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Incendio Fg Riciclaggi, quella strana escalation di rifiuti a fuoco: è il decimo rogo in provincia in 4 anni fotogallery

Tre hanno riguardato gli impianti di Fg Riciclaggi, ben cinque quello della Sarr a Cenesi

Savona. Quello avvenuto sabato sera nel deposito savonese di Fg Riciclaggi è solo l’ultimo episodio di una serie di roghi che hanno interessato gli impianti di stoccaggio di rifiuti speciali o riciclabili in provincia negli ultimi anni. Una preoccupante escalation che, sebbene al momento non esistano correlazioni dirette, suscita certamente più di una perplessità.

Fg incendio

Due precedenti riguardano proprio Fg Riciclaggi, sebbene non a Savona bensì nel sito di Cairo. Il primo si era verificato nell’ottobre 2015: allora ad andare a fuoco erano stati alcuni container di materassi e rifiuti ingombranti. Il secondo, il più grave, è quello divampato il 7 gennaio 2018: ci vollero due giorni per domarlo, e le ricadute sul territorio a causa del rischio di inquinamento ambientale furono pesantissime (con scuole chiuse in tutti i comuni limitrofi e numerose analisi per verificare le falde acquifere). Si rischiò addirittura la psicosi, con una epidemia di massa di gastroenterite alla scuola penitenziaria inizialmente attribuita proprio a un possibile inquinamento dell’acqua causato dall’incendio.

Ben cinque, invece, i roghi in in quattro anni all’interno del deposito della Sarr a Cenesi (Cisano Sul Neva). Il primo avvenne il 3 settembre 2014 (un capannone fu distrutto), poi tre nel 2017: il 19 febbraio (bruciò una catasta di carta e legno nell’esatto punto in cui tre anni prima si trovava il capannone distrutto), il 6 giugno e l’8 luglio. L’ultimo, fortunatamente di lieve entità, il 22 aprile 2018. Mentre l’incendio del 2014 però è sempre stato considerato accidentale, la sequenza di episodi successivi ha preoccupato tutti, con il titolare della Sarr che fin da subito ha ipotizzato una origine dolosa ed il sindaco Massimo Niero che ha lanciato l’allarme (“E’ fuori da ogni dubbio che c’è qualcosa che non va“).

Ma in provincia di Savona sono bruciati anche altri siti. Soltanto limitandosi agli ultimi tre anni, il 18 aprile 2016 un rogo ha interessato l’azienda di stoccaggio e recupero rifiuti Comet Recycling a Stella, mentre il 21 agosto 2017 le fiamme interessano la Verde Liguria Riciclaggi in località Canepari a Toirano.

Ed allargando l’analisi al resto della Liguria il quadro diventa ancora più fosco: nel 2016 si sono registrati incendi alla Fideco di Pontedecimo a Genova (nella notte tra il 15 e il 16 aprile, il proprietario rivelò di essere stato minacciato) e nella discarica di rifiuti speciali di Lagoscuro, Sarzana (4 luglio). La Ferdeghini Ecologia di Follo (La Spezia) è andata a fuoco tre volte: nel luglio 2015, il 16 aprile 2017 ed il 15 novembre 2017. Mentre il 25 ottobre 2017 le fiamme sono divampate nella Recup-Fer, che stocca rifiuti differenziati a Valle Armea di Sanremo (con danni per mezzo milione di euro).

Un quadro senza dubbio inquietante, sia in caso di origini accidentali (perchè andrebbero messe in discussione le misure di sicurezza) sia, soprattutto, qualora invece dietro questa escalation ci sia un disegno doloso.

Per quanto riguarda l’ultimo episodio in ordine di tempo, quello appunto di sabato in via Caravaggio, sono in corso accertamenti da parte della Procura. Il sostituto procuratore Elisa Milocco ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio, ma al momento non sono ancora state avanzate ipotesi sull’origine del rogo. Per farlo il magistrato attende di conoscere l’esito dei primi accertamenti tecnici e dei sopralluoghi dei vigili del fuoco.

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