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Finale, Psi: “Su viabilità e parco siamo contrari a logiche elettoralistiche, ai cittadini serve chiarezza”

La posizione del Psi finalese su alcuni temi caldi della campagna elettorale

Finale Ligure. La segreteria del Psi finalese interviene su alcuni temi della campagna elettorale, in primis il Ponte che collega via Dante alla 490: “Un’opera che fu già progettata e stava per essere realizzata dalla amministrazione Bottino, un opera che probabilmente negli anni 70 avrebbe avuto un iter realizzativo diverso da quello odierno, un opera che non è una idea di Colombo o di Finale Ligure Viva, fermo restando che come già ampliamente spiegato in altre occasioni sarebbe sicuramente un’opera necessaria nella riqualificazione della viabilità Finalese, e che riteniamo complementare alla riqualificazione della riva destra del fiume Pora dall’intersezione con il torrente Aquila sino alla Foce, riqualificazione che comprende sia le aree Vivaio Pamparino che le ex aree Piaggio”.

“Tale riqualificazione si rende anche necessaria a rendere in sicurezza la sponda sinistra del Pora, determinando un rischio medio o basso/nullo dell’intera zona con conseguente sviluppo oggi inimmaginabile. La visione futuristica di quella amministrazione disegnava anche la variante al Borgo sul lato ovest, con la prosecuzione di via Manzoni sino al congiungimento della provinciale per Orco/Feglino, due varianti viarie che avrebbero creato la possibilità di rendere il Borgo un centro medioevale con le sue aree limitrofe fuori dai grandi flussi di traffico di oggi, specialmente nel periodo di maggior afflusso turistico”.

“Per quanto riguarda un altro argomento, il parco del Finalese, oggetto di tutte le campagne elettorali degli ultimi decenni, il Psi del Finalese si dichiara per un parco di gestione consortile comunale, dove non ci sono carrozzoni pubblici, ma ci sono condivisione e soprattutto gestione del territorio e accesso ai fondi nazionali e comunitari per finanziare le attività agricole, la pastorizia, l’agriturismo, l’outdoor, lo sviluppo e la pulizia dei sentieri, una gestione oculata della attività venatoria, in un territorio che deve tornare ad essere gestito, dove lo sviluppo deve preservare un vero polmone verde e la breve distanza che divide l’altopiano dal mare e la sua rete sentieristica, percorribile sia praticando trekking o nordic walking, sia in sella ad una Mtb e\o Gravity Bike”.

“Inoltre, vanno migliorate le sue vie d’accesso sia dal lato di Finale che dal lato monte che da Noli, conservandone la tipologia tipica: l’opposizione della Lega finalese e regionale è una drastica ulteriore frenata sul miglioramento e lo sviluppo che negli ultimi 30 anni non c’è stato, perché aver paura di una parola come Parco… Il parco è un pericolo (forse) nel momento che diventa spartizione di poltrone, immobilismo, ma noi crediamo che il parco del Finalese possa essere sviluppo, opportunità, gestione e conservazione del territorio”.

“Il Psi del Finalese dice basta a queste logiche di potere politico, vogliamo gestire il nostro territorio, farlo crescere, e farlo ritornare ai lustri di un tempo. Dichiararsi contrari al parco del Finalese significa dichiararsi contrari alla gestione e allo sviluppo del nostro territorio” conclude il Psi finalese.

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