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Inchiesta rifiuti ad Alassio, concluse le indagini. Invernizzi: “Sempre operato nell’interesse di Comune e cittadini”

Il legale Vazio: “A carico di Invernizzi restano solo 2 contestazioni relative a episodi marginali rispetto all’inchiesta”

Alassio. Chiusa l’inchiesta sui rifiuti ad Alassio. Ieri la Procura ha infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari agli indagati in questa vicenda che lo scorso dicembre aveva provocato un terremoto in Comune.

I pm Chiara Venturi e Massimiliano Bolla hanno confermato le accuse contestate a Pier Paolo Pizzimbone, ex commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Mario La Porta, pensionato ed ex consigliere a San Bartolomeo, che devono rispondere di estorsione aggravata (tentata per 96 mila euro e riuscita per 16 mila euro) a danno dei titolari della Alassio Ambiente, un’associazione temporanea di imprese siciliane tra EcoSeib, Icos e Ecoin, che gestisce il servizio di igiene urbana per il Comune della città del Muretto.

Per quanto riguarda Rocco Invernizzi, ex assessore del comune di Alassio, l’accusa è di tentato abuso d’ufficio in relazione ad un appalto di pulizia e manutenzione strade da affidare alla Co.R.in.t.e.a. (società di cui Pizzimbone sarebbe socio occulto). Inoltre è accusato insieme a Paola Cassarino, consigliere comunale di maggioranza, di tentata induzione per una presunta richiesta di quest’ultima ad assumere la figlia.

“È stato notificato l’avviso della conclusione delle Indagini. Faremo subito copia degli atti per comprendere nel dettaglio le contestazioni sollevate, – il commento dell’avvocato Franco Vazio. – Registro con grande soddisfazione che a fronte dei chiarimenti forniti dal mio assistito in sede dei 2 interrogatori, i Magistrati Inquirenti hanno escluso qualsivoglia suo coinvolgimento rispetto alle ipotesi accusatorie  più gravi e odiose per un pubblico amministratore: quindi nessuna provvigione illecita, nessuna minaccia, nessuna utilità economica”.

“Restano 2 contestazioni relative a episodi marginali rispetto all’inchiesta; tra l’altro avanzate nelle forme attenuate del tentativo. Una per abuso d’ufficio per una ipotizzata ingerenza rispetto ad un supposto affidamento di uno studio da parte degli Uffici, affidamento peraltro mai avvenuto, ed una per un’ipotizzata segnalazione per un incarico, peraltro mai perfezionato. Credo che ragionevolmente potremo documentare e provare, anche prima del dibattimento, che Invernizzi è estraneo anche rispetto a queste ultime contestazioni”, ha concluso il legale di Invernizzi.

“Certo avrei preferito uscire completamente dall’inchiesta, ma già sapere che non mi sono contestati comportamenti gravi che coinvolgono la percezione di denaro o minacce mi fa molto piacere, – ha dichiarato Invernizzi. – Rispetto alle due contestazioni che mi sono state rivolte sono sicuro di poter chiarire e dimostrare subito la mia innocenza; esistono documenti e chiamerò testimoni per provare la mia totale estraneità. In conclusione accanto alla soddisfazione per le conclusioni rassegnate dai PM per le accuse più gravi, esiste estrema fiducia nella Magistratura perché tutto possa essere chiarito. Ho sempre operato nell’interesse del Comune e dei cittadini e sono certo che alla fine questo emergerà con estrema chiarezza”.

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