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“Testa o croce? Non affidarti al caso”: sbarca anche a Savona la campagna di Uaar sull’obiezione di coscienza

“Il Circolo savonese ha affisso in città manifesti miranti a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla scelta dei propri medici”

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Savona. Con lo slogan “Testa o croce? Non affidarti al caso” parte oggi (lunedì 7 gennaio 2019), anche a Savona, la nuova campagna dell’Uaar riguardante l’obiezione di coscienza. Il Circolo Uaar di Savona ha organizzato l’affissione nelle strade della città di manifesti miranti a “sensibilizzare l’opinione pubblica circa la scelta dei propri medici”.

“L’Uaar, – hanno fatto sapere, – si batte da sempre, per la libertà di scelta di ogni singolo cittadino. Ma ogni scelta, per essere veramente libera, deve essere effettuata consapevolmente. Spesso, su materie che conosciamo poco, ci affidiamo a chi è indubbiamente più competente di noi. Nella stragrande maggioranza dei casi è un atteggiamento positivo. In alcuni casi altri fattori dovrebbero essere presi in considerazione. Particolarmente quando le scelte riguardano la nostra salute”.

“I medici hanno opinioni, come tutti noi. Non è un problema. Ma può diventarlo, se le loro ideei condizionano le nostre scelte. Quelle delle donne in particolare: la ragazza che si affida alle cure di un ginecologo conosce le sue convinzioni morali e religiose? La donna che incappa in una gravidanza indesiderata  o in una gravidanza a rischio, o ha bisogno di un contraccettivo d’emergenza, si porrà questa domanda?”.

“Gli ospedali sono, purtroppo, pieni di ginecologi obiettori. Non sono infrequenti i casi in cui costoro ostacolano l’intenzione di interrompere una gravidanza, o decidono di non sottoporre la gestante alle diagnosi che potrebbero evitare la nascita di un bimbo già condannato per tutta la vita a una malattia invalidante. Avere un ginecologo di fiducia, del quale sono note le opinioni, diventa fondamentale e l’Uaar invita a far luce su questi aspetti il prima possibile, prima che sia troppo tardi”.

“Lo stesso vale per la scelta del medico di base. Un medico che considera la vita un bene indisponibile, che appartiene a Dio, potrebbe non tenere conto delle nostre volontà se non siamo in condizione di esprimerle. E anche se fossimo in condizione di esprimerle potrebbe curarci secondo le proprie convinzioni morali e lasciarci soffrire inutilmente. Ed è pertanto ancora più importante scegliere con accortezza il medico in cui dobbiamo riporre la nostra fiducia, a cui consegniamo la nostra vita”.

“La nostra libertà è un bene prezioso. Esercitiamola sin dall’inizio e fino alla fine. Non affidiamoci al caso”, hanno concluso dal circolo Uaar.

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