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Primarie Pd, torna in campo Lirosi: “Martina l’unico che esprime speranze di unità, due idee sono rivoluzionarie”

L'ex vicesindaco loda l'intenzione di Martina di valorizzare le periferie e si toglie un sassolino: "Nel 2016 sconfitta disastrosa a Savona, serve cambio rotta"

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Savona. “Mentre il Pd sta perdendo consensi ed è in una difficile fase di riorganizzazione, ben sei candidati segretari stanno inviando in questi giorni i loro programmi, spesso improntati a far prevalere una corrente sulle altre, senza pensare al comune beneficio del partito. Ma con questi concetti non si va da nessuna parte e si rischia concretamente una scissione, atto che sancirebbe la fine del Pd quale partito di importanza nazionale”. Così Francesco Lirosi, ex assessore e vicesindaco di Savona, commenta la situazione venutasi a creare nel Partito Democratico con le primarie per la scelta del nuovo segretario.

Lirosi, uscito dalla scena politica nel 2016 quando la sezione locale del Pd (allora guidata da Fulvio Briano) decise di non ricandidarlo nonostante fosse storicamente il “campione di preferenze” del centrosinistra, sembra pronto a rientrare al fianco di un candidato preciso: “Solo lo scritto di Martina esprime speranze di unità, condivisione e lavoro comune. Ne estrapolo alcuni concetti: rinnovo dei rappresentanti, ma non basato sull’età anagrafica, bensì sulla capacità e sull’esperienza; creazione di un partito di ‘gente in mezzo alla gente’. Sembra facile ma, parlo per esperienza diretta, ci vuole coraggio, umiltà e disponibilità assoluta all’ascolto ed al lavoro, nonché la correttezza di non illudere i cittadini e dir loro sempre la verità”.

Altre idee che convincono l’ex reggente durante il “vuoto” tra Carlo Ruggeri e Federico Berruti: una Direzione Nazionale non condotta da un unico leader, bensì basata sul lavoro di gruppo (“esempio raro, se non unico”); la valorizzazione dell’esperienza e delle positività delle precedenti amministrazioni periferiche (“proprio come è stato fatto a Savona…” ironizza Lirosi, riferendosi anche alla sua esclusione); la creazione di un partito aperto, praticato dai militanti e con la predisposizione per referendum popolari al riguardo delle iniziative più significative.

“Infine due concetti mi hanno molto colpito, li definirei proprio rivoluzionari – prosegue Lirosi – il 50% dei membri della futura Direzione Nazionale dovrà essere eletta nei vari territori periferici, e le liste per le elezioni politiche dovranno contenere non meno del 66,66% di nominativi proposti nelle periferie. Abbiamo presente di che enorme portata è questa novità? Ci ricordiamo tutti per quanti anni (diciamo pure decenni) nella lista del nostro partito preferito abbiamo dovuto leggere nomi del tutto sconosciuti, catapultati da Roma, Genova ed altre parti d’Italia? Poter avere rappresentanti politici radicati nel territorio, esperti delle problematiche locali, che lavorano per il comparto di provenienza significa proprio avere un partito aperto e condiviso, insomma nostro”.

“E’ palese che a Savona abbiamo un bisogno impellente di cambiare completamente rotta, dopo le disastrose elezioni comunali che hanno dato luogo ad un (pur facilmente evitabile) risultato catastrofico, con la perdita del governo cittadino e di oltre il 25% dei voti. Dunque, rechiamoci nei vari circoli a votare e scegliamo bene, al fine di concorrere a questa difficile riorganizzazione del PD, a Roma come nella nostra periferia” conclude Lirosi.

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