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A Bergeggi solo 4 nuove costruzioni e 37 ristrutturazioni, il sindaco: “Città rinnovata col recupero degli immobili di pregio” foto

Confermata dai numeri la linea dell' amministrazione Arboscello

Bergeggi. “In parte già prima dell’estate prossima e comunque entro il 2020 il comune rivierasco di Bergeggi apparirà rinnovato a livello di patrimonio edilizio, tornando allo splendore di un tempo grazie alle numerose ristrutturazioni che stanno interessando in particolar modo gli immobili più significativi, di pregio e storici”. Lo annuncia il sindaco della cittadina rivierasca Roberto Arboscello.

Sono partiti qualche settimana fa i lavori di ristrutturazione di Villa Bice, uno degli immobili storici più pregiati di Bergeggi, in stato di abbandono da tantissimi anni, situato proprio nel centro del paese: “Si tratterà di un recupero integrale della struttura esistente, con la creazione di box pertinenziali interrati, il che consentirà il ripristino della vecchia struttura, compresa la magnifica scalinata di accesso. Questa importante ristrutturazione va ad aggiungersi a quelle già avviate qualche tempo fa, alcune delle quali in fase conclusiva: la ex Torre Canale, l’ex faro Millelire in disuso e in abbandono da decenni, villa Rosetta, più altri recuperi di immobili meno noti ma di ugual pregio”.

“I numeri parlano chiaro: nei cinque anni di amministrazione a fronte di 4 nuovi interventi edilizio hanno preso forma 37 interventi di ristrutturazione, molti dei quali molto importanti”, dice soddisfatto il sindaco che all’inizio del suo mandato aveva promesso “una forte tutela ambientale con una drastica riduzione di nuovi interventi edilizi, se non quelli già previsti dal piano urbanistico vigente”.

Da ricordare anche la querelle di qualche anno fa tra il sindaco e la Regione, con l’ amministrazione bergeggina che deliberò in consiglio comunale il blocco del tanto discusso “Piano Casa regionale” che prevedeva notevoli ampliamenti di volumetrie anche in aree delicate, in deroga agli strumenti urbanistici comunali, impedendo secondo il sindaco stesso “il controllo puntuale dell’amministrazione su interventi complessi in zone delicate dal punto di vista paesistico”.

“L’ aver tenuto duro rifiutando nuovi interventi edilizi sul nostro territorio ad esclusione di quelli già pianificati con il vecchio piano urbanistico sembra aver sortito gli effetti desiderati. Bergeggi non ha bisogno di nuovi interventi edilizi ma che gli alloggi esistenti vengano utilizzati e mantenuti in buono stato. Non è un dato certo ma l’essere stati così rigidi con chi si immaginava nuovi interventi e allo stesso tempo interlocutori molto disponibili con chi invece chiedeva un recupero dell’esistente ha sicuramente spinto in questa direzione. Siamo soddisfatti” commenta il sindaco Arboscello.

Ora a pochi mesi dalla scadenza del primo mandato la nuova sfida per Arboscello e la sua amministrazione, almeno per quanto concerne il tema urbanistico, sembra essere quella di favorire ulteriormente i recuperi edilizi e le ristrutturazioni concedendo quale incentivo piccoli ampliamenti ad oggi impossibili, che dovrebbero sottostare però a requisiti ben precisi, a tutela del paesaggio: “Il piano casa regionale prevedeva la possibilità di grandi ampliamenti anche in zone delicate del territorio, in deroga agli strumenti comunali e quindi senza alcuna possibilità di valutazione da parte dell’amministrazione. Da qui la scelta di bloccarlo. Ora, in occasione della prossima variante al Puc stiamo valutando la possibilità di inserirvi all’interno una norma che consenta a chi ne ha bisogno, all’interno di determinate aree del territorio, di aggiungere una piccola volumetria senza danneggiare il vicinato e che non sia impattante dal punto di vista paesistico. In questo percorso, complesso e tortuoso, ci faremo affiancare da qualche professionista autorevole, per redigere una norma contenente delle linee generali e delle limitazioni o comunque per trovare un modo per incentivare ulteriormente i recuperi edilizi” aggiunge il sindaco.

Qualche valutazione anche sull’ aspetto economico: “Il settore edilizio è da tempo un settore in grande sofferenza e questo è un aspetto da tenere conto per un amministratore. Ovviamente la tutela di questi lavoratori e imprenditori non può non prescindere da una tutela ambientale e paesaggistica. Ed è quello che stiamo facendo con queste misure” conclude Arboscello.

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