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I Magazine di IVG.it - La Quinta di Copertina

Due libri per… chi ama i gialli

"La quinta di copertina" è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da "La Compagnia dei Lettori"

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La Compagnia dei Lettori è un gruppo nato allo scopo di leggere e parlare di libri condividendo emozioni e riflessioni scaturite da una passione comune. Si riunisce ogni primo martedì del mese alla Feltrinelli di Savona.

TITOLO: Una stanza piena di gente

AUTORE: Daniel Keyes. È stato un autore di fantascienza statunitense, principalmente noto per il suo racconto Fiori per Algernon, del 1959, vincitore del Premio Hugo nel 1960, che adattò in un romanzo omonimo nel 1966 aggiudicandosi con esso il Premio Nebula e in un film nel 1968.

EDITORE: Nord
ANNO: 1981, 2009 in Italia
PAGINE: 544
PREZZO: 19,00 Euro

CITAZIONE: «Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro»

TRAMA: Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l’accusa di aver rapinato, rapito e violentato tre donne all’interno del campus universitario. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica chiesta dalla difesa, emerge un fatto sconcertante: Billy soffre di disturbo da personalità multipla. Nella sua mente “vivono” ben 24 personalità diverse, che prendono di volta in volta il sopravvento, parlano tra loro, agiscono e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile.

OPINIONE:Il romanzo è tratto da una storia vera che, a raccontarla, ha quasi dell’incredibile, a tratti delirante ed alienante. Daniel Keyes, l’autore, crea un vero e proprio ponte narrativo tra il suo lettore e il protagonista di questa straordinaria vicenda, Billy Milligan, un uomo apparentemente normale che però convive con ben altre 24 personalità dotate a loro volta di libero arbitrio, nella sua testa. Uno stile narrativo apparentemente freddo e distaccato ma che aiuta ad entrare nella storia e a poterla apprezzare nel suo meccanismo difficile. L’autore, con la sua bravura narrativa, riesce a farti rivivere con il protagonista le sue emozioni, Keyes è stato magistrale nel renderti empatico verso la sofferenza dei protagonisti.

TITOLO: Il morso della reclusa

AUTORE: Fred Vargas. I suoi romanzi nascono con una tecnica particolare: quando lavora al CNRS le idee prendono le prime forme, vengono selezionate ed articolate, poi utilizza le sue tre settimane di ferie estive per scrivere la prima bozza, nelle vacanze di Natale e Pasqua rivede il tutto e, dopo una severa lettura da parte della sorella, il romanzo o meglio il Rom’pol, come lei lo chiama, viene pubblicato, quasi regolarmente uno all’anno. Ha così inventato il romanzo poliziesco-poetico, che non è noir ma nocturne, cioè che immerge il lettore nel mondo onirico delle notti dell’infanzia, quando si gioca a farsi paura. Ella diceva che il suo modo di scrivere poteva sintetizzarsi in: Fouiller, gratter, étudier l’empreinte.

EDITORE: Einaudi
ANNO: 2018
PAGINE: 432 pagine
PREZZO:  20,00 Euro

CITAZIONE: – Non ci posso credere, – disse Danglard, – non ci voglio credere. Torni fra noi, commissario. Ma in quali nebbie ha perso la vista, porca miseria? – Nella nebbia ci vedo benissimo, – replicò Adamsberg in tono un po’ secco, appoggiando i palmi sul tavolo. – Anzi, meglio che altrove. Quindi sarò chiaro, Danglard. Non credo a una moltiplicazione delle recluse. Non credo a una mutazione del loro veleno, cosí grave e cosí improvvisa. Credo che quei tre uomini siano stati assassinati.

TRAMA: Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d’accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.

OPINIONE:Vargas ricerca innanzi tutto la precisione e poi sviluppa i suoi personaggi. Atipici, logorati dalla vita, ma sempre là, pronti a battersi. Fred Vargas ama dipingerli con cura, tanto fisicamente quanto psicologicamente. Offre loro un vissuto, un passato e una consistenza che rendono credibili i loro intrecci. Con Il Morso della ReclusaFred Vargastorna alla scrittura con un nuovo appuntamento del Commissario Adamsberg, a capo della squadra Anticrimine del XIII Arrondissement di Parigi. Non c’è mai pace per l’indolente ispettore che questa volta deve vedersela con un caso che sembra risolto ma che in realtà nasconde oscuri segreti. Anche in questo romanzo Fred Vargas conferma la sua ambientazione preferita, quegli oscuri luoghi parigini e francesi più in generale che fanno da sfondo ad una serie di misteri che solo il cacciatore di nubi Adamsberg potrà riuscire a dipanare. E’ il nono capitolo con il commissario che l’ha resa celebre e tra i più belli, ricco di tutte le caratteristiche che l’hanno affermata come scrittrice.

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