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Savona, il senatore Mantero (M5S) presenta un disegno di legge sulla legalizzazione della Cannabis

Il provvedimento chiede di legalizzare coltivazione, lavorazione e vendita

Savona. Una disegno di legge per legalizzare la cannabis e, nello specifico, coltivazione, lavorazione e vendita. Lo ha presentato il Movimento Cinque Stelle in Senato e il provvedimento porta la firma del senatore pentastellato savonese Matteo Mantero.

E i perché che stanno alla base dell’iniziativa del senatore sono stati spiegati dallo stesso Mantero attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, in cui si legge: “In molti sono d’accordo che sia insensato perseguire chi si fuma uno spinello, visto che la marijuana non fa male come invece l’alcool e il tabacco. Anzi, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista ‘Scientific Reports’, affiliata di Nature, l’alcool ha un indice di pericolosità 114 superiore alla cannabis, seguito da eroina, cocaina e tabacco. Storicamente non è mai stata registrata alcuna morte dovuta all’uso di derivati della canapa”.

“Oltre il 70 per cento degli italiani sarebbe concorde a legalizzare l’utilizzo di questa sostanza, come storicamente hanno fatto o stanno facendo molti stati come l’Olanda, la Spagna, il Canada e diversi membri degli Stati Uniti d’America, a cui si è aggiunta, dal 1° gennaio 2019, anche la California. La loro esperienza per altro dimostra che il numero di utilizzatori non cresce dopo la legalizzazione ma porta anzi ad un lieve calo”.

“L’opinione pubblica però la considera spesso una questione secondaria, una semplice questione di costume e non una priorità. Molti, me compreso, ritengono invece la legalizzazione dell’autoproduzione e uso personale della cannabis una priorità che produrrà con una sola mossa ingenti risparmi economici per il nostro paese, infierirà un colpo non indifferente alla criminalità organizzata, ma soprattutto migliorerà la salute pubblica e quindi ancora una volta porterà ad un risparmio per le tasche di tutti i cittadini italiani e non solo per chi ne fa uso”.

“La Direzione Nazionale Antimafia nella sua relazione annuale del 2015 diceva che dalla cancellazione del reato di produzione e vendita delle droghe leggere, che rappresenta più della metà del mercato degli stupefacenti, il risparmio generato ammonterebbe a quasi 800 milioni di euro, in seguito alle minori spese tra magistratura, carcerari e quelle relative all’ordine pubblico ed alla sicurezza. Risorse economiche e finanziarie che potrebbero essere spostate al contrasto alle droghe pesanti, come cocaina, eroina e droghe sintetiche, queste sì realmente pericolose”.

“La possibilità di coltivare sul proprio balcone alcune piantine di marijuana ridurrebbe notevolmente il mercato illegale e il colpo inferto alla criminalità organizzata sarebbe importante, infatti, sempre la Dna stima in circa 30 miliardi di euro l’importo del mercato nero per il comparto delle sostanze stupefacenti in Italia, pari a circa il 2 per cento del Pil nazionale, e più della metà del mercato è costituito dalla marijuana e suoi derivati. Chi contrasta la legalizzazione della cannabis, consapevolmente o meno, sta facendo un enorme regalo alla mafia”.

“Ma veniamo alla questione più importante, in Italia, ogni anno, circa 5 milioni di persone fanno uso di hashish o marijuana, essendo illegale coltivarla a casa propria queste persone sono costrette a rivolgersi al mercato nero. In uno studio del 2016 l’università di Berna ha analizzato 191 campioni di marijuana sequestrati dalle forze dell’ordine sul territorio svizzero. La scoperta è preoccupante: il 91 per cento di questi prodotti è contaminato. Infatti la cannabis viene ‘tagliata’ con sostanze di vario tipo allo scopo aumentare il peso dell’erba ed avere più profitti, ma anche per aumentare l’effetto psicotropo o per rendere più belli i fiori. Nei campioni sono stati trovati ammoniaca, lacca, lana di vetro, piombo, alluminio, ferro, cromo e cobalto. La canapa inoltre è una pianta ‘spazzinaì in grado di drenare inquinanti dai terreni – molto spesso è utilizzata per le bonifiche – queste sostanze, come pure i concimi le ritroviamo nei fiori”.

“Ovviamente fumare questi prodotti può causare gravi danni al consumatore, danni che sarebbero evitabili semplicemente consentendo ad ognuno di coltivare con cura le proprie piante.

Le stesse considerazioni si possono fare per la cosiddetta cannabis light, utilizzare quella in vendita negli shop al posto di quella presente sul mercato illegale è molto più sicuro per la salute pubblica e rappresenta un danno per la criminalità. Paradossalmente sarebbe ancora più sicuro se fosse consentito l’uso di questa sostanza a fini alimentari o erboristici perché ovviamente le infiorescenze dovrebbero rispettare standard produttivi diversi, ancora più stringenti”.

“Per tutti questi motivi ho depositato in Senato un disegno di legge per la legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati attraverso il quale cercare di avviare al più presto una discussione in parlamento, non farlo sarebbe da irresponsabili”.

“La proposta prevede la possibilità di coltivare fino a 3 piante femmine in casa propria o in forma associata – per un massimo di 30 soci – e di detenere fino a 15 grammi di sostanza presso il proprio domicilio e 5 grammi fuori. Prevede inoltre di regolamentare il mercato della cannabis a basso contenuto di thc (la cosiddetta light) consentendo la vendita per uso alimentare e innalzando il contenuto di thc delle infiorescenze fino all’1 per cento. Trovate qualche motivo per non legalizzarla?”, ha concluso il senatore pentastellato.

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