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Toirano 2019, il sindaco Lionetti: “Lavorato tanto e con ottimi risultati, pronta al passo indietro”

Il primo cittadino uscente traccia il bilancio del suo primo mandat

Toirano. “Se proprio non ci fosse alternativa mi ripresenterò, ma se fosse possibile farei non uno ma due passi indietro. Ma c’è ancora tempo per decidere, scioglieremo la riserva tra qualche tempo”. Non ha ancora deciso quale sarà il suo futuro Gianfranca Lionetti, che quest’anno concluderà il suo primo mandato da sindaco di Toirano.

Nel 2014 la sua lista civica “Toirano Punto e a Capo” ha interrotto una continuità amministrativa che durava da quasi vent’anni anni, prima con i due mandati di Marco Bertolotto e poi con gli altri due di Silvano Tabò. Ora, giunta al completamento della sua prima esperienza da sindaco della cittadina, è tempo di iniziare a programmare il futuro suo e del gruppo che ha guidato finora.

“Il lavoro di questi cinque anni mi ha stancato molto – afferma il sindaco – Ho affrontato questa esperienza con grande impeto ed oggi per me è impensabile ipotizzare di affrontare un altro mandato allo stesso modo. In questi anni sono stata presente in municipio ogni giorno e, con la mia squadra, abbiamo fatti i conti con numerosi problemi, che pure siamo riusciti a risolvere. Perciò è possibile che faccia io un passo indietro. Ma posso dirmi soddisfatta: abbiamo fatto un ottimo lavoro”.

E ragionando su chi potrebbe essere il futuro candidato sindaco, è naturale pensare all’attuale vice sindaco ed assessore ai lavori pubblici Giuseppe De Fezza: “Oltre ad avere una importante esperienza amministrativa alle spalle, è stato il mio braccio destro ed in questi cinque anni ha lavorato molto duramente. Nel corso del nostro mandato siamo stati capaci di ripartire le competenze e, pur operando in autonomia, ognuno ha fatto la sua parte. Ci sono cose per le quali il vice sindaco si è speso in prima persona: il merito delle opere pubbliche è tutto suo, ha seguito i lavori pubblici con grande attenzione, spendendo la sua professionalità a 360 gradi, e ciò ci ha consentito di portare a termine ogni cosa a regola d’arte,. Senza il suo aiuto non avremmo ottenuto questi risultati”.

Più in generale, occorrerà “ristrutturare” l’intera lista: “Stiamo già lavorando per rinnovare la squadra. Dopo cinque anni è normale che qualcuno voglia fare un passo indietro per stanchezza o per questioni personali. Abbiamo già instaurato alcuni buoni contatti e stiamo elaborando la nuova lista”.

Restando al presente e gettando uno sguardo al passato, il bilancio del primo mandato dell’amministrazione Lionetti è più che positivo: “In questi cinque anni abbiamo realizzato opere pubbliche nuove per quattro milioni e mezzo. Certo, per la metà (circa due milioni) si trattava di opere pubbliche a scomputo realizzate nell’ambito del protocollo per il centro commerciale, ma l’altra metà è stata è stata realizzata direttamente dal Comune utilizzando fondi nostri, avanzi di amministrazione, contributi regionali. Abbiamo lavorato come matti per cercare di intercettare ogni genere di finanziamento e, aspetto non secondario, risolvere tutti i problemi amministrativi ed operativi che potevano presentarsi. In questo senso, una buona risposta è arrivata dal tecnico comunale, che ha collaborato in maniera molto attiva perfezionando le sue competenze in materia di appalti e controllo della contabilità”.

Alcuni esempi: “Senza accendere nuovi mutui, con due semplici finanziamenti siamo riusciti a realizzare uno dei più bei campetti da calcetto della zona e a programmare la ristrutturazione del palazzetto dello sport. Grazie ai 160 mila euro di fondi ottenuti, potremo mettere mano ad una struttura fatiscente effettuando un importante intervento di efficientamento energetico (che porterà buoni risultati anche in prospettiva futura, in termini di ottimizzazione della gestione) e la sostituzione del cappotto termico e della caldaia, vecchia di trent’anni”.

Ma il progetto di punta resta la riqualificazione delle ex cave Martinetto, dove dovrebbe sorgere un polo outdoor dotato di pista di mountain-bike, percorsi training e palestre di arrampicata, un parco natura ed un’area picnic. Il tutto innestato sulla suggestiva rete di sentieri che, partendo proprio dalle ex cave, consentono di esplorare l’entroterra.

