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Savona, addio alle posate di plastica nelle mense scolastiche

Il Comune di Savona anticipa quanto previsto dalla direttiva del Parlamento Europeo in questo ambito

Savona. Addio alle posate di plastica in mensa per duemila alunni delle scuole savonesi.

A partire da ieri, lunedì 28 gennaio, nelle mense delle scuole primarie della città della Torretta vengono utilizzate unicamente posate in acciaio inox: “Le posate – spiega l’assessore Ileana Romagnoli – non saranno più fornite in un sacchetto trasparente e monouso, ma saranno in acciaio inox così da utilizzare durante i pasti solo quelle effettivamente necessarie”.

Un ulteriore elemento che rafforza l’eco-sostenibilità che riguarda molti aspetti dell’ultimo appalto relativo alla ristorazione scolastica: dal trasporto dei pasti, realizzato con mezzi di categoria almeno euro 4 a basso impatto ambientale, ai requisiti degli imballaggi (prediligendo imballaggi riciclabili), alla gestione differenziata dei rifiuti, all’utilizzo di prodotti di pulizia e di attrezzature ecocompatibili, alla destinazione del cibo non somministrato ai fini di beneficenza, alla riduzione del rumore, alla produzione di alimenti e bevande a filiera corta, certificati, biologici, nazionali, con particolare attenzione alla sostenibilità dei processi produttivi.

“A conti fatti, si tratta di una riduzione di oltre 150 mila buste di plastica l’anno, in linea con quanto stabilito dal Parlamento Europeo, ma anticipando la normativa che prevede dal 2021 il divieto di utilizzo di una serie di oggetti usa e getta non degradabili come piatti, posate e bicchieri. Pertanto, il Comune di Savona, in anticipo rispetto ai tempi di attuazione previsti dalla direttiva e con costi a proprio carico, ha già assunto questo importante impegno riguardante le posate utilizzate nelle mense scolastiche delle scuole primarie, considerato che presso gli asili nido e le scuole d’infanzia, invece, già da molti anni si utilizzano piatti in melamina e stoviglie di acciaio”.

Le posate vengono distribuite a cura dell’azienda di ristorazione (Camst) in tutte le scuole primarie dotate di lavastovoglie. Mentre per le quattro scuole prive di lavastoviglie si sta studiando la possibilità di fornire posate non a perdere e lavarle in loco: “Il Comune di Savona inoltre è impegnato, con riferimento al minor impatto ambientale del servizio di ristorazione, anche nell’ambito della riduzione degli sprechi: dalla sottoscrizione della ‘Carta a spreco zero’ alla consegna dello scorso anno a tutti gli alunni della scuola primaria delle Food bags per il ritiro di pane e frutta non consumati durante la mensa. Dalla convenzione con la Caritas per il ritiro degli alimenti avanzati presso gli asili nido all’accordo con il Banco Alimentare per il ritiro di pane e frutta non distribuiti giornalmente nelle scuole, senza dimenticare a quello dei volontari dell’Enpa che ritirano giornalmente in alcune scuole anche gli avanzi da destinare agli animali”.

“Non basta insegnare la lotta allo spreco alimentare. Occorre nei fatti dimostrare ai nostri alunni come si lotta contro lo spreco, come, attraverso i piccoli gesti quotidiani per limitare l’utilizzo e la dispersione della plastica nell’ambiente aiutiamo il nostro pianeta a combattere l’inquinamento, come riutilizzando i prodotti alimentari non consumati è possibile trasformare l’avanzo alimentare in eccedenza e riutilizzarlo per il bene di tutta la nostra comunità”.

Claudio Marsili, direttore di Camst per l’area nord-ovest, commenta: “Condividiamo pienamente la scelta del Comune di Savona di eliminare le posate monouso di plastica nelle mense delle scuole primarie e sostituirle con quelle di acciaio inox. Con questa azione concreta, Camst rafforza ancora di più il suo impegno a ridurre l‘impatto ambientale e sensibilizzare sin da piccoli alla cultura eco-sostenibile. Sul tema della lotta agli sprechi, l’anno scorso, in accordo con l’amministrazione comunale, abbiamo distribuito a tutti i bambini delle scuole primarie le nostre ‘Io Non Spreco Bag’ che consentono di portare a casa pane e frutta non consumati in mensa. Perché la lotta allo spreco alimentare comincia a scuola”.

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