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Parco del Finalese, Wwf e Verdi chiedono alla Regione di sospendere la cancellazione delle aree protette

La petizione su Change.org in poco più di 24 ore ha registrato 664 adesioni

Finale Ligure. Il WWF e i Verdi savonesi, alla luce “dello straordinario risultato, assolutamente trasversale” della petizione lanciata a sostegno del loro intervento a tutela del patrimonio ambientale savonese (in particolare del progetto di Parco del Finalese), che ha fatto registrare ben 664 adesioni in poco più di 24 ore, invieranno oggi stesso ad ogni singolo membro della IV Commissione Regionale “Ambiente e Territorio” e per conoscenza al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti la richiesta “di un ragionevole riesame del provvedimento messo all’ordine del giorno di domani lunedì 28 gennaio, in modo da giungere almeno ad una sua sospensiva”.

Il tema è quello della possibile cancellazione di molte aree protette della nostra regione, uno scenario contro cui è stata lanciata una petizione sul portale Change.org: “Il consiglio regionale – spiega Gabriello Castellazzi, portavoce dei Verdi savonesi – non potrebbe approvare una legge con un testo che contiene argomenti in palese contraddizione con precedenti valutazioni espresse proprio da documenti ufficiali della Regione Liguria (che invieremo pro-memoria ad ogni consigliere)”.

“In moltissimi commenti a sostegno della petizione – proseguono – è riemerso, mai sopito, lo straordinario amore per la nostra terra e l’assoluta necessità di una sua maggior tutela e valorizzazione turistico-culturale, sempre nel rispetto del delicato equilibrio idro-geologico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Enpa savonese: “Se domani i componenti della IV Commissione regionale ‘Ambiente e territorio’ approveranno le norme che riducono o cancellano decine di aree protette ed il parco del Finalese si assumono una grande responsabilità verso le popolazioni che vi abitano ed i cittadini-elettori, la maggioranza, favorevoli alla tutela e protezione della natura. Proteggere l’ambiente ligure rende molto di più, in termini di turismo e promozione dell’economia locale, del suo sfruttamento per caccia ed edilizia selvaggia. Lo dimostra proprio il Finalese, dove vallate e pareti sono frequentate sempre di più da escursionisti, speleologi, biker e rocciatori, che portano ricchezza e posti di lavoro, invece di uno sfruttamento sterile e fine a se stesso fino a ieri costituito da caccia e speculazione edilizia”.

“E’ paradossale – conclude l’Enpa – che il governo ligure voglia eliminare 42 aree protette mentre il governo nazionale ne sta creando oltre cento nel sud Italia”.

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