicamente spegnerà l’illuminazione notturna del giorno 1 marzo di tre siti di interesse storico: il castello vescovile, e le torri saracene in località Coreallo e Punta Sant’Antonio. Inoltre gli uffici pubblici, per partecipare fattivamente all’iniziativa Mi illumino di meno, spegneranno le luci dalle 12 alle 13 sempre di venerdì 1 marzo. L’iniziativa è rivolta anche al cittadino, che può dare il suo contributo spegnendo l’illuminazione privata per un’ora”.

“Gli alunni dell’istituto comprensivo (in particolare il plesso della scuola primaria) come segno concreto promuoveranno un vademecum sul risparmio energetico da consegnare in famiglia. Interverrà il coro della scuola primaria (‘Le note scolastiche’, diretto dall’insegnante Margherita Abrate) che interpreterà il vademecum sul risparmio energetico in forma cantata nella mattina di venerdì 1° marzo, alla presenza del sindaco Mattia Fiorini, amministratori e associazioni di volontariato del territorio invitate per l’occasione. La scuola dell’infanzia, la sezione primavera e il micronido ‘Gli Orsetti’ lavoreranno su laboratori di riciclo creativo con un focus sulla economia circolare, tema di ‘M’illumino di Meno 2019’, condividendo sempre il vademecum sul risparmio energetico.”

Interviene infine il sindaco Mattia Fiorini: “L’economia lineare consuma la terra. Le materie prime non sono infinite, la Terra non è infinita: ha i suoi limiti e ha cominciato a farcelo capire. Le cose diventano rifiuti, bisogna trovare dove metterli e cercare altre materie prime. Ci sono molte pressioni perché le cose durino poco, l’economia lineare ha fretta. La salvezza del genere umano sulla Terra passa dall’economia circolare: riutilizzare i materiali, ridurre gli sprechi, abolire “il fine vita”, mantenere, recuperare, rigenerare. Tenere il più possibile in circolo. L’economia circolare ha cominciato come una nicchia (tutto comincia con poco) adesso sta diventando economia vera. Ci investono grandi aziende, nascono nuove occupazioni.

L’Italia è tra i leader mondiali nell’economia circolare. Nel riciclo degli imballaggi siamo i primi. Possiamo esserne orgogliosi e fare di più: “L’economia circolare deve sostituire quella lineare perché le risorse mondiali non sono infinite e sprecare non ha senso”, parole del Ministro dell’Ambiente. L’economia circolare è quella di una seconda opportunità. E di una terza e di altre ancora. Senza fine. L’economia circolare ha un messaggio profondo: ci dice che le cose non finiscono mai. Si rigenerano: bottiglie dell’acqua minerale che diventano maglioni, carta dei giornali che ritorna carta dei giornali, una cornetta del telefono diventa una lampada, fanghi che diventano biogas e molto altro. Tutto può diventare altro.”

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