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Legge per escludere dai fondi regionali gli hotel che accolgono i migranti, Pd: “Norma razzista e discriminatoria”

"Pura propaganda razzista, la maggioranza si dovrebbe vergognare: uno dei punti più bassi raggiunti dalla Regione"

Regione. “La proposta di legge della Lega votata oggi in Commissione dal centrodestra sugli incentivi per le strutture turistiche, attraverso la quale si negano i contributi ad alberghi e pensioni che accolgono i migranti è palesemente discriminatoria, come hanno evidenziato anche le associazioni di categoria in audizione. È una norma di pura propaganda razzista, di cui la maggioranza si dovrebbe vergognare. Una legge che rappresenta uno dei punti più bassi raggiunti dalla produzione normativa regionale”. E’ la pesante critica del gruppo regionale del Pd alla proposta presentata da Paolo Ardenti, vice capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini, e dai consiglieri regionali leghisti Giovanni De Paoli e Vittorio Mazza.

La proposta dei leghisti è chiara: “I titolari delle strutture ricettive della Liguria potranno accedere ai contributi regionali solo se il ricavato o il fatturato degli ultimi tre anni derivi in misura prevalente dall’attività turistica”. No, insomma, “ai migranti in hotel pagati da noi” e “al business facile sulle spalle della collettività”.

“Una norma – tuonano dal Pd – che, come si evince dall’analisi tecnico-normativa redatta dagli uffici legislativi del Consiglio regionale, presenta profili di incostituzionalità sia perché lesiva dei principi di concorrenza, sia perché contraria all’articolo 2 della Costituzione, che sancisce l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

“Il solo scopo di questa proposta – insistono i dem – è sollecitare gli istinti peggiori dell’elettorato, senza contare che questa legge non avrà alcuna efficacia (per fortuna). La Regione, infatti, non ha mai assegnato finanziamenti a fondo perduto per le strutture turistiche e non lo farà neppure adesso. Inoltre, tale norma discriminatoria non riguarderà chi ha dovuto sottostare a provvedimenti coattivi e quindi non colpirà quelle strutture in cui la Prefettura ha inviato i migranti. Gli unici che verrebbero esentati dai finanziamenti sono alberghi e pensioni che ospitano persone in arrivo dagli Sprar, che però il decreto Salvini ha deciso di cancellare nelle forme che abbiamo conosciute fino a oggi”.

“Ci batteremo in Consiglio – concludono – affinché una norma come questa non infanghi la dignità dell’aula consiliare regionale”.

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