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Quando il calcio diventa una bellissima favola

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

La storia che vi raccontiamo è quella di Mattia Grandoni, un ragazzo nato il 20 aprile 1999, figlio di Alessandro attuale mister del Savona Fbc. Come il padre ha intrapreso la carriera del calciatore nel ruolo di mediano destro o di centrale davanti alla difesa e nonostante la giovane età ha già alle spalle un curriculum invidiabile maturato nelle giovanile professionistiche di Fiorentina e Pisa e proseguito nelle serie D di VF Colligiana, Massese e Viareggio.

Fece scalpore tempo fa la notizia che quando Alessandro Grandoni ebbe la proposta di allenare il Pisa Primavera prima di accettare una piazza così importante avesse dovuto superare un ostacolo familiare ben più gravoso. Ecco cose rispose in un’intervista : “Prima di dire sì  all’offerta del Pisa ho parlato a lungo con mio figlio, sicuramente era necessario perché sarei diventato il suo allenatore”.

Gli fu chiesto: “Dopo questa prima fase cosa bisogna fare per poter mantenere gli equilibri in casa e nello spogliatoio. La sua risposta fu :” In casa non parliamo di calcio da venti giorni, semplice. Per quanto concerne il discorso spogliatoio io cerco di fare il mio lavoro nel modo migliore possibile provando ad essere più oggettivo possibile. Tanto per fare un esempio, la scorsa partita Mattia non ha giocato perché ho ritenuto corretto così mentre nella trasferta contro la Salernitana l’ho schierato dal primo minuto”.

Quindi per lei è possibile la convivenza padre figlio in una squadra? “Decisamente sì, basta lavorare con giudizio e prendere le decisioni secondo coscienza senza favorire il proprio figlio rispetto agli altri”.

Proprio nell’occasione dell’intervista (un dopo partita del campionato Primavera) si ritornò su di una “azione” positiva di mister Grandoni che riuscì a strappare gli applausi della tribuna. Stiamo parliamo di un episodio dove, nonostante il Pisa stesse perdendo due a zero e avesse palla in attacco, nel vedere un calciatore avversario a terra Grandoni gridò al suo di mettere la palla fuori.

Non avendolo fatto, lo richiamò a gran voce: “Noi alleniamo in un settore giovanile e non dobbiamo insegnare ai nostri calciatori solo i lanci, i passaggi, gli stop o cose tecniche varie ma anche i comportamenti che bisogna avere durante una gara”. Questa credo sia la scuola calcistica che ha forgiato Mattia a cui vogliamo dare un caloroso benvenuto a Savona. Cinque giorni dopo la sua nascita papà in allora alla Sampdoria perse a Marassi una importante gare contro la lanciatissima Lazio che schierava personaggi del calibro di Roberto Mancini, Marcelo Salas e Sinisa Mihajlovic. Ero presente e ricordo ancora bene il gol con cui Bobo Vieri decise l’1 a 0 finale per i biancocelesti. Con Alessandro sceso in campo come terzino destro giocava un certo Vincenzo Montella. Fu una stagione travagliata e amara per i colori blucerchiati. In estate l’eliminazione dalla Coppa Intertoto, Poi l’infortunio grave all’aeroplanino.

A metà dicembre, all’indomani della sconfitta per 5-2 proprio contro la Lazio, Luciano Spalletti venne esonerato e al suo posto arrivò David Platt che, sprovvisto del patentino di allenatore, fu affiancato da Giorgio Veneri in panchina. In seguito alla sconfitta contro il Perugia per 2-0, Platt rassegnò le dimissioni nonostante la fiducia della società. La conduzione tecnica tornò di nuovo a Spalletti: ma all’allenatore toscano non furono sufficienti il rientro di Montella e i 21 punti raccolti nelle ultime 15 giornate per agguantare la salvezza. Il tardivo tentativo di rimonta venne vanificato il 16 maggio quando, alla penultima giornata, i liguri pareggiarono 2-2 contro il Bologna: la rete che sancì il pareggio, e la conseguente retrocessione dei doriani, fu siglata al 94′ su un dubbio calcio di rigore assegnato dall’arbitro Alfredo Trentalange.

Questo amarcord fa da sfondo alla storia di Mattia che da poco tesserato per i biancoblù ritrova il papà come mister e spera di poter contribuire al suo successo. Glielo auguriamo di cuore. E visto come hanno saputo inserirsi bene i nuovi arrivati, crediamo che anche lui sappia farsi onore e ricavarsi uno spazio nello scacchiere degli striscioni. Avanti tutta famiglia Grandoni, mamma Michela tifa per voi.

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