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Fatturazione elettronica, come va nel savonese?

Da un mese commercianti, imprenditori e commercialisti stanno sperimentando il nuovo sistema

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Savona. “Sono andato dal benzinaio e, dopo aver fatto rifornimento utilizzando la colonnina automatica, sono andato alla cassa. Pagando, ho richiesto la fattura elettronica: il benzinaio mi ha risposto che non la faceva. Io, superato un primo momento di sgomento, ho provato a insistere: ‘Mi scusi, ma ne ho bisogno’. Risposta imbronciata e altezzosa: ‘Ma si figuri, non ci penso nemmeno’…”.

Storie quotidiane di deliri da fattura elettronica. A raccontare il curioso episodio è Massimo Pacini, ingegnere ed ex presidente Lions; ma di storie simili, che parlano di confusione e disorientamento, ce ne sono molte. In un Comune nei dintorni di Savona una famiglia paga in contanti per un servizio funebre: “E la fattura?” chiede il cliente. “Gliela posso fare tra una settimana… non sono ancora preparato” confessa l’agente, mascherando la propria difficoltà con un sorriso. “Non posso completare un acquisto importante – racconta invece la responsabile di un’associazione – il negozio ha già la merce ma per consegnarmela mi chiedono un codice destinatario che non abbiamo. Gli ho fornito la pec, ho letto che basta quella, ma loro dicono di no…”.

Abbiamo fatto un rapido “viaggio” tra le vicissitudini di chi, in provincia di Savona, in questi primi 40 giorni si è trovato a dover richiedere o emettere una fattura elettronica. Tralasciando per ovvi motivi i grandi marchi e guardando invece ai piccoli professionisti, si scopre che qualcuno è arrivato pronto all’appuntamento, ma in parecchi hanno rimandato o sottovalutato la portata del cambiamento. Per la disperazione di chi si trova suo malgrado a subirne le conseguenze: “Noi professionisti possiamo detrarre il 40% del carburante – spiega ad esempio Pacini – ma solo a fronte di una fattura. Se usufruiamo delle colonnine automatiche non possiamo detrarre nulla, l’unica chance per noi è rivolgerci ai distributori presidiati: ma se nessuno è attrezzato per farci le ricevute del carburante siamo in un guaio”.

Le reazioni di chi è obbligato a fare fatture elettroniche

Adottando il punto di vista di coloro che sono obbligati a emettere e-fattura (piccoli o grandi imprenditori, liberi professionisti, aziende che non rientrano nel regime dei minimi, nel regime forfettario o che non sono registrati come associazione), quali sono i problemi che si incontrano per adeguarsi alla nuova normativa riferita alla fatturazione?

Come testimoniano molti commercialisti in Savona e provincia, durante il primo mese dall’istituzione della fatturazione elettronica, i problemi e i disagi sono stati numerosi. In particolare per i piccoli commercianti, perché il sistema di fatturazione digitale necessita di un’infrastruttura di comunicazione indispensabile per realizzare le fatture e inviarle allo SdI, il Sistema di Interscambio, che permette il trasferimento dei dati tra operatore economico, Agenzia delle Entrate e i singoli commercialisti.

Come racconta Marina Barattero, ragioniera presso lo studio associato Rag. Nuti e Rag. Barattero, “un fruttivendolo che seguiamo sta avendo grandi problemi per adeguarsi alla normativa, perché in negozio non ha un computer e di conseguenza connessione ad internet, in quanto la sua specifica attività lavorativa non ha mai necessitato di questa infrastruttura”. Stesso problema viene riportato da altri commercianti che vendono prodotti al dettaglio.

Da gennaio 2019, tuttavia, per emettere una fattura è richiesto l’utilizzo di un software dedicato, da imparare e che prevede una spesa: problemi non di poco conto, perchè “il sistema software da acquistare è anche piuttosto costoso – chiarisce Marina Barattero – e il traffico di dati in entrata e uscita verso il sistema di interscambio ha un costo a parte, che rappresenterà al contribuente una bolletta in più da pagare, a seconda di quante fatture vengono emesse all’anno”.

Anche il dover imparare ad utilizzare il software ha sviluppato disagi non indifferenti. Molti commercianti ammettono le proprie difficoltà nel fare uso anche delle sole funzioni di base di un computer. Per non gestire personalmente il software, gli operatori economici possono allora delegare il compito di realizzare le fatture elettroniche ai commercialisti, ma tutto ciò ha un costo che in qualche caso può raggiungere anche i sette euro a fattura.

Le grandi aziende, invece, hanno registrato meno problemi in materia: “Imprese edili, o che gestiscono impianti elettrici, con quattro o cinque operai e magari anche una segretaria, ad esempio, hanno già avuto modo di fare fatture elettroniche per il Comune o un ente pubblico”, perché l’obbligo di emettere questo genere di fatture verso la pubblica amministrazione è entrato in vigore dal mese di giugno 2014.

I pregi della fatturazione elettronica

Al momento, dai dati raccolti, interfacciarsi alla fatturazione elettronica ha registrato più aspetti negativi che positivi. Ma quali possono essere i veri pregi del sistema di fatturazione digitale?

“La possibilità di limitare gli errori è una caratteristica ottimale – mette in luce la ragioniera Barattero – nel senso che prima con la fattura cartacea poteva capitare di sbagliare un campo di compilazione, ad esempio il codice fiscale; mentre con la fattura elettronica in presenza di errore la procedura si arresta e sei obbligato a correggere”. Il sistema di fatturazione elettronica, inoltre, è stato introdotto per combattere l’evasione fiscale.

Per concludere, Marina Barattero chiarisce che, nonostante ad oggi gli svantaggi riscontrati siano notevoli, si possono avere vantaggi “a lungo termine. Quando si avrà una buona padronanza del sistema, soprattutto software, dovrebbe esserci risparmio di tempo e soprattutto di carta”.

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