“Se la Regione ce lo consentirà – precisa meglio il sindaco – ci piacerebbe realizzare una parete da arrampicata completamente coperta. Sarebbe l’unica in tutto il nord Italia e consentirebbe di arrampicare in ogni condizione meteo. Per questo attendiamo riscontri dalla Regione”.

Il progetto è a buon punto: “Attualmente stiamo concludendo l’iter di contrattazione con il privato promotore del progetto. Per il completamento occorrerà attendere cinque o sei anni. Ma si tratta di un intervento di un certo rilievo, dato che occorre riempire la cava con ben 250 mila metri cubi di materiale. Al termine, però, avremo una struttura una nel suo genere, che porterà benefici al paese e all’economia dell’intero comprensorio. Il futuro ormai è l’outdoor, il mare non basta più. Certo, avremo qualche disagio dato dal grande traffico di camion impegnati nei lavori, ma le prospettive sono più che positive. E, in risposta a quanti avevano dubbi sul corretto svolgimento dei lavori, posso dire che l’intero iter realizzativo sarà costantemente monitorato”.

Il nuovo polo di sport outdoor di Toirano

Tra le iniziative ancora da mettere in atto c’è “l’approvazione del Puc, che è stato realizzato sulla base di una filosofia diversa rispetto ai piani urbanistici espansivi (è fondamentale recuperare e valorizzare quello che c’è, non procedere con nuove realizzazioni)” e alcuni interventi di manutenzione. Alcuni di questi sono pronti a partire: “A breve – conferma Lionetti – procederemo con la realizzazione di 120 mila euro di asfalti e la sistemazione della segnaletica stradale. Inoltre, effettueremo alcuni lavori di manutenzione presso la scuola elementare, che necessita di una nuova controsoffittatura (i lavori avranno un costo di 80 mila euro circa, dei quali 50 mila erogati dalla Regione e la restante parte dal Comune). Ma ci piacerebbe anche predisporre alcune colonnine di ricarica per le e-bike, che sono sempre più diffuse, e mettere mano ad un progetto di pista ciclabile che ci colleghi con Borghetto lungo il fiume. Ma per questo occorre ovviamente la collaborazione dell’amministrazione Canepa, che purtroppo deve fare i conti con il pre-dissesto”.

Sul tavolo resta la questione dell’istituto psicopedagogico. La precedente amministrazione aveva intenzione di acquistare il complesso dalla Regione per ben 8 milioni di euro per trasferirvi le classi dei diversi plessi scolastici cittadini. L’intervento sarebbe stato finanziato, tra l’altro, dalla vendita degli altri edifici scolastici. Entrata in carica, però, l’amministrazione Lionetti ha bloccato il progetto.

Toirano - Istituto psicopedagogico

“Per portare a termine questo piano ci sarebbero voluti altri 15 milioni di euro. Una cosa impossibile per una realtà come la nostra. Dal nostro punto di vista, speriamo che la Regione (e l’Asl ovviamente) decida di procedere con la valorizzazione dell’immobile, che è vincolato ad uso sanitario. Purtroppo finora non è stato possibile: finché il mercato non si riprenderà, è difficile pensare di poter attuare un’iniziativa simile. Senza contare i vincoli che gravano sul complesso. C’era la possibilità di farne un centro riabilitativo, un’idea che per la vicinanza con il casello autostradale di Borghetto e con il centro cittadino aveva tutte le carte in regola per funzionare. Ma i soggetti promotori hanno chiesto l’attivazione di una convenzione a garanzia di un certo numero di posti letto occupati e perciò in questa fase il progetto è stato accantonato. Dal canto nostro, trattandosi di un’edilizia vecchia e ormai fatiscente, auspichiamo che l’edificio più piccolo sia demolito. Ciò darebbe respiro a una parte del paese e consentirebbe ad esempio di ricavare parcheggi a pochi passi da uno degli accessi al centro storico”.

Al di là di questi aspetti, il programma elettorale della lista “è stato realizzato praticamente per intero. Abbiamo rinunciato allo spostamento della cabina Enel dalla piazza in centro: l’azienda ci ha detto che sarebbe stata spostata solo di poche decine di metri e per di più a spese nostre, quindi abbiamo lasciato perdere. Stesso discorso per la teleferica per San Pietro: impensabile a causa delle troppe prescrizioni dal punto di vista della sicurezza”.

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