IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Massimo Biale, lo chef in divisa che fa volare il nome di Savona in alto nel mondo foto

Dalle torri di controllo ai fornelli, la storia del luogotenente cresciuto all’ombra della Torretta

Savona. “Da grande voglio fare il controllore di volo…e lo chef”. Massimo Biale, savonese classe 1966, te lo immagini così, mentre sul tavolo della nonna – all’età di cinque anni – prima la osserva e poi la aiuta a preparare con le mani i ravioli, le frittelle e la pasta. Oggi, con 34 anni di carriera sulle spalle, Massimo non è soltanto uno chef di fama internazionale, ma è anche un luogotenente dell’Aeronautica militare italiana. E come per un piatto che unisce sapori diversi per creare un’alchimia culinaria vincente, lo chef savonese ha trasformato la sua vita in una portata unica e speciale. 

L’ingrediente segreto della sua ricetta  – come racconta lo stesso Biale a  IVG.it – è uno ed uno soltanto: “La passione può aiutarti a raggiungere ogni obiettivo – spiega lo chef – a me hanno iniziato a trasmetterla sin da piccolo i miei nonni paterni che, ancora prima che io nascessi, gestivano ‘La Balona’, la società cattolica savonese in via Famagosta, e poi ancora i miei bisnonni, dalla parte di mia madre, che avevano dei ristoranti. Insomma, io non potevo far altro che lavorare in cucina”. Una passione quasi genetica, quindi, che porta Biale ad innamorarsi di quel mondo fatto di fantasia sì, ma anche di regole. 

Le stesse regole che Biale, nel 1984, si prepara a rispettare quando, dopo aver vinto il concorso, entra in aeronautica militare come controllore di volo. Massimo saluta così la Torretta e, per 28 anni, sale sulle torri di controllo di mezza Italia a dirigere il traffico aereo: “Pisa, Milano, Abano Terme, Verona, Treviso, Vicenza, Brindisi – racconta il luogotenente – ho lavorato un po’ ovunque e nel frattempo, per hobby, non ho mai smesso di cucinare”. Tolta la divisa da lavoro, infatti, Biale inizia a trasformarsi con il tempo in un vero e proprio chef. Partecipa ai concorsi di cucina nazionali e internazionali e prende parte a competizioni culinarie che lo portano spesso a salire sul podio. E questo è solo un assaggio del suo “piatto capolavoro”. 

Quel sottufficiale in gamba dietro ai fornelli, infatti, non sfugge all’aeronautica militare: “Mi hanno convocato a Roma – racconta Biale – comunicandomi che la forza armata era intenzionata a sfruttare le mie competenze in ambito culinario mettendole a disposizione di tutti”. Nasce così il “Nucleo Addestramento Vettovagliamento” e da qui Biale inizia a formare le nuove leve, insegnando loro, per esempio, l’organizzazione delle cucine campali per le missioni estere. Nel 2016 è la volta delle olimpiadi di Rio dove Biale è uno dei quattro chef di “Casa Azzurri”. Nel 2017 è uno dei 16 concorrenti del programma televisivo “Top Chef” e dallo scorso 15 dicembre entra a far parte del circolo ufficiali delle forze armate d’Italia dove ha assunto il ruolo di “responsabile ristorazione del circolo interforze”.

Massimo Biale, lo chef savonese in divisa

Con un curriculum del genere tante, tantissime sono le esperienze professionali che Biale ha collezionato nel corso della sua vita, ma una in particolare è davvero curiosa ed è, da sola, capace di esprimere il respiro internazionale della sua carriera: “Una volta è venuto a mangiare in un ristorante di Padova di cui sono socio il famoso regista Özpetek – racconta Biale – poi, un giorno, mi sono ritrovato a cucinare nel ristorante del suo ex compagno a Istanbul, dove sono stato una settimana a proporre piatti italiani. Mi sono ritrovato in prima pagina su uno dei quotidiani turchi più importanti, con la mia notizia che occupava ben tre colonne a discapito del concerto di Lady Gaga che trovava spazio in una soltanto. Conservo ancora quella copia di giornale!”.

Inevitabile, poi, uno sguardo all’evoluzione della cucina moderna: “Oggi fortunatamente c’è un ritorno agli antichi sapori – spiega Massimo – c’è una piacevole riscoperta delle antiche ricette che, pur rielaborate, tendono a conservare gli stessi gusti di un tempo, proprio come nel film “Ratatouille”, quando il severo critico gastronomico Anton Ego assaggia la ratatouille preparata dal piccolo topo Rémy e torna di buon umore perché ricorda i piatti poveri ma buoni cucinati dalla madre. E questa è una bellissima cosa”. In Liguria, poi, i piatti tipici non mancano: “Lo scorso anno ho partecipato ad un campionato del mondo e mi sono classificato terzo portando le trofie al pesto – racconta – io propongo spesso piatti liguri e all’estero vengono molto apprezzati”. 

Massimo Biale, lo chef savonese in divisa

Difficile, a questo punto, non ritenersi soddisfatti di una carriera così brillante. Tuttavia, nel diario professionale di Massimo Biale ci sono ancora delle pagine bianche da riempire: “Dopo l’importante esperienza di Rio, il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha già preannunciato che ‘squadra che vince non si cambia’- spiega – mi aspetto quindi di concludere la mia carriera in bellezza con Tokyo 2020”. Infine, un pensiero per la sua città, Savona: “Ogni volta che ci torno respiro aria di casa e spero un giorno di poterci ritornare”.

E  così, dove le ferree regole militari incontrano quelle culinarie, nasce una passione, poi un sogno e, infine, una realtà. Perché come dice il grande chef Gusteau nel cartone animato Ratatouille, “Tutti possono cucinare”. Anche un controllore di volo. 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.