Il caso

Savona, il caso di Corso Mazzini: l’assalto dei mezzi pesanti mette in crisi l’asfalto fotogallery

Reportage tra le buche di una delle arterie principali della città della Torretta, Santi: "Lavori di sistemazione imminenti, appena farà meno freddo"

Savona, la situazione dell'asfalto in corso Mazzini

Savona. Da quando l’attività portuale di Savona si è fatta più intensa, la città ha assistito a una crescita esponenziale del traffico pesante che, per la posizione stessa del porto e per le peculiari caratteristiche della viabilità che lo collega alle arterie autostradali, interessa un’estesa porzione dell’area urbana.

Ad oggi, le maggiori criticità emergono in Corso Mazzini, che collega il porto con Corso Tardy & Benech, e, da qui, con le aree industriali di Legino e di Vado Ligure. Criticità che, come stiamo per vedere, non sono ancora state risolte definitivamente.

Dall’incrocio con Corso Italia verso il ponte sul Letimbro

Percorrendo corso Italia in direzione del mare, si incrocia corso Mazzini all’altezza del Palazzo Delle Piane (noto anche come “Palazzo Delle Palle”, per via delle sei sfere di rame posizionate sul tetto), splendido esempio dello stile Liberty savonese. Svoltando a destra e dirigendosi verso il ponte sul Letimbro, la situazione del manto stradale merita davvero uno sguardo ravvicinato. E’ questa, infatti, la parte di Corso Mazzini che necessita di più interventi.

Il 9 novembre dello scorso anno, l’assessore Pietro Santi annunciava lo stanziamento di 100 mila euro per l’asfaltatura di alcune vie del centro e della prima periferia: tra queste era compreso Corso Mazzini (leggi qui), ma lo stato in cui versa il suo manto stradale – le foto parlano da sole – conferma che i lavori in questa via non sono ancora partiti. “Siamo partiti da altri punti del centro città – spiega Santi – e la prossima ‘in lista’ è proprio la direttrice che collega il porto all’autostrada, ossia corso Mazzini, corso Tardy e Benech e corso Svizzera. I tecnici però ci hanno spiegato che con il freddo l’intervento sarebbe meno efficace e per quello stiamo attendendo che le temperature si rialzino. In ogni caso i lavori inizieranno a breve”.

Savona, la situazione dell'asfalto in corso Mazzini

In effetti, ci si poteva aspettare che Corso Mazzini fosse privilegiato rispetto ad altre strade savonesi, se non altro perché, essendo un percorso obbligatorio per tutti gli autoarticolati che, usciti dal casello autostradale di Savona, devono raggiungere il porto, è soggetto a continue sollecitazioni da parte dei mezzi pesanti. E non si sta parlando di “qualche” camion ogni tanto. Ivg.it ha cercato di farsi un’idea di quanti autoarticolati, ogni giorno, percorrano Corso Mazzini e attraversino il ponte sul Letimbro: in 30 minuti, tra le 14.30 e le 15.00 di un pomeriggio feriale qualsiasi, sono stati contati ben 56 mezzi pesanti, tra bisarche, autocisterne, camion frigo etc.

Per quanto il dato non possa essere assunto come valore assoluto, resta comunque sconcertante e aiuta a comprendere a quante sollecitazioni l’asfalto di questa arteria cittadina sia sottoposto per cinque giorni alla settimana. Ogni autoarticolato che passa contribuisce, infatti, al decadimento del piano stradale; la graduale perdita delle proprietà meccaniche della pavimentazione, che provoca, a sua volta, una diminuzione della sua funzionalità, si manifesta, in superficie, con una fessurazione “a pelle di coccodrillo”, detta “fessurazione per fatica”. In Corso Mazzini non poteva mancarne un significativo esempio.

Savona, la situazione dell'asfalto in corso Mazzini

Tuttavia, per quanto ogni fessurazione di questo genere vada già a discapito della sicurezza degli utenti, Corso Mazzini presenta anche altre problematiche che suscitano qualche perplessità.

All’altezza della sede della sede della Croce Bianca (all’incrocio del Corso con Via Montenotte), il manto stradale mostra un significativo avvallamento, che fa ondeggiare in maniera vistosa gli autoarticolati e, specialmente, i loro eventuali rimorchi.
Osservando i mezzi mentre passano, specialmente quando si muovono a velocità sostenuta, si ha l’impressione (per fortuna solo l’impressione) che possano da un momento all’altro rovesciarsi su un fianco. Le vibrazioni che, al loro passaggio, si avvertono stando sul tratto di marciapiede corrispondente, specie nel punto in cui occorre attendere il semaforo verde per i passanti, sono alquanto inquietanti: si prova, infatti, la spiacevole sensazione di trovarsi al di sopra di uno spazio cavo, la cui pavimentazione stia per mancare sotto i piedi.

Proseguendo ancora verso il ponte, la situazione dell’asfalto non migliora di certo: diverse vecchie riparazioni stanno lentamente sprofondando, dando luogo a ulteriori avvallamenti.

Savona, la situazione dell'asfalto in corso Mazzini

Dalle fitte fessurazioni del manto stradale si staccano continuamente piccoli frammenti di strato bituminoso e ghiaia: quando piove, l’acqua dilava l’asfalto e il materiale sgretolato si accumula lungo i bordi dei marciapiedi, ma più spesso la ghiaia è sparsa sulle carreggiate, a costituire un potenziale pericoloso sia per i motociclisti sia per gli automobilisti che debbano effettuare una frenata improvvisa.

Savona, la situazione dell'asfalto in corso Mazzini

Un centinaio di metri ancora e si arriva in prossimità del ponte sul Letimbro, una struttura ad arcata unica con cui la strada supera, con un salto lungo una trentina di metri, il letto del torrente.

Qui, sulla carreggiata in direzione di Corso Tardy & Benech, il manto stradale presenta due marcati avvallamenti che, al passaggio dei mezzi pesanti, trasmettono alla struttura un forte contraccolpo, facilmente avvertibile da chi si trovi sui marciapiedi del ponte.

Alcuni precedenti lavori di asfaltatura parziale (semplici riempimenti con catrame a secco) stanno gradualmente cedendo sotto il peso dei numerosi Tir, oltre che per effetto degli agenti atmosferici, scoprendo buche, profonde anche diversi centimetri, che contribuiscono ad aggravare lo stress sull’anziano cavalcavia.

Savona, la situazione dell'asfalto in corso Mazzini

Sui lati del ponte di Corso Mazzini, così come lungo i bordi esterni dell’arcata in calcestruzzo armato, si notano diverse aree di distacco dei copriferri, con conseguente esposizione dell’armatura stessa. Anche il parapetto in ferro presenta segni di avanzato degrado, con elementi alquanto intaccati e corrosi dalla ruggine.

Savona, la situazione dell'asfalto in corso Mazzini

La situazione, seppure non pericolosa nell’immediato, richiede comunque un intervento studiato di manutenzione, che prevenga l’aggravarsi dei fenomeni di degrado. In fondo il ponte di Corso Mazzini, che ha più di 50 anni, non è stato pensato per un traffico di mezzi pesanti qual è quello attuale. In attesa di verificare se l’apertura dell’Aurelia bis potrà limitare l’attraversamento del ponte da parte degli autoarticolati, non resta che aspettare il via all’asfaltatura messa a bilancio lo scorso novembre.

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