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Lettere al direttore

Savona, affondo di Danilo Bruno: “A Savona c’è un assessore alla cultura?”

“Noi Verdi ben conosciamo lo stato dell'arte della cultura savonese, che non è mai stata considerata un servizio essenziale”

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Savona. Leggendo le notizie di cronaca cittadina di oggi mi ha suscitato vivo stupore la notizia secondo cui nel recente rimpasto di giunta, che ha aumentato i posti di assessore e conseguentemente le spese, esiste pure una assessora alla cultura, che si sarebbe occupata incredibilmente della biblioteca civica riuscendo a far modificare l’orario con una apertura pomeridiana in più senza poter accedere ai depositi e con l’alternativa dell’apertura di quella del Campus.

C’è uno studente, che si reca presso la biblioteca civica per consultare testi? Ha tre alternative:tornare a casa, andare al campus universitario “a fare cosa non si sa” o sperare che la propria biblioteca scolastica sia fornita degli strumenti necessari.

Noi Verdi ben conosciamo lo stato dell’arte della cultura savonese , che non è mai stata considerata un servizio essenziale per la creazione di una reale cittadinanza europea ma anzi quasi un fastidioso “orpello” da privatizzare o chiudere appena possibile.

Vogliamo però provare a porre tramite Ella alla Sua assessora alcune domande: ritiene la cultura uno strumento fondamentale,che può favorire la convivenza civile e sociale e quindi deve essere regolarmente finanziata e non oggetto di tagli indiscriminati e tremendi? In tal senso aspettiamo che la giunta chieda una modifica al piano di rientro presentato alla Corte dei Conti.

L’assessore sa che il Museo archeologico rappresenta un vero caso di studio in Italia e all’estero poiche’ si tratta dell’unico caso al mondo di museo civico , che non riceve un contributo dal Comune?

Sa che esiste la Pinacoteca ormai priva di direzione e il Museo della Ceramica, avviato con il progetto della Fondazione Garrone verso una privatizzazione degli spazi e della gestione?A tal proposito a breve aprirà un nuovo bar e ristorante a servizio del museo ma aperto a tutte e a tutti l’associazione commercianti non ha nulla da dire a proposito in una situazione già difficile per le proprie iscritte e i propri iscritti?

Sa che esiste il museo del Santuario e la collezione di arazzi,di cui si è persa ormai notizia su una apertura regolare così come della cella di Mazzini e del museo Pertini-Cuneo,aperto solo due ore alla settimana?

Che ne pensa di acquisire la collezione Gambarutti (a proposito è andata a vederla?), la collezione Rescio e di riaprire il discorso sulla collezione Salomone inopinatamente persa dalla città?

Sono solo alcune idee per dimostrare che forse talvolta è utile investire sulla cultura poiché su quella hanno investito grandi città come Dresda, Bilbao, Detroit,… per trovare la propria collocazione dopo la chiusura di numerose industrie per la crisi economica.

Si tratta solo di alcune idee ma, dato che dalla Ggunta attuale non otterremo alcuna risposta, ci auguriamo sempre che Ella dia le dimissioni e lasci spazio alla scelta delle cittadine e dei cittadini ,stufi di vivere in una città dove forse ormai “Qultura” si scrive con la “Q” maiuscola.

Danilo Bruno

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