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Omicidio di Janira: Alessio Alamia condannato all’ergastolo foto

L'omicida, che non era presente in aula, è stato assolto solo dal reato di stalking: confermata l'aggravante della premeditazione. La famiglia: "Giustizia è stata fatta, Janira lo meritava"

Savona. Alessio Alamia è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della ex fidanzata Janira D’Amato. E’ questo il verdetto della Corte D’Assise, arrivato oggi dopo una camera di consiglio durata quasi cinque ore.

Alessio Alamia condannato all'ergastolo

Alla lettura della sentenza erano presenti i genitori della vittima, Rossano e Tiziana, ed i fratelli Kevin e Didier, ma non l’assassino. Alamia, dopo aver presenziato a tutte le ultime udienze, stavolta ha infatti deciso di rinunciare a comparire in aula, aspettando di conoscere l’entità della sua condanna in carcere.

L’impianto accusatorio del pm Elisa Milocco è stato confermato quasi integralmente: Alamia è stato condannato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione (non è stata concessa nessuna attenuante), mentre è stato assolto dall’accusa di stalking “perché il fatto non sussiste”. Inoltre la Corte d’Assise è stato dichiarato interdetto perpetuamente dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale e decaduto dalla responsabilità genitoriale. L’omicida è stato condannato anche a risarcire i danni verso i famigliari (assistiti dagli avvocati Simone Mariani e Fabrizio Biale) che saranno da quantificare in sede civile, ma è stata disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 302 mila euro in favore del papà della vittima, di 300 mila per la madre e di 100 mila euro ciascuno per i due fratelli.

“La giustizia ha fatto il suo corso, siamo contenti e soddisfatti per lei. Janira se lo meritava. Non è stato facile essere qui ad ogni udienza, ma glielo dovevamo. Ci sono state vicino tante persone: amici, parenti e famigliari e i nostri meravigliosi avvocati. Siamo stati seguiti da tutti, anche da persone che non conoscevamo che ci sono state vicine. Ringraziamo tutti” le parole di papà Rossano e mamma Tiziana dopo la sentenza.

I famigliari di Janira, che hanno accolto con grande compostezza e dignità (la stessa che li ha contraddistinti in tutte le udienze del processo alle quali sono sempre stati presenti) il verdetto, non sono rimasti stupiti dall’assenza dell’omicida in aula: “Ce lo aspettavamo, ma non è importante. Quello che contava era fare giustizia”.

Sul banco delle parti civili, oggi, c’era anche un peluche di un cagnolino dalmata: “Era di una delle sue iù care amiche, siccome per lei è sempre stato un portafortuna oggi me lo ha prestato. E ha funzionato” ha spiegato la madre di Janira.

Alessio Alamia condannato all'ergastolo

“La sentenza non la riporta sicuramente ai familiari, ma io sono convinto che un po’ di pace nei loro cuori ci sarà. La Corte ha preso atto della messe di prove accolte in dibattimento, che erano davvero univoche. Ora attendiamo le motivazioni” le parole dell’avvocato Fabrizio Biale che assisteva uno dei fratelli di Janira.

“Sicuramente siamo soddisfatti. Non spetta a noi un commento in questo momento. La famiglia D’Amato è una famiglia perbene: ha dimostrato rispetto, educazione, un contegno e una forza non da tutti. Oggi dobbiamo solo pensare che la giustizia ha fatto il suo corso… noi abbiamo fatto il massimo e così la Procura. Ora attenderemo le motivazioni (che saranno depositate tra 90 giorni, ndr) con molta serenità, la stessa con cui abbiamo affrontato tutto il processo. Attendiamo le motivazioni per capire perché non è stato riconosciuto il reato di stalking, però, credo che in questo momento non sia il caso di cavillare su quali aggravanti sono state riconosciute e quali no: c’è stata una condanna che credo sia giusta, teniamoci quella” il commento dell’avvocato Simone Mariani che tutelava i genitori e l’altro fratello della vittima.

“Attendiamo di leggere i motivi della sentenza, ma certamente faremo appello” l’unico commento che arriva dalla difesa di Alamia, assistito dall’avvocato Laura Razetto, oggi sostituita dalla collega Laura Liguori.

La fine del processo arriva a poco meno di due anni dal terribile delitto che si era consumato il 7 aprile del 2017. Quel giorno Alamia, oggi ventunenne, aveva brutalmente ucciso con 49 coltellate nella sua casa in piazzetta Morelli a Pietra Ligure l’ex fidanzata Janira D’Amato.

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