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Calleri scende in campo alla guida del centrodestra: “Turismo, agricoltura e sicurezza per rilanciare Albenga”

E lancia subito la sfida a Tomatis: “Siamo amici. A lui piace correre, ma ad andare troppo forte si rischia di rimanere fregati”

Albenga. Non sono passate nemmeno 24 ore dall’annuncio ufficiale diramato da Rixi, Biasotti, Iacobucci, Costa e Toti a nome di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Liguria Popolare. Ma “Gero” Calleri, indicato dalla sezione ingauna della Lega e investito ufficialmente dai partiti regionali come leader della coalizione di centrodestra ad Albenga in vista delle amministrative, è di fatto già sceso in campo. E lo ha fatto in modo netto e deciso.

Ha già le idee chiare l’ex presidente di Coldiretti, che si è detto “pronto a lavorare con gli alleati del centrodestra per stilare il programma elettorale”, ma tenendo bene a mente quelli che, per lui, sono i capisaldi necessari per rilanciare Albenga e la sua economia.

“Sicurezza, agricoltura e turismo. Sono questi i tre elementi chiave per il rilancio della nostra meravigliosa città, – ha esordito Calleri ai microfoni di Ivg.it. – Ad Albenga, una volta, il lavoro abbondava e c’erano tante risorse ed opportunità legate anche al campo turistico, alle spiagge e ai campeggi. Ma tante aziende, con il passare degli anni, si sono spostate o addirittura sono state costrette a chiudere dopo essere entrate in crisi. Bisogna puntare su qualcosa di diverso”.

“Sono sempre stato convinto che agricoltura e turismo non siano due concetti differenti, ma si sposino perfettamente tra loro. Albenga vanta un museo a cielo aperto inimitabile, ma non riesce a valorizzarlo. Penso ad alcune città vicine della Francia, ad esempio, che hanno poco, ma riescono a venderlo bene e ad attirare i turisti. Il turista che si reca ad Albenga torna a casa con due ricordi: il ricordo delle bellezze che ha visto, dai musei al mare, e il ricordo delle prelibatezze enogastronomiche che ha provato”.

“Se l’agricoltura lavora bene, sia nell’entroterra che sulla costa, produce frutti importanti, che portano benefici, e, inoltre, rende bello da vedere e da vivere il territorio. Un territorio, quello albenganese, che ha bisogno anche di un netto implemento della sicurezza. Vogliamo una città bella e sicura, dove tornino anche le opportunità lavorative. Sogni e idee ne abbiamo tanti, cercheremo di realizzarli con l’aiuto dei cittadini”.

Un passaggio obbligato, poi, sulle dinamiche interne al suo partito, la Lega, dove in tanti avevano ipotizzato una sorta di dualismo, di “derby”, proprio tra lo stesso Calleri e il segretario cittadino Cristina Porro. Ipotesi seccamente smentita dall’ex presidente di Coldiretti, che non ha perso occasione anche per ringraziare il viceministro leghista Edoardo Rixi per la fiducia accordatagli.

“Da giugno 2018 il mio nome ha iniziato a circolare per le vie di Albenga e ci tengo a precisare che non c’è mai stata alcuna frizione con Cristina Porro. Anzi, è stata proprio lei a venirmi a cercare e a chiedermi di candidarmi. Ringrazio poi il viceministro Rixi per l’approvazione: ci conosciamo da anni e, già ai tempi di Coldiretti, mi è capitato di incontrarlo spesso in Regione e ci siamo scambiati sempre opinioni e vedute”.

Un menzione anche per l’altro serio candidato alla carica sindaco della coalizione di centrodestra, il portavoce di Forza Italia Eraldo Ciangherotti che, in ballottaggio fino all’ultimo, proprio ieri aveva però dato a sua volta l’endorsement a Calleri.

“Con Ciangherotti e Vaccarezza, e in generale con Forza Italia, ho un ottimo rapporto e ringrazio Eraldo per la stima nei mie confronti: mi ha sempre appoggiato e sostenuto e di questo gli sono riconoscente. Ora lavoreremo insieme per stilare il nostro programma elettorale: siamo pronti”, ha aggiunto Calleri.

Infine, non poteva mancare la stoccata al rivale politico (ma amico nella vita), Ricardo Tomatis, che guiderà invece il centrosinistra ingauno da candidato sindaco: “Io e Riccardo siamo amici, siamo entrambi albenganesi e siamo iscritti alla stessa associazione ciclista, l’Uc Laigueglia. Lui è sempre stato molto forte in volata, ma io credo di essere più bravo come passista. Preferisco andare al mio passo e fare le cose con calma, mentre a partire veloci e a correre forte si rischia di rimanere fregati”.

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