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Punteruolo rosso, i Verdi: “C’è pericolo di caduta palme, servono interventi urgenti sulla via Aurelia” foto

I Verdi savonesi sono molto preoccupati per “l'incredibile ritardo di alcuni Comuni costieri nel mettere in sicurezza le strade su cui è possibile la caduta di palme morte"

Provincia. I Verdi savonesi sono molto preoccupati per “l’incredibile ritardo di alcuni Comuni costieri nel mettere in sicurezza le strade su cui è possibile la caduta di palme morte perchè colpite dal punteruolo rosso”.

“In questi giorni sono previste forti raffiche di vento – ricorda il portavoce dei Verdi della provincia di Savona Gabriello Castellazzi – e ovunque può accadere che il tronco particolarmente indebolito di una palma morta perchè colpita dal punteruolo (quindi particolarmente indebolita) possa cadere e colpire in modo tragico. A Catania una donna , Patrizia Scalora,venne uccisa dalla caduta improvvisa di una palma: tecnici comunali e amministratori son attualmente sotto processo con l’accusa di incuria nella manutenzione del verde. Anche a Messina, Piazza Armerina e Caltanissetta si sono verificati crolli che fortunatamente non hanno colpito i passanti”.

Nel savonese la situazione desta preoccupazione: “Sulla Statale Aurelia, in prossimità di Varigotti, una palma morta ormai da tempo incombe proprio sopra la corsia di intenso transito delle auto. Sembra che il sedime su cui è cresciute questa palma, insieme ad altre ormai secche, sia di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Nelle vicinanze anche le palme di un lussuoso albergo sono da tempo colpite e abbandonate e un’altra, estremamente pericolosa per chi transita sulla via Aurelia, si trova in prossimità del porto di Finale(foto). Oltre al pericolo immediato per le persone, è doveroso rimarcare come ogni palma malata sia un vivaio di punteruoli pronti a colpire nel raggio di tre chilometri. Questo stato di abbandono contrasta con il proclamato impegno di bloccare l’epidemia del parassita che danneggia il nostro patrimonio verde”.

“Ancora una volta dobbiamo dire che un’azione di profilassi (certamente meno costosa degli abbattimenti obbligatori) ci avrebbe risparmiato questa situazione critica . La convinzione si basa sui buoni risultati ottenuti dai Comuni che nel recente passato hanno adottato corrette procedure di contrasto. I trattamenti se fatti bene, con prodotti fito-sanitari attualmente in commercio, hanno un successo del 97 per cento su tutti i tipi di palma, a condizione che le piante siano sempre ben innaffiate per facilitare la risalita del fitofarmaco introdotto in endoterapia e le irrorazioni sulla sommità siano ben calibrate nei diversi periodi dell’anno. La zona di intervento sia omogenea, non praticata su di un solo settore, pena l’inefficacia dell’azione. Inoltre la potatura sia effettuata solo su foglie secche perchè il punteruolo è attirato dalla linfa di un taglio fresco. Inoltre devono essere sistemate trappole capaci di catture gli insetti. E’ obbligatorio rimuovere le piante irrecuperabili ed i privati che abbandonando le loro palme malate devono essere sanzionati”.

“L’ultimo importante studio del grande botanico-agronomo finalese Giorgio Gallesio riguardò proprio le palme, che studiò tra il 1836 e il 1839 a Sanremo e Bordighera. Lavoro pubblicato poi nell’ultimo fascicolo della ‘Pomona Italiana’ premettendo che ‘La palma è il gigante degli alberi endogeni, è uno dei resti di quel mondo organico misterioso che ha preceduto il mondo attuale’. Un patrimonio prezioso che, dopo tanti anni, deve rimanere fonte di bellezza e non di problemi”.

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