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Ordine degli avvocati, Giovanni Sanna presenta reclamo al Consiglio Nazionale Forense: “Non rispettato il limite di due mandati”

"Nell’ambito dell’avvocatura savonese c’è da troppo tempo una stanchezza intellettuale eccessiva"

Savona. Non ha dato vita ad una vera e propria “fronda contraria” capace di bloccare lo svolgimento delle elezioni ma ha creato comunque qualche mugugno tra i suoi membri il rinnovo del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Savona avvenuto ieri.

Alla presidenza è stato riconfermato Fabio Cardone (che era stato il più votato con 286 preferenze), mentre il ruolo di segretario è stato nuovamente affidato all’avvocato Paolo Dogliotti così come quello di tesoriere al collega Mario Randacio. Gli altri membri del consiglio (eletti scegliendo da una lista di sedici candidati) sono: Daniela Giaccardi (226 voti), Alessandro Aschero (184), Elisabetta Ferrero (173), Alessandro Magliotto (160), Barbara Pasquali (147), Claudia Arduino (94), Mario Noberasco (93) e Mario Spotorno (87).

Il “casus belli” è da ricercarsi principalmente nella nomina di professionisti che già hanno fatto parte del consiglio per due volte di fila. Ciò violerebbe quanto stabilito dalla sentenza numero 32781 del 2018 della Corte di Cassazione, secondo la quale i consiglieri degli ordini circondariali forensi non sarebbero eleggibili per un terzo mandato qualora ne abbiano già espletati due consecutivamente.

Ciò ha spinto alcuni membri dell’ordine savonese a presentare un reclamo al Consiglio Nazionale Forense: “L’impugnazione – spiega l’avvocato Giovanni Sanna – è stata proposta dal sottoscritto e da altre due coraggiose colleghe con mandato rilasciato anche al presidente dell’Associazione Nazionale Forense. Le ragioni sono duplici e legate al fatto che, come dedotto nel ricorso, alcuni consiglieri (cinque) non potevano essere eletti alla luce sia di una sentenza delle sezioni unite della Cassazione del 19 dicembre 2018 che del decreto legge numero 2 del 10 gennaio di quest’anno”.

“Non si tratta dell’unica ragione di impugnazione. Ci si attendeva un passo indietro che non vi è stato. Il reclamo non nasce per contestare l’operato dell’Ordine o per mettere in discussione i singoli. Ma la sentenza citata e il decreto legge che ribadisce il divieto di doppio mandato già introdotto fin dal 2012 sono di una chiarezza esemplare e vanno nella direzione di rinnovare gli ordini forensi e consentire un ricambio che non vi è da troppo tempo. Ciò, a mio parere, ha impedito anche un dialogo più fruttuoso fra gli iscritti e non può garantire una reale unità fra l’avvocatura”.

“Ripeto, nulla di personale contro nessuno. Ci rendiamo conto della importanza dell’atto compiuto e della gravità dello stesso, ma ci sia aspettava (va ribadito) un passo indietro. Nell’ambito dell’avvocatura savonese c’è da troppo tempo una stanchezza intellettuale eccessiva ed il ricambio ed il rinnovamento degli ordini forensi va, in linea generale, nella direzione di introdurre nuove forze e nuove idee fra gli apparati istituzionali forensi a Savona come in tutta Italia”.

“Inoltre – prosegue Sanna – gli attuali consiglieri uscenti avrebbero potuto confrontare il loro operato con quello di un nuovo consiglio ed eventualmente anche avanzare critiche, ma la ricandidatura di ben sette di essi incompatibili perché con due mandati alle spalle (senza considerare che alcuni ne hanno comunque più di due) ha lasciato un po’ disorientati”.

“Il nostro voleva e vuole essere un atto costruttivo: in ogni caso era nostro diritto proporre l’impugnazione e, fra mille difficoltà, nonostante alcuni adesioni siano state solo verbali, ci siamo determinati in questa direzione”, conclude l’avvocato loanese.

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