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Omicidio di Janira: chiesto l’ergastolo per Alessio Alamia

Il pm ha confermato anche l'accusa di stalking e l'aggravante della premeditazione

Savona. Ergastolo. E’ la pena chiesta questa mattina dal pm Elisa Milocco per Alassio Alamia, il ventunenne di Pietra Ligure che è a giudizio per l’omicidio della ex fidanzata Janira D’Amato, uccisa dal ragazzo il 7 aprile del 2017 con 49 coltellate nella sua casa in piazzetta Morelli a Pietra Ligure.

Alessio Alamia

A pesare sull’entità della richiesta di condanna del pubblico ministero sono anche le contestazioni di stalking, per la quale è stata chiesta una pena di un anno e sei mesi di reclusione, e l’aggravante della premeditazione.

Per sostenere lo stalking, l’accusa ha fatto leva su una serie di episodi accaduti tra il 31 marzo 2017 e il giorno del delitto. In particolare l'”assillo telefonico” da parte di Alamia che “aveva una natura persecutoria”: “A gennaio quando la relazione tra i due andava bene erano stati 131 i contatti da Janira verso Alamia e 164 quelli dal ragazzo verso la fidanzata. A febbraio i contatti erano 121 da Janira e 367 da Alessio; a marzo erano 409 i contatti da Janira verso Alamia e 793 gli inversi. Nel periodo nel quale è contestato lo stalking sono 36 le volte in cui Janira ha contattato Alessio e 445 quelle in cui Alamia ha cercato lei” ha sottolineato il pm Milocco.

“Inoltre – ha proseguito il pubblico ministero – nel periodo precedente all’omicidio, Alessio manifesta intenzioni suicidiarie all’ex fidanzata: ‘Se non torni con me mi uccido’. Per questo ritengo che sussistano le condotte di stalking: i contatti telefonici assillanti, le visite notturne e quelle all’accademia della Costa Crociere di Arenzano e le minacce di gesti autolesionismo sicuramente hanno certamente generato in Janira uno stato di ansia e paura”.

Per quanto riguarda la premeditazione, secondo l’accusa, ci sono diversi elementi che proverebbero come Alamia avesse l’intenzione di uccidere Janira prima di incontrarla: ha insistito per fare andare la ragazza a casa sua per consegnarle alcuni effetti personali, e per di più da sola (e per farlo ha usato la scusa del cane), aveva un coltello in tasca il giorno dell’incontro con Janira e ne aveva “seminati” altri per casa, poi, nella notte tra il 4 e il 5 aprile, alle 3.16 Alamia digita sul motore di ricerca del suo cellulare: ‘uccidere persone’, ‘come uccidere una persona’ e ‘uccisione senza traccia’.

“Credo sia una ricerca sintomatica di una certa intenzione. Alamia si è contraddetto sul punto: prima ha detto che non ricordava perché l’ha fatta, poi ha detto che voleva uccidere il rivale in amore e, infine, che voleva suicidarsi. Sono giustificazioni che, a mio avviso, non hanno senso. Sappiamo invece qual è il motivo per cui ha fatto questa ricerca. Alamia sospettava che Janira avesse un’altra frequentazione e, probabilmente, nella telefonata con la ex di quella notte, che proprio quella sera aveva iniziato la sua nuova frequentazione, aveva avuto delle conferme che suscitano in lui quel pensiero” ha detto il pm Milocco.

“Non ci ha spiegato in maniera convincente quale è stata la molla che ha generato il raptus, ha fornito una serie di versioni contrastanti sul motivo che avrebbe suscitato in lui la reazione violenta e, per questo, ritengo che ci fosse la premeditazione” ha poi ribadito il pubblico ministero.

Prima di formulare la sua richiesta di condanna, il pm Milocco si è anche soffermata sull’opportunità di concedere le attenuanti generiche all’imputato, ma ha ribadito la sua contrarietà sottolineando che l’omicida ha avuto un atteggiamento strafottente e non ha reso nemmeno una confessione spontanea.

“E’ vero – ha concluso il pubblico ministero – Alamia non è nato fortunato, ha subito lutti, ha avuto genitori assenti, ha un quoziente intellettivo basso ed ha vissuto in una situazione di difficoltà economica. Però ha avuto una possibilità di riscatto che non ha saputo cogliere. Ha avuto la fortuna di conoscere una ragazza che ha fatto di tutto per risollevarlo e aiutarlo, ma non l’ha colta. Ha sempre fatto leva sulle sue sventure per manipolare gli altri e usarle come armi sulle altre persone, anche su Janira”.

Clicca qui per guardare il video INTEGRALE della deposizione di Alessio Alamia in aula

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