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I Magazine di IVG.it - Liguria del Gusto

Addio a Tommaso Lupi, pioniere del vino ligure

"Liguria del gusto e quant'altro" è la rubrica gastronomica di IVG, ogni lunedì e venerdì

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“Liguria del gusto e quant’altro” è il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici.

elisa stefano pezzini

La Liguria del vino è in lutto. A 82 anni, infatti, è morto Tommaso Lupi, uno dei pionieri del vino di qualità in Riviera. E’ stato il capostipite della cantina di Pieve di Teco che, dagli Anni ’70, ha portato Pigato, Ormeasco, Vermentino, Rossese in giro per il mondo. Grazie al suo amico Mario Soldati portò alla ribalta nazionale l’Ormeasco, il “Vino del ’68”, grazie a Vittorio Gassman, altro amico, portò una bottiglia di Vermentino della Riviera, griffata Lupi, ovviamente, in una scena del film hollywoodiano Sleepers.

Originario di Dolcedo, da giovane aveva gestito l’Osteria della Bocciofila, dove si era fatto apprezzare anche come cuoco. Lascia i figli Tiziana, Fabio e Massimo, i funerali nella parrocchiale di Pieve di Teco martedì alle 15. La sua morte è arrivata improvvisa, era stato ricoverato al Santa Corona per un intervento chirurgico tutto sommato banale, ma una embolia lo ha portato alla morte.

A ricordare Tommaso Lupi è Augusto Manfredi, sommelier Ais, tra i migliori conoscitori del vino ligure, piccolo produttore per autoconsumo e figlio di quella Pieve di Teco che aveva accolto Tommaso, al punto di eleggerlo consigliere comunale: “E’ stato un grandissimo innovatore, in cantina e nel commerciale. Ricordo che, col fratello Angelo, era arrivato a Pieve con idee moderne e rivoluzionarie. Comperava le uve da tutti, ma non mancava di dispensare consigli a chi voleva fare vino da solo, me compreso. Aveva un senso dell’amicizia fortissimo, ricordo che, qualche anno fa, aveva aperto con clienti una bottiglia vecchia di vent’anni. Aveva evitato di finirla per chiamarmi e farmela degustare, ovviamente era perfetta. senza nulla togliere a grandi pionieri del vino in Valle Arroscia, e penso ai Guglierame, il suo arrivo ha dato una svolta al mondo del vino in Riviera, se oggi vinifichiamo meglio, se beviamo meglio, lo dobbiamo anche a lui, un gigante del mondo del vino in Riviera. E accanto alla cantina la sua capacità, la sua empatia, la sua visione di portare il vino della Riviera nel mondo. Non è un caso che i suoi vini siano finiti anche al Quirinale in alcuni pranzi di gala”. La conferma, venerdì scorso, dallo chef stellato Igles Corelli ospite dell’Enoteca Regionale della Liguria di Ortovero, che, parlando dei prodotti liguri, raccontava che, nel mondo del vino, conosceva, dagli Anni ’80, i vini di Lupi.

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