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Regione, il presidente Toti difende il decreto Sicurezza: “Le norme mettono un po’ d’ordine nella confusione”

“Sancisce regole che le più antiche democrazie hanno da sempre”

Regione. “Scusate, ma che dibattito è quello sul Decreto Sicurezza?”. Inizia con una domanda retorica l’intervento del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che è intervenuto sulla bagarre relativa al decreto sicurezza.

“Cerchiamo di essere intellettualmente onesti, – ha proseguito Toti. – Se nella Finanziaria molto si è sbagliato, le norme sulla sicurezza e l’immigrazione mettono un po’ d’ordine nella confusione che regnava sovrana. Il Decreto Sicurezza contiene provvedimenti e sancisce regole che le più antiche democrazie hanno da sempre, dagli Stati Uniti all’Australia. Che certo non sono paesi illiberali e totalitari”.

“Negli Stati Uniti si entra solo con il visto, se entri illegalmente vieni fermato, l’asilo politico viene riconosciuto dopo un attento esame delle autorità preposte. E i sindaci con la loro polizia hanno poteri di ordine pubblico molto superiori ai nostri. Dunque ritengo strumentale questo dibattito. Bisogna costruire un Paese in cui la legge è uguale per tutti: bianchi, neri, gialli, cattolici, protestanti, musulmani, senza privilegi, ma anche senza sensi di colpa”.

“Piuttosto il Governo renda effettive norme che altrimenti, senza fondi adeguati e regolamenti, resteranno puri auspici. E i sindaci semmai chiedano ancora più poteri, come i loro colleghi anglosassoni, per garantire i propri cittadini. Così come le Regioni devono chiedere e ottenere maggiore autonomia”, ha concluso Toti.

“Il decreto Sicurezza e Immigrazione di Matteo Salvini, convertito in legge dal Parlamento, fa chiarezza con norme precise rispetto al vuoto normativo dei governi del centrosinistra, che avevano lasciato spazio a chi la guerra la porta a casa nostra e al business migranti” aggiunge Alessandro Piana, presidente dell’Assemblea legislativa della Liguria, consigliere regionale Lega Nord Liguria-Salvini.

“I sindaci italiani hanno il dovere di osservare e di applicare le leggi richieste dal popolo, approvate dai suoi rappresentanti in Parlamento e promulgate dal Presidente della Repubblica perché altrimenti è il caos. Se ad alcuni sindaci di sinistra e di estrema sinistra, come il palermitano Leoluca Orlando e il napoletano Luigi De Magistris, evidentemente continua a piacere il disordine anziché l’ordine, sorprende la presa di posizione del sindaco di Imperia Claudio Scajola contro il Decreto Salvini”.

“L’ex ministro dell’Interno del G8 2001, che a Genova era al fianco del vicepremier dell’epoca Gianfranco Fini, oggi ha rilasciato ai media delle dichiarazioni con le quali, in sostanza, contesta la legge dello Stato e quindi si schiera con i sindaci di sinistra ed estrema sinistra tradendo lo spirito del centrodestra al quale lui si richiama sempre. In pratica, politicamente appare un salto dall’altra parte della barricata”.

“Per quanto riguarda le pesanti critiche, da spot elettorale, al Decreto Salvini da parte del sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, oggi non ci sono più dubbi sulla sua appartenenza e, in vista delle imminenti elezioni amministrative, che cerchi consenso nell’elettorato di sinistra. Chi sta con i clandestini, non sta con gli italiani. Nè in particolare con gli imperiesi e i sanremesi, che invece hanno diritto ad avere legalità e sicurezza sul territorio”.

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