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Aggressione all’avversario dopo un fallo di gioco: calciatore e accompagnatore della squadra condannati in tribunale

A giudizio c'erano due fratelli: l'episodio era avvenuto durante una partita amatoriale e la vittima era uscita dal campo con due costole rotte e un trauma facciale

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Savona. Un fallo di gioco subito durante una partita di calcio a sette di un torneo amatoriale. Era stato un motivo banale, nell’aprile del 2015, a scatenare la reazione violenta di un giocatore nei confronti di un avversario che, a causa dell’aggressione, era poi finito all’ospedale con due costole rotte ed un trauma cranico facciale per una prognosi di due mesi.

Una vicenda per la quale questa mattina due fratelli, uno di 43 e l’altro di 47 anni, sono stati condannati in tribunale a Savona per lesioni personali aggravate rispettivamente a due anni e sei mesi di reclusione ed a dodici mesi di reclusione (soltanto al secondo è stata concessa la sospensione condizionale della pena). Inoltre i due dovranno risarcire il danno, che sarà quantificato in altra sede, alla parte civile.

L’episodio finito al centro del processo era avvenuto al complesso sportivo Dagnino di Vado Ligure. Secondo la ricostruzione della Procura, durante la partita, la vittima dell’aggressione, un trentacinquenne savonese, aveva commesso un normale fallo di gioco nei confronti del più giovane dei due fratelli che, per tutta risposta, aveva reagito sferrandogli un calcio alla gamba e facendolo cadere a terra. A quel punto – come contestato dal pm Massimiliano Bolla nel capo d’imputazione – sarebbe scattata l’aggressione: il calciatore quarantatreenne avrebbe messo il braccio intorno al collo dell’avversario cercando di infilargli un dito nell’occhio.

In quel momento, mentre gli altri compagni di squadra cercavano di separare i due e calmare gli animi, sarebbe entrato in azione anche l’altro fratello, presente a bordo campo come accompagnatore della squadra, che dopo essere entrato nel rettangolo verde aveva colpito con un calcio la vittima dell’aggressione mentre cercava di alzarsi.

Fortunatamente, grazie all’intervento degli altri calciatori, dell’arbitro e delle persone presenti nell’impianto sportivo, la situazione era poi tornata alla calma prima che potesse degenerare ulteriormente. Il giocatore ferito era stato accompagnato in ospedale per le cure del caso e sull’episodio era stata avviata l’indagine coordinata dalla Procura che oggi è culminata nella doppia condanna in tribunale.

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