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Albenga, l’inchiesta de l’Espresso: “Camillo Costa, dal carcere in Svizzera a Ispettore Onorario per i Beni Architettonici”

Dopo la denuncia nei mesi scorsi di Ciangherotti il settimanale ha messo nel mirino l'ex direttore della Aston Bank

Albenga. L’Espresso, nella giornata di ieri (6 febbraio 2019) ha pubblicato un’inchiesta su un membro di una delle famiglie più note dell’albenganese. Si tratta di Camillo Costa, di cui la rivista ha analizzato la storia recente, dal passato in Svizzera al presente in terra ingauna e con toni piuttosto duri.

Tutto è nato da una denuncia fatta tempo addietro dal consigliere di minoranza di Forza Italia di Albenga Eraldo Ciangherotti e relativa proprio all’ex finanziere, nel suo passato ruolo di direttore della svizzera Aston Bank che, stando a quanto affermato da l’Espresso “ha fatto sparire i risparmi di molti evasori fiscali italiani prima di dichiarare fallimento”.

“È venuto fuori, – si legge tra le righe dell’inchiesta, – che l’ex direttore della svizzera Aston Bank, Camillo Costa, che ha avuto un ruolo centrale nel fallimento dell’istituto di credito elvetico, sfumato insieme a una valanga di quattrini di imprenditori del Nord Italia, da oltre tre anni ricopre un incarico pubblico, in qualità di Ispettore Onorario per i Beni Architettonici per la città di Albenga, cuore museale della Liguria”.

“Nel 2009, – prosegue ancora l’Espresso, – Camillo Costa è direttore generale sostituto della ticinese Aston Bank, quando la Finma, l’Autorità di vigilanza dei mercati finanziari svizzeri, apre una procedura di fallimento proprio nei confronti di quella banca per via di un ammanco di 20 milioni di franchi svizzeri (circa 18 milioni di euro)”.

“I più preoccupati sono gli imprenditori liguri che avevano affidato ad Alessandro Fabiani, il direttore generale, e al suo sostituto, Camillo Costa, denaro da custodire nelle cassaforti di Lugano della banca. I fiduciosi evasori liguri si erano fidati di Costa, di Fabiani e di un altro esponente della Torino che conta, Niccolò Caissotti di Chiusano.Poi la banca fallisce e a pagare per tutti è Camillo Costa, che viene arrestato con l’accusa ‘di aver impiegato fondi a fini privati e di aver dissimulato tali operazioni tramite falsificazioni contabili’, dicevano i documenti della Finma. Costa viene scarcerato nel 2010 e torna in Italia. Mentre l’inchiesta e il procedimento siano tutt’oggi in corso”.

“Nell’estate 2018, poi, il forzista e consigliere comunale di minoranza di Albenga, Eraldo Ciangherotti, decide di avviare una battaglia contro la gestione dei musei, affidata alla famiglia Costa, con l’intento di rimetterne in discussione le delibere e gli accordi. Agli incontri comunali si presentano gli anziani Cosimo e Josepha Costa, accompagnati dal figlio Camillo. Ma che c’entra Camillo con i musei civici? C’entra eccome. Perché salta fuori che la Soprintendenza delle Archeologica Belle Arti e Paesaggio della Liguria nel 2016 ha nominato Camillo Costa Ispettore Onorario per la tutela dei beni di Albenga. Quasi che la competenza storica e artistica l’avesse eredita, come il colore dei capelli, da mamma e papà”.

“Per carità, – ci ha tenuto, però, a precisare l’Espresso, – tutto in regola, tanto più che la Svizzera non sta neppure nella Comunità Europea e il fattaccio risale a un decennio fa e, a quanto è dato sapere, Camillo Costa in Italia ha una fedina pulitissima. Però, quando poche settimane fa gli evasori truffati hanno scoperto che Camillo Costa ha fatto carriera nella pubblica amministrazione italiana, son saltati sulla sedia e non sono mancate lettere riservate, richieste di spiegazioni in privato e segnalazioni anonime”.

Commenti

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  1. Scritto da Andrea Lercari

    Sono indignato, come tutti coloro che conoscono Camillo Costa e la sua famiglia, per l’articolo che, con gravi inesattezze, cerca di minarne la credibilità e l’impegno di totale volontariato in favore della cultura e dell’identità storica d’Albenga.
    Ricoprire la carica d’ispettore onorario vuol dire farsi carico di un grande impegno per preservare il patrimonio storico di Albenga senza averne nessun ritorno, soprattutto economico, e certamente non corrisponde a nessuna carriera nella pubblica amministrazione.

    L’Istituto Internazionale di Studi Liguri fondato dal prof. Lamboglia e dalla famiglia Costa ha portato la conoscenza della città di Albenga nell’ambiente scientifico internazionale e il fatto che Camillo Costa porti avanti una tradizione di famiglia, mettendo a frutto quegli insegnamenti che ha ricevuto per tutta la vita, in un’epoca in cui è frequente la perdita dei valori e delle tradizioni, gli fa solamente onore.

    Andrea Lercari

    Genova