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Ecco l’Etichetta Lilla accessibile a ciechi ed ipovedenti foto

Realizzata da Bandiera Lilla insieme all’Unione Ciechi e Ipovedenti Sezione di Savona e alcune aziende del settore olivicolo e vinicolo

Savona. E’ stato presentato ieri a Milano durante l’Olio Officina Festival, presso il Palazzo delle Stelline, l’Etichetta Lilla: un nuovo modello di etichetta accessibile a ciechi e ipovedenti realizzata da Bandiera Lilla insieme all’Unione Ciechi e Ipovedenti Sezione di Savona e alcune aziende del settore olivicolo e vinicolo.

Sul palco della Sala Leonardo sono saliti Anna Gioria e Roberto Bazzano, ideatori della Etichetta Lilla e Serena Mela titolare del Frantoio di Sant’Agata di Oneglia, una delle aziende che hanno collaborato alla fase sperimentale e che per prima nelle prossime settimane utilizzerà l’etichetta Lilla sulle proprie confezioni.

Anna Gioria e Roberto Bazzano hanno spiegato ad una sala gremita le ragioni di questa iniziativa e il modello di lavoro che l’Etichetta Lilla porta con sé: “Alla base di tutto c’è la volontà di creare una tipologia di etichetta che sia utile e facilmente leggibile da ciechi e ipovedenti, ma anche facilmente realizzabile e con un basso costo di produzione per invogliare le aziende ad adottarla. Per fare ciò si è scelto di utilizzare due tecnologie collaudate: la scrittura braille per le informazioni fondamentali ed un QR code che, una volta inquadrato con la telecamera del telefonino, attiva automaticamente un audio che riporta tutte le informazioni riportate sull’etichetta in un ordine di priorità ben preciso e indicato precisamente dall’UICI Savona dopo un attento esame. L’etichetta Lilla risulta quindi pratica e non invasiva rispetto all’etichetta originale diventando appetibile e facilmente adottabile. Inoltre un data base realizzato nel corso dei prossimi mesi e facilmente consultabile permetterà di conoscere dove trovare i prodotti etichettati con l’Etichetta Lilla. Negozi, punti vendita, ristoranti ecc. saranno facilmente reperibili da chi vuole sapere cosa sta acquistando o utilizzando”.

Presentazione Etichetta Lilla

Stimolati dalle domande del moderatore e e organizzatore del Festiva Luigi Caricato, gli ideatori hanno spiegato in dettaglio il funzionamento dell’Etichetta Lilla lasciando la parola al termine delle spiegazioni tecniche a Serena Mela del Frantoio Sant’Agata di Oneglia che ha illustrato le ragioni per cui la sua azienda ha scelto di partecipare alla sperimentazione e di adottare l’Etichetta Lilla sui propri prodotti: “Il motivo principale è la sensibilità personale verso le persone non vedenti – ha sottolineato Serena Mela – un senso di giustizia che ci spinge a fare qualcosa per aumentare anche di poco l’autonomia e indipendenza delle persone cieche o ipovedenti. Inoltre così facendo lavoriamo affinché tutti possano conoscere i nostri prodotti, le loro caratteristiche, la loro qualità e possibilità di utilizzo.”

“In questo modo – ha continuato poi Roberto Bazzano – si segue la linea che Bandiera Lilla ha iniziato con la sua attività legata all’accessibilità: unire sociale ed economia, facendo sì che gli aspetti etici di una iniziativa abbiano anche dei risvolti economici positivi. Il nostro sogno è dimostrare che il sociale può fare da supporto all’economia contribuendo a creare benessere e fornendo nel contempo un servizio prezioso e utile. Anche in questo caso, l’Etichetta Lilla si presenta da un lato come una preziosa fonte di autonomia per i ciechi e dall’altro come una forma di promozione per le aziende, finché non sarà talmente diffusa da diventare uno standard di etichetta inclusiva adottata da tutti i produttori di alimentari, prodotti per l’igiene personale e della casa ecc.. Inoltre, andando avanti con la sperimentazione, ci siamo accorti che spesso l’audio viene utilizzato da chiunque, dato che i caratteri con cui sono scritte le etichette spesso non consentono una facile lettura anche a chi non ha problemi di vista”.

“Ci sono oltre un milione e mezzo di persone cieche e ipovedenti in Italia che non hanno accesso alle informazioni contenute sui prodotti di largo consumo – ha sottolineato Anna Gioria – e crediamo sia giunto il momento di consentire loro di sapere cosa stanno acquistando, di poter riconoscere facilmente le confezioni una volta portare a casa e così via: è anche una questione di giustizia sociale”.

Nelle prossime settimane, affinate le ultime specifiche con l’Uici di Savona, le aziende che hanno aderito alla fase sperimentale adotteranno l’Etichetta Lilla su alcuni dei propri prodotti. Le aziende sono: Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia (IM), i Viticoltori Ingauni (ad Ortovero) e Casa Vinicola Carlo Grosso e Figli (di Montaldeo ad Alessandria).

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