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Maternità ed interruzione di gravidanza, mozione in Regione per l’attuazione della legge del 1978

La legge è nata con l’obiettivo di eliminare gli aborti clandestini, tutelare e sostenere le donne in difficoltà che non vogliono abortire

Regione. Nella seduta del pomeriggio è proseguito il dibattito, avviato già nella seduta del mattino, sulla mozione, presentata da Matteo Rosso (FdI) che impegna la giunta ad attuare le azioni riportate nella legge 194 del 1978 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.

Il consigliere ha ricordato che la legge è nata con l’obiettivo di eliminare gli aborti clandestini, tutelare e sostenere le donne in difficoltà che non vogliono abortire, coniugando il valore sociale della maternità con la tutela della vita: “In realtà – ha aggiunto – spesso viene disattesa quest’ultima finalità della normativa che prevede l’istituzione di consultori per assistere le gestanti attraverso un’informazione completa sui loro diritti e sulle norme che tutelano il lavoro attuando interventi soprattutto quando la maternità crea problemi di natura economica, sociale o familiare”.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha espresso parere negativo sul testo rilevando che l’impegnativa sarebbe generica e ne ha chiesto il rinvio in commissione. Gianni Pastorino (Rete a sinistra&Liberamente) ha ricordato che la novità storica della legge 194 sta nella tutela del diritto all’interruzione della gravidanza da parte delle donne.

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha rilevato che il testo, pur condivisibile, sarebbe incompleto perché non viene ricordato l’aspetto caratterizzante della legge relativo all’interruzione di gravidanza. Francesco Battistini (Rete a sinistra&Liberamente) ha ricordato polemicamente che Rosso nella votazione del piano sociosanitario aveva bocciato un emendamento che prevedeva il potenziamento della rete consultoriale prevista dalla legge 194.

“La mozione del consigliere Rosso, che vorrebbe impegnare la giunta regionale ad ‘attuare tutte quelle azioni riportate nella legge 194/78 a tutela della donna e della maternità al fine di salvaguardare e valorizzare la vita’, per quanto contenga passaggi condivisibili, tralascia tutta la rivoluzionaria valenza della legge 194, con tutte le sue conquiste. Prima fra tutte, l’autodeterminazione della donna”. Il gruppo di Alice Salvatore ha chiesto che si torni in commissione: “La legge 194 ha una tripla valenza, quella di sancire finalmente e una volta per tutte l’autodeterminazione della donna sul proprio corpo e il proprio destino; la sconfitta della mortale piaga sociale dell’aborto clandestino; e, non ultima, la tutela del diritto alla vita e alla salute della donna, all’assistenza sociosanitaria nelle pratiche anticoncezionali, nell’educazione sessuale, nell’accompagnamento alla gravidanza o all’interruzione della stessa”.

“Sostanzialmente, posto in questi termini, il testo presentato è un atto incompleto e senza alcuna utilità dal punto di vista pratico – fa a sua volta notare il consigliere regionale Andrea Melis – Nella mozione infatti non si fa cenno alla necessità di potenziare i consultori, con investimenti mirati. Non si fa neppure cenno alla necessità di garantire, nelle strutture sanitarie, una presenza equilibrata sia di personale obiettore sia di personale non obiettore. Affinché questo testo sia ricevibile, va rinviato in commissione e ridiscusso tenendo conto della realtà: servono i numeri, serve uno screening puntuale delle strutture che hanno ricevuto richieste di interventi ma non le hanno prese in carico per mancanza di personale”.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha dichiarato che la legge 194 ha ridotto drasticamente gli aborti clandestini, ma oggi la carenza di consultori pubblici sta nuovamente provocando un incremento degli aborti clandestini. Valter Ferrando (Pd) ha sottolineato che la legge 194 ha ridotto drasticamente gli aborti clandestini e ha denunciato l’attuale carenza di consultori e di medici non obbiettori.

Sergio Rossetti (Pd) ha ribadito la mancata applicazione della legge 194 rispetto ad adeguate dotazioni nei consultori e di strumenti (nidi, scuole materne, centri di accoglienza per le madri) a favore della maternità. Giovanni Lunardon (Pd) ha criticato il fatto che l’ordine del giorno non fa cenno alla contraccezione e al diritto delle donne di decidere in autonomia sull’interruzione di gravidanza e ha chiesto di integrare il dispositivo del documento.

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha spiegato che la legge 194 permette una scelta consapevole alla donna sulla maternità e ha ridotto gli aborti clandestini. Il consigliere, dunque, ha annunciato voto favorevole. Angelo Vaccarezza (FI) ha annunciato voto favorevole e ha dichiarato di condividere il documento in quanto cerca di scongiurare l’interruzione di gravidanza, che rappresenta una sconfitta.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha dato parere positivo all’ordine del giorno sottolineando perché ha valorizzato una parte della legge 194, ma “senza mettere in discussione – ha aggiunto – altri contenuti della legge”. Viale ha assicurato che in Liguria il numero di medici obiettori di coscienza non è tale da pregiudicare la libera scelta di interrompere la gravidanza in quanto è nei parametri previsti che consentono il rispetto della legge. L’assessore, infine, ha sottolineato il ruolo strategico del consultorio, previsto nella legge 194, anche come accompagnamento nel percorso della nascita del bambino.

Accolti da Rosso alcuni degli emendamenti presentati da Giovanni Lunardon (Pd) e Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) e dal Movimento5Stelle. E’ stato concordato in aula, con il proponente, che la votazione degli emendamenti e del documento complessivo, proseguano nel primo consiglio utile.

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