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Immunità a Salvini, Mantero (M5S) pronto a votare per l’autorizzazione a procedere

"I parlamentari e i ministri devono difendersi nei processi e non dai processi"

Savona. “Voterò no, per dire sì alla autorizzazione a procedere”. Così, su Facebook, il senatore savonese Matteo Mantero, anticipa la propria risposta al quesito con cui il Movimento 5 Stelle chiederà alla propria base di esprimersi, sulla piattaforma Rousseau, circa l’autorizzazione a procedere (richiesta dal tribunale dei ministri di Catania) nei confronti di Matteo Salvini, accusato di sequestro aggravato per aver trattenuto a bordo della nave Diciotti i 177 migranti salvati lo scorso agosto nel Mediterraneo.

Secondo Mantero “il quesito che dovremo votare sul blog a mio avviso è mal posto” in quanto “l’Ufficio Complicazione Cose Semplici si è messo alacremente al lavoro”. Secondo il parlamentare pentastellato “non dobbiamo stabilire se ‘il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?’ ma se ‘il ministro dell’interno e gli altri ministri che hanno condiviso la responsabilità politica della sua azione, debbano essere considerati uguali agli altri cittadini davanti alla giustizia’. Se la condotta del ministro dell’interno non è illecita, come rivendica Salvini e come credo, né lui e né gli altri membri del governo hanno nulla da temere, quindi perché negare l’autorizzazione? Cosa che creerebbe un pericoloso precedente: i ministri di un governo possono fare un po’ il cazzo che vogliono purché il fine sia politico e non personale”.

“Il M5S ha sempre sostenuto la tesi che sia parlamentari che ministri debbano difendersi nei processi e non dai processi, come tutti i cittadini, perché dovremmo cambiare ora?”, si domanda Mantero.


Per quanto riguarda i suoi colleghi, nel momento in cui scriviamo né Sergio Battelli né Simone Valente si sono espressi esplicitamente, almeno sui loro canali personali, circa le loro intenzioni di voto. Solo Battelli ha pubblicato un corposo post in cui ripercorre i vari momenti della vicenda e un secondo post in cui ribadisce che “la risposta chiesta agli iscritti a Rousseau è uguale a quella che sarà chiesta martedì ai senatori della giunta. Cioè se in quel caso si sia agito o meno ‘per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo’. I senatori martedì in giunta dovranno votare sì per dire che c’è stato quell’interesse e negare l’autorizzazione a procedere e no per dire che non c’è stato e concedere l’autorizzazione a procedere, esattamente come sarà per gli iscritti del MoVimento 5 Stelle che parteciperanno al voto su Rousseau”.

“Proprio questa complessa articolazione dimostra che non stiamo parlando dell’immunità di un politico. Stiamo governando per cambiare l’Italia, non per attorcigliarci sull’interpretazione di un quesito”, ha specificato cercando di spegnere le polemiche intorno al quesito.

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