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Savona, Pasquali (Pd): “Passo in avanti per ritrovare unità di intenti”

Il segretario Vigliercio: "Prosegue gestione collegiale, centrodestra ancora più diviso"

Savona. “La cosiddetta bufera sul Pd non c’è e certamente non è sotto accusa la segreteria provinciale che sta svolgendo un ruolo importante a livello di gestione colleggiale e unitaria del partito. Il problema rimane sulla città capoluogo, dove da tempo si attendeva quel cambio di passo che non c’è stato, arrivando ad un congresso cittadino e definendo finalmente una linea forte e comune per tornare al governo di Savona”.

Così, oggi, il capogruppo Pd in Consiglio comunale Barbara Pasquali precisa sulla situazione del partito Democratico savonese dopo le dimissioni in massa dei componenti dell’assemblea e la “sfiducia” indirizzata al segretario cittadino Roberto Arboscello, ormai messo all’angolo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata elezione in Consiglio provinciale della stessa Barbara Pasquali, con il Pd che resta orfano di un suo rappresentante savonese a Palazzo Nervi. “E’ mancato il sostegno di Savona” ribadisce Pasquali, “visto che per un voto non sono stata eletta”.

“Ora è stata posta una questione politica su Savona e la gestione del partito che va affrontata e risolta al più presto” aggiunge Pasquali, precisando sul documento e le dimissioni di 17 componenti dell’assemblea Dem. I rumor vogliono in pole per la successione di Arboscello Alessandra Gemelli, che coordina la mozione Martina nel savonese, tuttavia la diretta interessata si tira fuori da ogni possibile corsa: “Non è mia intenzione assolutamente fare polemica, non l’ho fatta nemmeno un anno fa quando ero coinvolta personalmente. Non è una questione personale, è un problema politico: i 144 votanti iscritti a Savona sono un problema politico, così come il capogruppo di Savona rimasto fuori dal consiglio provinciale. In tempi non sospetti avevo già detto che volevo uscirne, sin da giugno. Non sono assolutamente papabile per il ruolo, sono nella segreteria provinciale che sta lavorando in modo decisamente diverso, unitario nel vero senso della parola. E lo dimostra proprio il risultato in Provincia in cui si è ottenuto il massimo grazie al lavoro di Vigliercio. Io mi occupo della segreteria provinciale e del congresso, non c’è motivo di coinvolgermi nella segreteria cittadina, non sono interessata”.

Insomma, il percorso per chiedere un cambio di rotta nella città della Torretta è solo all’inizio, anche perchè ad ora l’attuale segretario cittadino sembra voler resistere alla “rivolta”. E intanto sono arrivate le precisazioni dello stesso segretario provinciale dei Dem Giacomo Vigliercio: “Il quadro dipinto di un Pd provinciale ‘sconfitto e diviso’ è distante anni luce dalla realtà. Il risultato della lista ‘Uniti per la Provincia’, con l’elezione di 3 consiglieri, era il migliore preventivabile, considerata la composizione del corpo elettorale costituito in larghissima maggioranza da amministratori di centrodestra”.

“Il tentativo di Lega e Forza Italia di estromettere il centrosinistra dal Consiglio provinciale è miseramente fallito, e il risultato (7 seggi a 3) è stato sfavorevole al centrodestra che, ancora il giorno delle elezioni, era certo di ottenere otto seggi contro due, come affermavano con toni già trionfalistici. Ci dispiace a livello politico non essere riusciti a concludere un accordo con la lista più a sinistra, ma (numeri alla mano) se anche avessimo sommato i voti il risultato sarebbe stato lo stesso, di 7 seggi a 3. Rinnovo il ringraziamento agli amministratori che hanno votato la nostra lista pur sapendo che sarebbe stata in minoranza e un enorme grazie va ai candidati, soprattutto ai non eletti, che hanno contribuito in modo determinante all’ottenimento del terzo seggio”.

“Mi permetto di far notare però che anche nel centrodestra ci sono state esclusioni ‘a sorpresa’, sintomo di un clima interno tutt’altro che idilliaco, senza contare contrasti interni e di alleanza tra FI e Lega. E la prossima tornata di elezioni amministrative potrebbero esserne la prova. Ma quando si tratta di divisioni, chissà perché, sui giornali si parla solo di quelle del Pd, di solito ingigantendole e qualche volta inventandole ad arte” aggiunge Vigliercio.

Quanto alla situazione politica di Savona: “La mancata elezione del capogruppo del Pd in Comune a Savona è un sintomo della difficoltà del partito cittadino a trovare una forte unità d’intenti, obiettivo da raggiungere al più presto per prepararci adeguatamente alla sfida elettorale nel capoluogo”.

Sulla situazione politica di Savona, assieme al segretario Dem, è intervenuto anche il segretario regionale Vito Vattuone: “I fatti di queste ore avvenuti all’interno della segreteria comunale di Savona sono il sintomo di rapporti umani e politici ormai profondamente sfilacciati. Tuttavia in questa fase riteniamo sia dovere di ognuno di noi richiamare tutti, nella pluralità delle nostre idee e posizioni, a concentrarsi sul dibattito congressuale e a mobilitare le proprie idee all’interno delle primarie – affermano congiuntamente Vattuone e Vigliercio – All’indomani delle primarie affronteremo il nostro dibattito interno, avendo il preciso obiettivo di ricostruire tutte le condizioni per ritornare al governo della città di Savona” concludono.

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